E' il
viaggio di un uomo qualunque. Non mi è difficile
considerarmi tale, eppure sento che per quanto io mi
consideri poco la mia corsa vale molto. Non per
meriti miei ma per merito di Cristo Gesù: perché la
storia che voglio raccontare riguarda ciò che Egli
ha fatto per me.
Il mio nome è
Gianluca nato in una famiglia cattolica poco
praticante, come spesso avviene in Italia. Sono il
primogenito di tre figli, infatti la mia vita è
corsa parallela con le mie due sorelle fino al giorno
che ho sposato Patrizia, il 10 Ottobre del 1998. Sono
nato a Sassari in una data storica,giorno che
Cristoforo Colombo ha scoperto lAmerica:
il 12 Ottobre; come potete immaginare certo in un
secolo diverso: nellanno 1972!!!
Da un anno e
mezzo sono oltre che marito anche il padre felice di
Timoteo.
Fin da piccolo
ho sempre avuto curiosità verso i racconti di
religione ed in particolare mi piacevano le storie
dei vangeli. Non ho mai attraversato nella mia
adolescenza crisi che mi portassero allateismo,
nonostante la mia curiosità e le mie letture sulla
fisica o le materie scientifiche in genere, che tanto
spesso sono caratterizzate da un velo di miscredenza.
Nonostante la mia indole favorevole ai temi religiosi
ben presto però iniziai ad abbandonare la Messa
della domenica mattina: annoiato da quel rituale che
non comprendevo e che lunico giovamento che mi
dava era smacchiare la mia coscienza con il
parteciparvi: così potevo confermare che almeno una
volta alla settimana il mio dovere lo facevo.
A 14 anni in
maniera molto razionale per un ragazzo di quelletà,
decidendo di separarmi dallambiente che mi
aveva approvato ai sacramenti della Comunione e
Cresima non abbandonai la lettura del vangelo che
anzi ritrovavo vivo e attuale e mi davano il conforto
dellamore di Gesù. Ricordo ancora i pensieri
che avevo in quel periodo. Da una parte pensavo che
Dio non era un rituale da seguire, dallaltra mi
rendevo conto che le mie decisioni erano importanti e
me ne mettevo il problema a dispetto di come
normalmente mi pareva si preoccupassero i miei
coetanei di questioni simili. Decisi di procedere
secondo i miei sentimenti, alle volte cadendo anche
in crisi di coscienza. Ero allora ancora lontano dal
realizzare le profondità del pensiero di Dio sulla
vita delluomo.
Credevo in Dio
a modo mio, Lo seguivo a modo mio.
Pensavo Dio è
troppo buono per non amarmi: ma non mi rendevo conto
che io non Lo amavo.
E mi rendevo
conto di non avere certezze. ..
Avevo iniziato
la scuola superiore che frequentavo con interesse e
profitto. I miei genitori erano orgogliosi di me.
Avevo la fama del bravo ragazzo. Così giovane avevo
la testa sulle spalle e le idee molto chiare. Non mi
importava seguire il gruppo se non rappresentava un
modo di vivere sano, a costo di starmene
anche in solitudine. Non mi interessavano i
divertimenti illegali per dimostrare il mio coraggio,
il mio coraggio era quello di non conformarmi agli
altri ma cercare uno stile di vita indipendente,
certamente aperto ai miei simili ma autonomo.
E mi rendevo
conto di non avere certezze
Cercavo di
puntare tutto su me stesso per realizzare la mia vita.
Pensavo chi più studia più merita: mi affaticavo,
ottenevo lodi e procacciavo lillusione per un
domani migliore.
Cercavo di
puntare tutto me stesso sullonestà e la bontà
verso il prossimo. Pensavo chi ama non può essere
tradito: ma ero continuamente ferito.
E mi rendevo
conto di non avere certezze
Cercavo di essere
forte, ma scoprivo quanto debole fossi.
Cercavo di
essere capace, ma scoprivo che cera chi era più
capace di me.
Cercavo di
essere pronto, ma avevo come limpressione che i
giorni mi scorrevano davanti e che i treni persi
erano già stati tanti.
E mi rendevo
conto di non avere certezze
Scoprivo che
affacciarmi al mondo dei grandi per me significava
essere soli e delusi: ben presto mi sentii ingannato
e vinto. Il pensiero di un Dio creatore mi
affascinava ancora ma non riuscivo a metterLo in
relazione con la mia vita: anzi non riuscivo a
metterlo in relazione con la vita.
Fu Dio stesso
che finalmente decise di entrare in relazione con me.
