"Tutta la mia giustizia è (davanti a Dio) come un panno sporco" Is.64.6

Non è facile scrivere o parlare a chi non si conosce, ma a chiunque leggerà questa mia testimonianza, una cosa desidero dirGli da subito, che Gesù lo ama e per questo motivo egli è caro anche a me e proprio per questo motivo ho deciso di mettere per scritto quanto il Signore nella Sua misericordia ha fatto per me.

Mi chiamo Marcello, lavoro in un negozio di proprietà di un fratello in fede, una persona che ama Gesù come me. Per quanto riguarda la mia educazione religiosa é accaduto a me quanto è successo un po' a tutti i giovani della mia nazione, infatti sono stato educato secondo la tradizione della Chiesa Cattolica Romana, ma dopo aver ricevuto i sacramenti fino alla Cresima, sacramento che avrebbe dovuto rendermi soldato di Cristo, mi ha visto invece disertore, infatti proprio da quel periodo ho cominciato a frequentare la chiesa sempre meno.

Se in quel periodo, nonostante la mia defezione, mi avessero chiesto se ero un cristiano, avrei risposto affermativamente, ma in realtà non mi ero mai preoccupato di conoscere quel Cristo che dicevo di amare. "Si vive una volta sola", recita un proverbio. Con i miei amici ci dedichevamo a realizzare tutto ciò che più ci piaceva, senza preoccuparci minimamente se le nostre azioni fossero gradite a Dio, mi piaceva moltissimo la musica, portavo i capelli lunghi fino alle spalle e la mia stanza era tappezzata dei miei adorati idoli, i cantanti più in voga e i complessi di cui andavo matto. Trascorrevo gran parte del giorno ascoltando quasi con fede reverenziale, i loro dischi ad un volume assordante, quasi a perdermi in quel mare di suoni. Il tipo di musica da me preferito in quel periodo era Heavy Metal. Vivevo sognando di diventare come uno dei miei cantanti preferiti, famoso, ricco e osannato dalle mie ammiratrici, e viaggiare per il mondo. Col passare del tempo cominciai a capire che queste mie speranze non erano attuabili e perciò dovevo cercare di realizzare la mia vita cercando di pormi altre mete, ma purtroppo non sapevo ancora quali.

All’età di diciotto anni arrivò la chiamata al servizio militare. Questo fatto apportò alla mia vita numerosi cambiamenti: dovetti tagliare i miei lunghi capelli, lasciare gli amici più cari con i quali avevo condiviso sogni e speranze, allontanarmi dalla famiglia e dalla mia città. Trovandomi in una realtà completamente diversa, mi trovai a meditare su tante cose. Cominciai a considerare i miei sogni e molti degli ideali in cui avevo creduto, cose vane. Intanto mi sentivo spesso triste e bisognoso di un aiuto speciale.
Fu proprio in quel periodo che qualche volta ripresi a pregare. Nel frattempo
mia madre, prese una decisione molto importante per la sua vita: decise di appartenere a Cristo. Sapevo che da tempo ella era alla ricerca della Verità. Fin da piccola leggeva regolarmente un Nuovo Testamento che un missionario evangelico le aveva donato. Inutilmente aveva chiesto spiegazioni ai sacerdoti su problemi che le sorgevano durante la lettura di quel Libro. Questi non sapevano o non volevano darle risposte chiare.

Ascoltando una radio evangelica, "RADIO VITA NUOVA", molte di quelle domande trovarono una risposta. Confrontando quanto leggeva ed udiva scoprii che non con pratiche umane o opere meritorie era possibile guadagnarsi un posto in cielo ma solo attraverso il sacrificio di Gesù morto per lei personalmente.
Mia madre é una donna decisa, capita la Verità e ritenuta giusta, l’aveva fatta propria e senza esitare accettò Cristo come suo Salvatore personale e la sua guida per ogni momento.

Lei me ne informò subito e quando ritornavo in licenza mi parlava sempre del suo Maestro. Al momento di ripartire, quando mi preparava le valige, mi infilava tra gli indumenti volantini che parlavano del Signore e un giorno vi trovai anche un Nuovo Testamento. Pur trovandomi tra tanti giovani spesso mi sentivo solo e trovavo conforto nella lettura del Libro che mia madre mi aveva donato. Man mano che la lettura procedeva nacque in me il desiderio di conoscere quel Gesù morto per me sulla croce per i miei peccati.
Fino a quel momento nonostante la vita disordinata non pensavo di aver offeso Dio col mio comportamento; infatti facevo più o meno quello che fanno tutti.

