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Programma del 19 agosto 2004

Siamo a pag. 119

Capitolo SECONDO

CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO

LA BUONA NOVELLA: DIO HA MANDATO IL SUO FIGLIO

422 «Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli» (Gal 4,4-5). Ecco la Buona Novella riguardante «Gesù Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1): Dio ha visitato il suo popolo,[1] ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo ed alla sua discendenza; [2] ed è andato oltre ogni attesa: ha mandato il suo «Figlio prediletto» (Mc 1,11).

423 Noi crediamo e professiamo che Gesù di Nazaret, nato ebreo da una figlia d'Israele, a Betlemme, al tempo del re Erode il Grande e dell'imperatore Cesare Augusto, di mestiere carpentiere, morto crocifisso a Gerusalemme, sotto il procuratore Ponzio Pilato, mentre regnava l'imperatore Tiberio, è il Figlio eterno di Dio fatto uomo, il quale è «venuto da Dio» (Gv 13,3), «disceso dal cielo» (Gv 3,13; 6,33), «venuto nella carne» (1 Gv 4,2); infatti «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità... Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia» (Gv 1,14.16).

424 Mossi dalla grazia dello Spirito Santo e attirati dal Padre, noi, riguardo a Gesù, crediamo e confessiamo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mat. 16,16). Sulla roccia di questa fede, confessata da san Pietro, Cristo ha fondato la sua Chiesa.[3]

Non abbiamo nulla da obbiettare a questa meravigliosa esposizione del Catechismo. Possiamo accettare perfino l’ultima frase. … La pietra sulla quale Gesù Cristo stesso edifica la sua Chiesa (“Io edificherò la mia Chiesa”) è la testimonianza di san Pietro, cioè che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, e non Pietro.

Lfede indispensabile per entrare nella Chiesa di Cristo pietra in a è credere che Gesù è il Cristo. Pietro era la prima ordine di tempo della Chiesa. Non ne era mai il capo.

S. Paolo scrisse: siamo "stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo il Cristo Gesù stesso la pietra angolare" (Ef. 2:20). Pietro è solo uno degli apostoli, senza essere da essi distinto, come si può rilevare anche da Apocalisse 21:14.

Il Salmista del Salmo 118:22 parla della pietra che gli edificatori avevano rigettata che è divenuta la pietra angolare, con la quale Gesù identificava sé stesso (Mt. 21:42; Mc 12:10; Lc 20:17-18).

L'apostolo Giovanni affermò essere basilare credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, proprio ciò che Pietro aveva confessato nell'occasione in cui Gesù fece l'affermazione: e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Gv. 20:31; 1. Gv. 5:1; 4:15; 5:5).

Dovrebbe essere chiarissimo. Se io credo che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio e mi avvicino a Lui con fede, divento anch'io una pietra che forma il tempio spirituale di Dio.

Sei tu già una pietra vivente nel tempio di Dio o sei ancora morto nei tuoi peccati e sulla via dell’eterna perdizione? Non essere inannato da una via di mezzo che conosciamo come purgatorio. Nella scrittura non esiste per cui è un inganno. Gesù parlava chiaramnete di due strada, una per la vita eterna, una che conduce alla perdizione eterna. Nasciamo in quella della perdizione, per passare nell’alta ci vuole un atto consapevole e perciò personale. Se non l’avessi fatto ti troveresti ancora sulla strada che conduce alla perdizione, cosa perciò da non sottovalutare.

Se desideri parlarne non esitare a metterti in ocntatto con noi.

«ANNUNZIARE... LE IMPERSCRUTABILI RICCHEZZE DI CRISTO» (Ef. 3,8)

425 La trasmissione della fede cristiana è innanzitutto l'annunzio di Gesù Cristo, allo scopo di condurre alla fede in lui. Fin dall'inizio, i primi discepoli sono stati presi dal desiderio ardente di annunziare Cristo: «Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Essi invitano gli uomini di tutti i tempi ad entrare nella gioia della loro comunione con Cristo:

Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza evi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunzi amo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta (1 Gv 1,1-4).

