Mi chiamo Marcello,
lavoro in un negozio di proprietà di un fratello in
fede, una persona che ama Gesù come me. Per quanto
riguarda la mia educazione religiosa é accaduto a me
quanto è successo un po' a tutti i giovani della mia
nazione, infatti sono stato educato secondo la
tradizione della Chiesa Cattolica Romana, ma dopo
aver ricevuto i sacramenti fino alla Cresima,
sacramento che avrebbe dovuto rendermi soldato di
Cristo, mi ha visto invece disertore, infatti proprio
da quel periodo ho cominciato a frequentare la chiesa
sempre meno.
Se in quel periodo,
nonostante la mia defezione, mi avessero chiesto se
ero un cristiano, avrei risposto affermativamente, ma
in realtà non mi ero mai preoccupato di conoscere
quel Cristo che dicevo di amare. "Si vive una
volta sola", recita un proverbio. Con i miei
amici ci dedichevamo a realizzare tutto ciò che più
ci piaceva, senza preoccuparci minimamente se le
nostre azioni fossero gradite a Dio, mi piaceva
moltissimo la musica, portavo i capelli lunghi fino
alle spalle e la mia stanza era tappezzata dei miei
adorati idoli, i cantanti più in voga e i complessi
di cui andavo matto. Trascorrevo gran parte del
giorno ascoltando quasi con fede reverenziale, i loro
dischi ad un volume assordante, quasi a perdermi in
quel mare di suoni. Il tipo di musica da me preferito
in quel periodo era Heavy Metal. Vivevo sognando di
diventare come uno dei miei cantanti preferiti,
famoso, ricco e osannato dalle mie ammiratrici, e
viaggiare per il mondo. Col passare del tempo
cominciai a capire che queste mie speranze non erano
attuabili e perciò dovevo cercare di realizzare la
mia vita cercando di pormi altre mete, ma purtroppo
non sapevo ancora quali.
Alletà di
diciotto anni arrivò la chiamata al servizio
militare. Questo fatto apportò alla mia vita
numerosi cambiamenti: dovetti tagliare i miei lunghi
capelli, lasciare gli amici più cari con i quali
avevo condiviso sogni e speranze, allontanarmi dalla
famiglia e dalla mia città. Trovandomi in una realtà
completamente diversa, mi trovai a meditare su tante
cose. Cominciai a considerare i miei sogni e molti
degli ideali in cui avevo creduto, cose vane. Intanto
mi sentivo spesso triste e bisognoso di un aiuto
speciale.
Fu proprio in quel periodo che qualche volta ripresi
a pregare. Nel frattempo mia madre, prese una decisione
molto importante per la sua vita: decise di
appartenere a Cristo. Sapevo che da tempo ella era alla
ricerca della Verità. Fin da piccola leggeva
regolarmente un Nuovo Testamento che un missionario
evangelico le aveva donato. Inutilmente aveva chiesto
spiegazioni ai sacerdoti su problemi che le sorgevano
durante la lettura di quel Libro. Questi non sapevano
o non volevano darle risposte chiare.
Ascoltando una radio
evangelica, "RADIO VITA NUOVA", molte di quelle domande
trovarono una risposta. Confrontando quanto leggeva
ed udiva scoprii che non con pratiche umane o opere
meritorie era possibile guadagnarsi un posto in cielo
ma solo attraverso il sacrificio di Gesù morto per
lei personalmente.
Mia madre é una donna decisa, capita la Verità e
ritenuta giusta, laveva fatta propria e senza
esitare accettò Cristo come suo Salvatore personale
e la sua guida per ogni momento.
Lei me ne informò
subito e quando ritornavo in licenza mi parlava
sempre del suo Maestro. Al momento di ripartire,
quando mi preparava le valige, mi infilava tra gli
indumenti volantini che parlavano del Signore e un
giorno vi trovai anche un Nuovo Testamento. Pur
trovandomi tra tanti giovani spesso mi sentivo solo e
trovavo conforto nella lettura del Libro che mia
madre mi aveva donato. Man mano che la lettura
procedeva nacque in me il desiderio di conoscere quel
Gesù morto per me sulla croce per i miei peccati.
Fino a quel momento nonostante la vita disordinata
non pensavo di aver offeso Dio col mio comportamento;
infatti facevo più o meno quello che fanno tutti.
Terminato il servizio
militare, non cessò il mio interessamento sullargomento,
anzi era ben vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un
giorno accettai di partecipare ad uno studio biblico
che si teneva nella sala di riunioni della Chiesa
Evangelica di Sassari. Notai che i partecipanti a
questa riunione parlavano molto liberamente del loro
Gesù, fui colpito anche dal sentimento che provavano
e dalla riconoscenza per il loro Salvatore che
trapelava dalle loro preghiere, preghiere nelle quali
non usavano frasi fatte, ma parole che scaturivano
dal cuore. Inoltre si rivolgevano solamente a Gesù e
a Dio Padre.