Terminato il servizio militare, non cessò il mio interessamento sull’argomento, anzi era ben vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un giorno accettai di partecipare ad uno studio biblico che si teneva nella sala di riunioni della Chiesa Evangelica di Sassari. Notai che i partecipanti a questa riunione parlavano molto liberamente del loro Gesù, fui colpito anche dal sentimento che provavano e dalla riconoscenza per il loro Salvatore che trapelava dalle loro preghiere, preghiere nelle quali non usavano frasi fatte, ma parole che scaturivano dal cuore. Inoltre si rivolgevano solamente a Gesù e a Dio Padre.
In parte capivo che il Signore aveva preso il mio posto, subendo la morte per me sulla croce. Nel mio cuore sentivo il desiderio di parlare di Lui.
Qualche volta mi trovai a parlare ai miei conoscenti di come sarebbe dovuta essere la vita cristiana, ma loro non volevano ascoltarmi o lo facevano per educazione. Mi consideravano un pò eccentrico se non stravagante e in alcuni casi anacronistico. Non mi sentivo capito. Così pian piano cominciai a partecipare alle riunioni che si tenevano nella Chiesa Evangelica. Ascoltando le persone che facevano parte della comunità alle volte provavo un po' d’invidia, erano così sicuri di appartenere a Cristo! Mi parlavano del Suo amore, del Suo ritorno e del modo in cui li avrebbe portati con sé per vivere con Lui eternamente nel Regno dei cieli.
Intanto il Signore mi faceva vedere la mia condizione di peccatore. Capivo sempre di più di aver bisogno del perdono dei miei peccati.
Ancora non capivo tante cose, ma era chiaro che non ero a posto nei confronti di Dio. Poco contava che gli altri mi considerassero un bravo ragazzo, infatti , "Tutta la mia giustizia (era considerata da Dio) come un panno sporco" (Is.64:6). Dio conosceva anche i miei pensieri più nascosti, che nessun altro sapeva, eppure era disposto ad avere misericordia di me a condizione che fossi disposto a riconoscermi peccatore e a chiederGli perdono.
Questa grazia non era a buon mercato. Egli poteva offrirmela perché Cristo era morto sulla croce per me. Il Signore si era da sempre interessato di me preparando ogni cosa perché io fossi felice, io invece non mi ero mai interessato a Lui ed ero vissuto fino a quel momento in modo egoistico, facendo solo ciò che più mi piaceva.

Un giorno ascoltai un predicatore, che ancora una volta spiegava la condizione dell’uomo e la necessità del sacrificio di Cristo per salvarci, durante il suo discorso citò un passo della Bibbia che si trova in Gv.5:24 e dice: "CHI ASCOLTA LA MIA PAROLA E CREDE A COLUI CHE MI HA MANDATO, HA VITA ETERNA E NON VIENE IN GIUDIZIO, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA". Mentre ascoltavo queste parole rimasi turbato e alla fine di quella serata mi avvicinai a quel predicatore e pregammo insieme con tanta emozione. Affidai, con la piena consapevolezza di quanto facevo, la mia vita a Cristo Gesù. Confessai a Lui che la mia esistenza non avrebbe avuto più senso senza di Lui, ammisi che fino a quel momento avevo sempre vissuto nel peccato e Gliene chiesi. Accettai per me quel sacrificio che Lui ha voluto affrontare per salvarmi. Egli aveva lasciato tutta la Sua gloria per la salvezza mia! L’opportunità che Gesù mi ha offerto è veramente la migliore della mia vita.

Infatti oltre ad avermi purificato dai peccati, mi ha chiamato a far parte della Sua famiglia e dal momento che mi sono arreso a Lui mi ha considerato un fratello. Come figlio di Dio sono ora erede con Lui di ogni Suo bene.

Da quel momento molte cose sono cambiate nella mia vita oltre al modo d’agire, ho acquisito delle certezze che prima non avevo. So che Dio mi ha perdonato, che ho la vita eterna, che il Signore mi sostiene nelle difficoltà e mi aiuta ad affrontarle con serenità.

La pace che mi da Cristo mi riempie di gioia. Sto scoprendo di amare Gesù e il mio desiderio e d’amarLo sempre più. Prima di conoscere la Verità, come ho scritto nella parte iniziale della testimonianza, pensavo che, poiché si vive una volta sola è bene godersene ogni attimo. Eppure solo come cristiano ho scoperto di poter apprezzare e gustare con soddisfazione ogni giorno che vivo.

AFFIDA ANCHE TU LA TUA VITA A CRISTO, solo in Lui sei in buone mani!
"Egli é stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità;il castigo per cui abbiamo pace è caduto su di Lui, e per le Sue lividurenoi siamo stati guariti" (Is. 53:5). Non perdere questo dono che il Signore ti offre. Marcello Usai

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