AL CENTRO DELLA CATECHESI: CRISTO

426 «Al centro della catechesi noi troviamo essenzialmente una persona: quella di Gesù di Nazaret, unigenito del Padre..., il quale ha sofferto ed è morto per noi e ora, risorto, vive per sempre con noi... Catechizzare... è, dunque, svelare nella persona di Cristo l'intero disegno di Dio... E cercare di comprendere il significato dei gesti e delle parole di Cristo, dei segni da lui operati».[4] Lo scopo della catechesi: «Mettere... in comunione... con Gesù Cristo: egli solo può condurre all'amore del Padre nello Spirito e può farci partecipare alla vita della Santa Trinità».[5]

427 « Nella catechesi è Cristo, Verbo incarnato e Figlio di Dio, che viene insegnato, e tutto il resto lo è in riferimento a lui;... solo Cristo insegna, mentre ogni altro lo fa nella misura in cui è il suo portavoce, consentendo a Cristo di insegnare per bocca sua... Ogni catechista dovrebbe poter applicare a se stesso la misteriosa parola di Gesù: "La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato" (Gv 7,16) ».[6]

428 Colui che è chiamato a « insegnare Cristo », deve dunque cercare innanzi tutto quel guadagno che è la « sublimità della conoscenza di Cristo »; bisogna accettare di perdere tutto, « al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui », e di « conoscere lui, la potenza della sua Risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti » (Fil 3,8-11 ).

Siamo d’accordo con queste affermazioni. Che tutti i nostri ascoltatori potessero afferrare ciò che è stato appena letto. Siamo pieni di tristezza in quanto queste realtà pronunciate non si realizzano nella chiesa. Cristo, e lui solo è la via della salvezza come si dirà al no 432 secondo l’affermazione di san Pietro:”sotto il cielo non v’è altro nome nel quale dobbiamo essere salvati che Gesù”. Perché allora invece di predicare Gesù si mettono accanto a lui un sacco di mediatori come le varie Marie e un esercito di santi che si inalzano sugli altari, offrendo a loro dei culti proibiti. Perché i vescovi, che hanno così ben compresi chi è Cristo, permettono l’idolatria? L’invocazione dei morti? Il culto delle madonne e dei santi ? Per compiacere al popolo? Perché non basta Cristo il Salvatore nel quale Dio ci ha dato ogni benedizione?

Chiedete a Dio di aprirvi la mente per Gesù come viene giustamente insegnato nel catechismo dal no 422 a 428. Gesù è la via, la verità e la vita. Chi si affida a Lui e a Lui solo riceve il perdono dei peccati e la vita eterna!

Non c’è altro mediatore tra Dio e l’uomo!

429 Da questa amorosa conoscenza di Cristo nasce irresistibile il desiderio di annunziare, di «evangelizzare», e di condurre altri al « sì » della fede in Gesù Cristo. Nello stesso tempo si fa anche sentire il bisogno di conoscere sempre meglio questa fede. A tal fine, seguendo l'ordine del Simbolo della fede, saranno innanzi tutto presentati i principali titoli di Gesù: Cristo, Figlio di Dio, Signore (articolo 2). Il Simbolo successivamente confessa i principali misteri della vita di Cristo: quelli della sua Incarnazione (articolo 3), quelli della sua Pasqua (articoli 4 e 5), infine quelli della sua glorificazione (articoli 6 e 7).