Durante le ore di studio amavo la compagnia della
musica di una radiolina, dono di mio padre. Un giorno
la mia attenzione fu catturata dalla voce di una
emittente radio molto particolare: Radio Vita Nuova.
I temi trattati erano basati su bibbia e
testimonianze di persone che avevano fatto una
scelta in un momento della loro vita.
Incuriosito da quella strana programmazione decisi di
non saltare la frequenza e ascoltai per tutto il
pomeriggio. Il conduttore principale delle
trasmissioni si chiamava Klaus, il nome e laccento
tradivano origini tedesche.
Già allepoca
avevo un minimo di conoscenza dei vangeli, ma questuomo,
Klaus, mostrava una profonda conoscenza di tutta la
bibbia, non solo riusciva a trasmettermi con
semplicità e chiarezza le correlazioni tra lAntico
e il Nuovo testamento. Io non avevo mai letto nella
bibbia altri libri fuorché i vangeli. Mi fu
sufficiente quel pomeriggio per concepire come fosse
importante sviluppare la mia conoscenza della Parola
di Dio.
Radio Vita
Nuova da quella sera divenne mia compagna di studio:
nel senso che la lasciavo faceva da sottofondo ai
miei compiti per la scuola e contemporaneamente essa
iniziò ad appagare la mia necessità di conoscere
Dio. Tra la programmazione ben presto mi appassionò
la mezzora dedicata alla lettura del libro di
un missionario cristiano, Alan Popov, intitolato
Torturato per Cristo. Un pomeriggio
abbandonai i miei studi per concentrarmi meglio sul
racconto del capitolo del giorno. La voce spiegava le
torture subite da Alan, il suo coraggio nel rimanere
fedele alla parola anche a costo della vita. Mi
scoprii piangendo, quasi a singhiozzi. Un pensiero
sconvolse la mia mente: mentre io cercavo di
conoscere Dio con lintelletto, degli uomini
erano disposti a vivere e morire per Lui.
Improvvisamente capii che tutto quello che si poteva
conoscere di Dio era chiaramente manifestato nella
Sua parola. Il punto importante nella mia vita ora
doveva essere quella di credere in Lui, amarLo e
seguirLo fedelmente. Anche se ancora non sapevo come
fare questo.
Il primo anno
scolastico finì. Lestate mi trovò ancora
confuso e abbattuto. Avevo definitivamente capito che
Dio non era nel rituale che avevo vissuto fino a
qualche tempo prima, avevo capito che uomini sapevano
cosa significava vivere per Dio; e io ero consapevole
che non sapevo cosa significasse vivere con e per Dio.
Dio però non
mi abbandonava ancora, anzi Egli continuava a tessere
i Suoi intrecci damore nei miei confronti. Linizio
del nuovo anno scolastico riservò per me una felice
sorpresa: un nuovo compagno di banco. Antonello di
una anno più grande di me, era un ragazzo
intelligente e carismatico come pochi avevo
conosciuto. Non era la mia impressione: lui davvero
era conosciuto in tutta la scuola che contava circa 2.000
studenti. Le ragazze desideravano diventare la sua
ragazza. La prof. di italiano se lo coccolava perché
era davvero portato per le materie letterarie e non
perdeva occasione per rimproveragli la malaugurata
scelta di iscriversi in un istituto tecnico.
Anche Antonello
era alla ricerca di qualcosa. Scoprii con
piacere che non ero un alieno. Non solo le mie
aspettative erano uguali a quelle di una persona
completamente diversa da me. Egli per primo si decise
al grande passo: fare di Gesù il suo Signore e il
suo Salvatore. E di li a qualche tempo inizio a
frequentare ed essere parte attiva della chiesa
evangelica dei fratelli di Sassari. Fu lui che mi
aiutò a realizzare la necessità di non vivere la
mia fede isolata ma in seno alla chiesa che
rispecchiava il volere di Dio.
Io certo
indugiavo. Per quel mio carattere di voler ponderare
ogni decisione. Un esempio biblico che mi può
rassomigliare sono certamente i credenti di Berea.
Essi raggiunti da Paolo durante il suo secondo
viaggio missionario prima di cedere al Vangelo
analizzavano se le cose stavano effettivamente come
Paolo le presentava.
Finalmente dopo
tre anni il 21 gennaio del 1990 sono diventato
cristiano. Non per costrizione culturale o scelta
filosofica, ma perché amo Gesù e ho ceduto al SUO
desiderio di avere un rapporto personale con me.
Io non avevo
certezze, Gesù è la mia certezza, la Via la Verità
e la Vita.
Io un uomo che
si stima di poco valore, Gesù ha valutato tanto
preziosa la mia vita da morire in croce per me.
Gesù è morto
in croce anche per te!!!
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