In parte capivo che il Signore aveva preso il mio
posto, subendo la morte per me sulla croce. Nel mio
cuore sentivo il desiderio di parlare di Lui.
Qualche volta mi trovai a parlare ai miei conoscenti
di come sarebbe dovuta essere la vita cristiana, ma
loro non volevano ascoltarmi o lo facevano per
educazione. Mi consideravano un pò eccentrico se non
stravagante e in alcuni casi anacronistico. Non mi
sentivo capito. Così pian piano cominciai a
partecipare alle riunioni che si tenevano nella
Chiesa Evangelica. Ascoltando le persone che facevano
parte della comunità alle volte provavo un po' dinvidia,
erano così sicuri di appartenere a Cristo! Mi
parlavano del Suo amore, del Suo ritorno e del modo
in cui li avrebbe portati con sé per vivere con Lui
eternamente nel Regno dei cieli.
Intanto il Signore mi faceva vedere la mia condizione
di peccatore. Capivo sempre di più di aver bisogno
del perdono dei miei peccati.
Ancora non capivo tante cose, ma era chiaro che non
ero a posto nei confronti di Dio. Poco contava che
gli altri mi considerassero un bravo ragazzo, infatti
, "Tutta la mia giustizia (era considerata da
Dio) come un panno sporco" (Is.64:6). Dio
conosceva anche i miei pensieri più nascosti, che
nessun altro sapeva, eppure era disposto ad avere
misericordia di me a condizione che fossi disposto a
riconoscermi peccatore e a chiederGli perdono.
Questa grazia non era a buon mercato. Egli poteva
offrirmela perché Cristo era morto sulla croce per
me. Il Signore si era da sempre interessato di me
preparando ogni cosa perché io fossi felice, io
invece non mi ero mai interessato a Lui ed ero
vissuto fino a quel momento in modo egoistico,
facendo solo ciò che più mi piaceva.
Un giorno ascoltai un
predicatore, che ancora una volta spiegava la
condizione delluomo e la necessità del
sacrificio di Cristo per salvarci, durante il suo
discorso citò un passo della Bibbia che si trova in
Gv.5:24 e dice: "CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE
A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA ETERNA E NON VIENE
IN GIUDIZIO, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA". Mentre ascoltavo queste parole
rimasi turbato e alla fine di quella serata mi
avvicinai a quel predicatore e pregammo insieme con
tanta emozione. Affidai, con la piena consapevolezza
di quanto facevo, la mia vita a Cristo Gesù.
Confessai a Lui che la mia esistenza non avrebbe
avuto più senso senza di Lui, ammisi che fino a quel
momento avevo sempre vissuto nel peccato e Gliene
chiesi. Accettai per me quel sacrificio che Lui ha
voluto affrontare per salvarmi. Egli aveva lasciato
tutta la Sua gloria per la salvezza mia! Lopportunità
che Gesù mi ha offerto è veramente la migliore
della mia vita.
Infatti oltre ad
avermi purificato dai peccati, mi ha chiamato a far
parte della Sua famiglia e dal momento che mi sono
arreso a Lui mi ha considerato un fratello. Come
figlio di Dio sono ora erede con Lui di ogni Suo bene.
Da quel momento molte
cose sono cambiate nella mia vita oltre al modo dagire,
ho acquisito delle certezze che prima non avevo. So
che Dio mi ha perdonato, che ho la vita eterna, che
il Signore mi sostiene nelle difficoltà e mi aiuta
ad affrontarle con serenità.
La pace che mi da
Cristo mi riempie di gioia. Sto scoprendo di amare
Gesù e il mio desiderio e damarLo sempre più.
Prima di conoscere la Verità, come ho scritto nella
parte iniziale della testimonianza, pensavo che,
poiché si vive una volta sola è bene godersene ogni
attimo. Eppure solo come cristiano ho scoperto di
poter apprezzare e gustare con soddisfazione ogni
giorno che vivo.
AFFIDA ANCHE TU LA TUA
VITA A CRISTO, solo in Lui sei in buone mani!
"Egli
é stato trafitto per le nostre trasgressioni,
schiacciato per le nostre iniquità;il castigo per
cui abbiamo pace è caduto su di Lui, e per le Sue
lividurenoi siamo stati guariti" (Is. 53:5). Non perdere questo
dono che il Signore ti offre. Marcello Usai
Se vuoi scrivermi
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