Articolo 2

« E IN GESÙ CRISTO, SUO UNICO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE »

I. Gesù

430l'angelo Gabriele dice che il suo nome Gesù in ebraico significa: «Dio salva». Al momento dell'Annunciazione, proprio sartempo la sua identità e la sua missione.[7] poiché Dio à Gesù, nome che esprime ad un solo pui peccati,[8] è lui che, in Gesù, il suo Figlio eterno fatto uomo, « salverà il suo popolo dai suoi ò rimettere peccati salvezza a vantaggio degli uomini. » (Mt 1,21). Così, in Gesù, Dio ricapitola tutta la sua storia di

431 Nella storia della salvezza, Dio non si è limitato a liberare Israele «dalla condizione servile» (Dt 5,6) facendolo uscire dall'Egitto; lo salva anche dal suo peccato. poiché il peccato è sempre un'offesa fatta a Dio, [9]solo Dio può cancellare.[10] Per questo Israele, prendendo sempre più coscienza dell'universalità del peccato, non potrà più cercare la salvezza se non nell'invocazione del nome del Dio Redentore.[11]

432 Il nome di Gesù significa che il Nome stesso di Dio è presente nella persona del Figlio suo [12] fatto uomo per l'universale e definitiva Redenzione dei peccati. È il nome divino che solo reca la salvezza, [13] e può ormai essere invocato da tutti perché, mediante l'Incarnazione, egli si è unito a tutti gli uomini [14] in modo tale che «non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).[15]

433 Il Nome del Dio Salvatore era invocato una sola volta all'anno, per l'espiazione dei peccati d'Israele, dal sommo sacerdote, dopo che questi aveva asperso col sangue del sacrificio il propiziatorio del Santo dei Santi.

[16] Il propiziatorio era il luogo della presenza di Dio.[17] Quando san Paolo dice di Gesù che «Dio l'ha stabilito a servire come strumento di espiazione... nel suo sangue» (Rm 3,25), intende affermare che nella sua umanità «era Dio a riconciliare a se il mondo in Cristo» (2 Cor 5,19).

434 La Risurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore [18] perché ormai è il nome di Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza del «Nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fi12, 9-10). Gli spiriti malvagi temono il suo nome [19] ed è nel suo nome che i discepoli di Gesù compiono miracoli; [20] infatti tutto ciò che essi chiedono al Padre nel suo nome, il Padre lo concede.[21]

435 Il nome di Gesù è al centro della preghiera cristiana. Tutte le orazioni liturgiche terminano con la formula «per Dominum nostrum Jesum Christum... - per il nostro Signore Gesù Cristo...». L'«Ave, Maria» culmina in «e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù». La preghiera del cuore, consueta presso gli orientali e chiamata «preghiera di Gesù», dice: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore». Parecchi cristiani muoiono con la sola parola «Gesù» sulle labbra, come santa Giovanna d'Arco.

Chi ha realizzato la salvezza in Gesù, come dice il no 429, non potrà fare a meno che annunciare Gesù a chi è ancora avviluppato nell’ignoranza, nel peccato, nell’idolatria. - Al no 433 viene detto che in Israele fu invocato una volta all’anno il nome di Dio Salvatore, il che mi suona nuovo. I passi citati per dimostrarlo non lo dimostrano.16 Purtroppo al numero 435 dobbiamo fare qualche osservazione. Chi ama Gesù fa a meno di orazioni liturgiche. Quando vuoi dire a tuo padre che l’ami gli reciti qualche orazione? Penso di no. - Inoltre l’Ave Maria non c’entra proprio niente, perché non è una orazione, sebbene purtroppo nella CR è stata adottata come tale dopo aver adottato il culto idolatrico della Regina dei cieli d’origine babilonese. Questo suonerà duro per l’orecchio di qualcuno, ma è purtroppo la realtà. Noi speriamo che aprite gli occhi prima di entrare nell’eternità. Qualsiasi culto o invocazione rivolto a qualcuno che non ha Dio Padre e Gesù Cristo è idolatrico e come tale condannato. – Passiamo alla considerazione su

II Cristo

436 Cristo viene dalla traduzione greca del termine ebraico «Messia» che significa «unto». Non diventa il nome proprio di Gesù se non perché egli compie perfettamente la missione divina da esso significata. Infatti in Israele erano unti nel Nome di Dio coloro che erano a lui consacrati per una missione che egli aveva loro affidato. Era il caso dei re,[22] dei sacerdoti [23]e, in rari casi, dei profeti.[24] Tale doveva essere per eccellenza il caso del Messia che Dio avrebbe mandato per instaurare definitivamente il suo Regno.[25] Il Messia doveva essere unto dallo Spirito del Signore, [26] ad un tempo come re e sacerdote [27] ma anche come profeta.[28] Gesù ha realizzato la speranza messianica di Israele nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re.

