"Non siete voi che avete scelto me,
ma sono Io che ho scelto voi e vi ho costituito
perché
portiate molto frutto." Gv.15:16
Quando leggo questa
affermazione di Gesù nel vangelo di Giovanni,
riconosco, guardando indietro nella mia vita, che
solo il mio Creatore poteva trasformare me, Caterina,
nel modo meraviglioso che ora inizierò a narrarvi
...
Diverse volte in questi anni,
mi é capitato di sentire questa frase: La religione
è loppio dei poveri, come se si volesse
affermare che solamente chi é disperato e bisognoso
senta lesigenza di crearsi un dio, al quale
rivolgersi per portare sollievo al proprio malessere
interiore.
Per quanto mi riguarda posso
testimoniare il contrario, infatti quando sentii lesigenza
di ricercare la Verità sulla persona di Dio, la mia
situazione era completamente diversa, stavo benissimo
sia fisicamente che materialmente, conducevo una vita
agiata, con mio marito e i miei quattro figli e se
qualche volta pensavo a Un Essere Superiore, lo
immaginavo intento in tante occupazioni, lontano dal
nostro mondo e non certo interessato al singolo
individuo e soprattutto a me in particolare.
Non avrei mai immaginato che Egli invece avesse i
Suoi occhi su di me, perché Gli ero veramente cara,
e perciò cercava, nonostante la mia indifferenza, di
comunicare in tanti modi con la mia persona.
Uno modo per parlarmi lo usò
in un momento impensato.
Assieme alla famiglia trascorrevamo le vacanze in un
villaggio della Costa Smeraldata, ricordo quel
periodo come una parentesi molto bella della mia
vita; secondo un nostro usuale modo di fare,
percorrevamo le strade lungo la costa, alla ricerca
di posti apparentemente inesplorati.
Così, un po' tutti, cincantevamo davanti a
scenari da "mozza fiato"; scoprivamo
calette incantate con roccie scavate dal mare, come
neppure un artista sarebbe riuscito e lacqua
che le circondava aveva tutte le tonalità dello
smeraldo, del turchese; oppure cinoltravamo
nellentroterra, trovando nelle nostre
escursioni, deliziosi boschetti dove avremo voluto
fermarci per sempre.
Era veramente tutto meraviglioso e la mia felicità
incredibile, tanto era intensa. Osservavo mio marito,
miei figli e non cera niente che mimportasse
più di loro, li amavo tantissimo!
Mentre la mia mente era persa in questa girandola di
immagini e idee, care al mio cuore, improvvise quanto
inattese, si insinuarono nei miei pensieri delle
domande: Quando morirai cosa sarà di te, dove andrai
, e tuo marito e i figli che tanto ami cosa sarà di
loro?
Unangoscia profonda mi assalì, tutta la gioia
svanì in un attimo, cercai di riprendermi, nessuno
dei miei si accorse di quel mio repentino mutamento,
provai a scacciare quel penoso stato danimo e
di riprendere la gaia spensieratezza di prima, ma
inutilmente.
Le vacanze finirono e
rientrammo in città. Tutto parve ritornare come
prima e quanto accaduto sembrava essere stato
accantonato nellangolo più nascosto della mia
mente.
Tuttavia, per quanti sforzi facessi per tenere quei
pensieri chiusi in camere stagne, essi riaffioravano
continuamente: "Cosa succederà di te e di tutti
i tuoi cari dopo la morte?"
Per porre fine a questo dilemma cominciai a comprare
libri che trattassero questo argomento, ma questi
testi più che darmi chiarezza, creavano in me tanta
confusione.
Qualche tempo dopo vennero a
trovarmi delle persone, le quali mi assicurarono che
le risposte ai miei quesiti si trovavano nella Bibbia
e si offrirono di leggerla con me così mi avrebbero
potuto dare maggiori chiarimenti. Io acconsentii e
questi incontri durarono nel tempo e purtroppo,
nonostante la loro buona volontà, non diedero i
frutti sperati, infatti, esse, soprattutto
sull'argomento che mi stava a cuore, insistevano che
dopo la morte non sarebbe successo proprio nulla,
perché l'anima è " un soffio vitale " che
con la morte cessa di esistere, solo il corpo avrebbe
subito una trasformazione, dopo un lungo sonno.
Inutilmente cercai di farmi
chiarire versetti in cui si affermava decisamente il
contrario, le loro convinzioni non accettavano
repliche anche davanti all'evidenza.
Davanti alla loro incoerenza preferii interrompere i
nostri incontri.
La mia ansia di sapere tuttavia non cessava, anzi!!!
I miei pensieri erano così intensi da farmi star
male anche fisicamente.
Alla fine pensai di chiedere
delucidazioni al sacerdote della mia parrocchia, chi
più di lui poteva darmi chiarimenti in merito alla
vita dopo la morte!?
Purtroppo, anche in questo caso, non trovai risposta
alle mie domande, l'unico suggerimento che seppe
darmi fu di lasciar perdere quelle persone, perché
erano solo dei ciarlatani, e che, lunico loro
intento, era confondermi.
Ero disorientata, non sapevo
proprio che fare!
Una sera ritornai in chiesa, pensai che in quel luogo
sacro avrei potuto parlare indisturbata col Signore,
così seduta in un angolo iniziai a piangere e a
parlarGli pregandoLo di farmi conoscere la Verità,
infatti l'unico mio desiderio era ed è conoscerLo e
fare col Suo aiuto la Sua volontà.
Ritornai a casa più serena.