437 L 'angelo ha annunziato ai pastori la nascita di Gesù come quella del Messia promesso a Israele: «Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore» (Lc 2,11 ). Fin da principio egli è «colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo» (Gv 10,36), concepito come «santo» (Lc 1,35) nel grembo verginale di Maria. Giuseppe è stato chiamato da Dio a «prendere» con se «Maria» sua «sposa», incinta di «quel che è generato in lei... dallo Spirito Santo» (Mt 1,20), affinché Gesù, «chiamato Cristo», nasca dalla sposa di Giuseppe nella discendenza messianica di Davide (Mt 1,16)[29]

438 La consacrazione messianica di Gesù rivela la sua missione divina. «È, d'altronde, ciò che indica il suo stesso nome, perché nel nome di Cristo è sottinteso colui che ha unto, colui che è stato unto e l'unzione stessa di cui è stato unto: colui che ha unto è il Padre, colui che è stato unto è il Figlio, ed è stato unto nello Spirito che è l'unzione ».[30] La sua consacrazione messianica eterna si è rivelata nel tempo della sua vita terrena nel momento in cui fu battezzato da Giovanni, quando Dio lo «consacrò in Spirito Santo e potenza» (At 10,38) «perché egli fosse fatto conoscere a Israele» (Gv 1,31) come suo Messia. Le sue opere e le sue parole lo riveleranno come «il Santo di Dio » (Mc 1,24; Gv 6,69; At 3,14).

439 Numerosi giudei ed anche alcuni pagani che condividevano la loro speranza hanno riconosciuto in Gesù i tratti fondamentali del «figlio di Davide» messianico promesso da Dio a Israele. [31] Gesù ha accettato il titolo di Messia cui aveva diritto,[32] ma non senza riserve, perche una parte dei suoi contemporanei lo intendevano secondo una concezione troppo umana, [33] essenzialmente politica.[34]

440 Gesù ha accettato la professione di fede di Pietro che lo riconosceva quale Messia, annunziando la passione ormai vicina del Figlio dell'uomo.[35] Egli ha così svelato il contenuto autentico della sua regalità messianica, nell'identità trascendente del Figlio dell'uomo « che è disceso dal cielo » (Gv 3,13), [36] come pure nella sua missione redentrice quale Servo sofferente: « Il Figlio dell'uomo... non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » (Mt 20,28).[37] Per questo il vero senso della sua regalità si manifesta soltanto dall'alto della croce.[38] Solo dopo la Risurrezione, la sua regalità messianica potrà essere proclamata da Pietro davanti al popolo di Dio: « Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso! » (At 2,36).

Abbiamo nulla da osservare in merito alla messianicita di Gesù. Su questo argomento la CR ha conservato la fede apostolica da noi pienamente condivisa.

Passiamo ora al prossimo argomento il

III. Figlio Unigenito di Dio

441 Figlio di Dio, nell' Antico Testamento, è un titolo dato agli angeli, [39] al popolo dell'elezione,[40] ai figli d'Israele [41] e ai loro re.[42] In tali casi ha il significato di una filiazione adottiva che stabilisce tra Dio e la sua creatura relazioni di una particolare intimità. Quando il Re-Messia promesso è detto « figlio di Dio », [43] ciò non implica necessariamente, secondo il senso letterale di quei testi, che egli sia più che umano. Coloro che hanno designato così Gesù in quanto Messia d'Israele [44] forse non hanno inteso dire di più.[45]

Forse per molti di voi suonerà strano che nell’AT sia angeli che uomini furono chiamati figli di Dio, cosi vi leggeremo alcuni passi in merito, che vengono citati nel catechismo...

Proseguiamo ora nell’argomento “il Figlio Unigenito di Dio”

442 Non è la stessa cosa per Pietro quando confessa Gesù come « il Cristo, il Figlio del Dio vivente » (Mt 16,16), perché Gesù risponde con soleninità: « Ne la carne ne il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli » (Mt 16,17). Parallelamente Paolo, a proposito della sua conversione sulla strada di.Damasco, dirà: « Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perche lo annunziassi in mezzo ai pagani... » (Gai 1,15-16). « Subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio » (At 9,20). Questo sarà fin dagli inizi [46] il centro della fede apostolica [47]professata prima di tutti da Pietro quale fondamento della Chiesa.[48]

Perciò è stato ben spiegato Gesù è figlio di Dio in modo unico in quanto consustanziale con Dio, il che non è vero per nessuno al di fuori di lui. Angeli e uomini sono creature, mentre Gesù è il Creatore per mezzo del quale Dio ha creato ogni creatura, cioè tutto ciò che è stato creato.

E come termina bene il punto precedente, questa fede è la base, il fondamento della Chiesa. Gesù Cristo stesso e la fede in Lui è la base della Chiesa.

443 Se Pietro ha potuto riconoscere il carattere trascendente della filiazione divina di Gesù Messia, è perche egli l'ha lasciato chiaramente intendere. Davanti al sinedrio, alla domanda dei suoi accusatori: « Tu dunque sei il Figlio di Dio? », Gesù ha risposto: « Lo dite voi stessi: io lo sono » (Lc 22,70).[49] Già molto prima, egli si era designato come « il Figlio » che conosce il Padre, [50] che è distinto dai « servi » che Dio in precedenza ha mandato al suo popolo,[51] superiore agli stessi angeli.[52] Egli ha differenziato la sua filiazione da quella dei suoi discepoli non dicendo mai « Padre nostro » [53] tranne che per comandar loro: « Voi dunque pregate così: Padre nostro » (Mt 6,9); e ha sottolineato tale distinzione: « Padre mio e Padre vostro » ( Gv 20, 17).

Su questo paragrafo vorrei fare una breve considerazione:

1. La prima frase non è chiara. Cosa vuol dire: Se Pietro ha potuto riconoscere il carattere trascendente della filiazione divina di Gesù Messia, è perche egli l'ha lasciato chiaramente intendere. ? Sarebbe stato meglio dire: perché non la carne e il sangue glielo hanno rivelato questo, ma il Padre di Gesù che è nei cieli; citando le parole stesse di Gesù.

444 I Vangeli riferiscono in due momenti solenni, il Battesimo e la Trasfigurazione di Cristo, la voce del Padre che lo designa come il suo « Figlio prediletto ».[54] Gesù presenta se stesso come « il Figlio unigenito di Dio » (Gv 3,16) e con tale titolo afferma la sua preesistenza eterna. [55] Egli chiede la fede « nel Nome del Figlio unigenito di Dio » (Gv 3,18). Questa confessione cristiana appare già nell'esclamazione del centurione davanti a Gesù in croce: «Veramente quest'uomo era il Figlio di Dio » (Mc 15,39); infatti soltanto nel Mistero pasquale il credente può dare al titolo « Figlio di Dio » il suo pieno significato.

445 Dopo la Risurrezione la sua filiazione divina appare nella potenza della sua umanità glorificata: egli è stato costituito « Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la Risurrezione dai morti » (Rm 1,4).[56] Gli Apostoli potranno confessare: « Noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità » (Gv 1,14).

Termineremo, Dio volendo, la prossima settimana questo argomento meraviglioso di Gesù, come Signore.