Qualche giorno dopo, mio
marito, rientrato da uno dei suoi viaggi di lavoro,
mi parlò di una radio che durante i lunghi tragitti
in macchina aveva avuto modo di ascoltare: "Radio vita nuova" , mi suggerì di ascoltarla perché a
lui era parsa veramente interessante e riteneva che
certamente avrebbe potuto dare chiarimenti ai miei
quesiti.
Il giorno successivo come mi
alzai sintonizzai la radio su quella emittente e mi
misi all'ascolto.
Iniziai così a seguire quotidianamente gli studi
biblici che un missionario teneva con una lettura
sistematica del Testo e che quindi potevo io stessa
controllare con la mia Bibbia a casa.
Nel libro dei Proverbi al capitolo 28, al versetto 5
é scritto: "Gli uomini dati al male non
comprendono ciò che é giusto, ma quelli che cercano
l'Eterno comprendono ogni cosa."
La prima cosa che il Signore mi fece comprendere in
modo chiaro e indelebile, fu il come e il perché era
stata necessaria la Sua venuta sulla terra per
salvarci, non solo tutti in generale come fino a quel
momento avevo creduto, ma Egli aveva subito il
castigo sulla croce proprio per me, solamente per me,
per pagere i miei peccati, e così donarmi la vita
eterna e presentarmi al Padre celeste "pura".
Attraverso la lettura della
Bibbia ebbi modo di capire che in seguito alla
ribellione di Adamo l'uomo era cambiato, la sua
natura non era più la stessa, non era un peccatore
perché peccava, ma peccava proprio perché la sua
essenza era naturalmente predisposta a compiere il
male, quindi invano e inutilmente avrebbe cercato in
sé stesso, con i propri sforzi, la salvezza.
"La
salvezza è un dono di Dio, non è in virtù di opere
affinché nessuno se ne glori" è scritto in Ef.2:8.
Capii così che
Dio desiderava ardentemente farmi un dono, il dono più
grande che un Padre possa dare, voleva che diventassi
Sua figlia e che vivessi eternamente con Lui, questa
possibilità mi era offerta esclusivamente accettando
il sacrificio di Cristo compiuto per me personalmente.
Leggendo e ascoltando mi
rendevo conto di quanto vere fossero le parole del
mio Salvatore e anche le persone che alla radio
parlavano di Lui lo facevano con un sincero amore e
gratitudine verso Chi aveva dato la Sua vita per loro
e verso il Padre celeste che aveva sacrificato
l'unico Suo figlio per amore dell'uomo peccatore,
inoltre dal loro tono della voce si sentiva
distintamente l'interesse che costoro avevano nei
confronti di chi ancora non conosceva la verità.
Passarono alcuni mesi,
continuavo a pregare il Signore perché mi facesse
capire chiaramente che cosa dovevo fare, finché un
giorno non sentii il desiderio di parlare col
conduttore di quei programmi. Presi contatto con lui
ed egli, dopo alcuni giorni, venne a trovarmi con la
moglie.
Ricordo perfettamente a
distanza di tanti anni il discorso di questo
fratello, egli aprì la Bibbia al vangelo di Giovanni
la capitolo 15, che parla della vite e dei tralci, le
parole che mi colpirono e che sembrava che Gesù
stesse indirizzando proprio a me, furono queste: "Dimorate in me ed
io dimorerò in voi".
Questa frase mi accompagnò per
tutti i giorni seguenti, finché non lessi in Ap.3:20:
"Ecco
Io sto alla porta e picchio, se uno ode la mia voce
ed apre la porta io entrerò da lui e cenerò con lui
ed egli con Me."
Pensai in quel momento che
certamente Gesù avrebbe potuto dimorare in me solo a
condizione che io Gli apprissi la porta del mio
cuore, forse lo avevo già fatto, ma sentii il
bisogno di chiederGlielo ad alta voce, così lo
invitai a guidare la mia vita a prendersi cura di me,
Egli, essendo il mio Creatore avrebbe saputo farlo
nel migliore dei modi.
Così accettai di far parte
della Sua chiesa, fatta di uomini che desiderano
avere Lui come Maestro e qualche tempo dopo accettai
di essere battezzata, una testimonianza consapevole
di quanto Cristo aveva fatto per me e di cosa io
desiderassi fare per Lui: "Come Egli era morto
per me e risuscitato, in modo tale da mostrare a
tutti che le Sue non erano solo parole, ma che era
veramente quanto diceva di essere, così io
desideravo morire al peccato per risorgere a una vita
nuova che solo Lui poteva darmi e, col Suo aiuto,
seguirLo tutti i giorni della mia vita cercando di
fare la sua volontà."
Quel giorno mi donarono un
libro con una dedica, un versetto speciale che i
fratelli avevano scelto proprio per me e che io
considero bellissimo: "Così risplenda la vostra luce nel
cospetto degli uomini affinchè vedano le vostre buon
opere e glorifichino il Padre vostro che é nei cieli."
Ancora oggi il mio unico
desiderio è di essere una luce e un esempio per
tutti coloro che mi stanno accanto perché Dio sia
lodato e glorificato attraverso me.
Fin qui vi ho raccontato il modo e le circostanze
usate dal Signore per farsi conoscere da me e in
questo modo darmi la possibilità di accettare la
salvezza che possiamo avere solo in Gesù, certo
alcuni di voi che leggono si staranno chiedendo, che
fine farà lanima dopo la morte, che è poi la
causa che mi ha spinto a ricercare la Verità; vi
posso assicurare che attraverso la lettura della
Bibbia, io ho trovato tutte le risposte ai miei perché
e vi assicuro, se il vostro interesse é sincero, che
a voi accadrà altrettanto, infatti Dio si fa trovare
da chi lo cerca.
Caterina Farina