[1] Lc 1,68

[2] Lc 1,55

[3] Mt 16,18; SAN LEONE MAGNO, Sermones, 4, 3: PL 54, 151; 51, 1: PL 54, 309B; 62, 2: PL 54, 350C-351A; 83, 3: PL 54, 432A

[4] GIOVANNI PAOLO II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 5

[5] lbid.

[6] lbid., 6

[7] Lc 1,31

[8] Mc 2,7 Chi può perdonare i peccati, se non uno solo, cioè Dio?

[9] Sal 51,6 tu desideri che la verità risieda nell'intimo: insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore.

[10] Sal 51,11 Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.

[11] Sal 79,9 Soccorrici, o Dio della nostra salvezza, per la gloria del tuo nome; liberaci, e perdona i nostri peccati, per amor del tuo nome.

[12]At 5,41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. 3 Gv 7 sono partiti per amore del nome di Cristo, senza prender niente dai pagani.

[13] Gv 3,18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. At 2,21 E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato".

[14] Rm 10,6-13

[15] At 9,14; Gc 2,7

[16] Lv 16,15-16 Poi sgozzerà il capro del sacrificio per il peccato, che è per il popolo, e ne porterà il sangue di là dalla cortina; farà con questo sangue quello che ha fatto con il sangue del toro: ne farà l'aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio. Così farà l'espiazione per il santuario, a causa delle impurità dei figli d'Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda di convegno che è tra di loro, in mezzo alle loro impurità.

Eb 9,7 ma nel secondo, non entra che il sommo sacerdote una sola volta all'anno, non senza sangue, che egli offre per sé stesso e per i peccati del popolo.

[17] Es 25,22; Lv 16,2; Num 7,89; Eb 9,5

[18] Gv 12,28

[19] At 16,16-18; 19,13-16

[20] Mc 16,17

[21] Gv 15,16

[22] Dio disse a Samuele (1 Sam 9,16): Domani, a quest'ora, ti manderò un uomo del paese di Beniamino e tu l'ungerai come capo del mio popolo, Israele. (10,1; 16,1.12-13; 1 Re 1,39)

[23] A Mosè Dio disse in merito a Aaronne (Es 29,7): Poi prenderai l'olio dell'unzione, glielo spanderai sul capo e l'ungerai. (Lv 8,12).

[24] 1 Re 19,16

[25] Sal 2,2; At 4,26-27

[26] Is 11,2

[27] Zc 4,14; 6,13

[28] Is 61,1; Lc 4,16-21

[29] Rm 1,3; 2 Tm 2,8; Ap 22,16

[30] Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 18,3

[31] Mt 2,2; 9,27; 12,23; 15,22; 20,30; 21,9.15

[32] Gv 4,25-26; 11,27

[33] Mt 22,41-46

[34] Gv 6,15; Lc 24,21

[35] Mt 16,16-23

[36]Gv 6,62; Dn 7,13

[37] Is 53,10-12

[38] Gv 19,19-22; Lc 23,39-43

[39] Dt (L XX) 32,8; Gb 1,6 - Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al SIGNORE, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro.

[40] Es 4,22 - Tu dirai al faraone: "Così dice il SIGNORE: Israele è mio figlio, il mio primogenito,

Os 11,1; Ge, 3,19; Si, 36,11; Sap 18,13

[41] Dt 14,1 - Voi siete figli per il SIGNORE vostro Dio; Os 2,1

[42] Di Salomone Dio disse: 2 Sam 7,14 - Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; Sal 82,6

[43] 1 Cr. 17,13; Sal 2,7 - Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato.

[44]Mt 27,54

[45] Lc 23,47

[46] 1 Ts 1,10

[47] Gv 20,31

[48] Mt 16,18 su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere.

[49] Mt 26,64; M c 14,61

[50] Mt 11,27; 21,37-38

[51] Mt 21,34-36

[52] Mt 24,36

[53] Mt 5,48; 6,8; 7,21; Lc 11,13

[54] Mt 3,17; 17,5

[55] Gv 10,36

[56] At 13,33


 

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