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Tx 19
Quanto velocemente passa il tempo. Siamo arrivati già alla nostra 19° trasmissione. Oggi siamo a pag. 111 e considereremo
II La caduta degli angeli
391 Dietro la scelta disobbediente dei nostri pro genitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte.
La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era un angelo buono, creato da Dio. «Diabolus enim et alii dremones a Deo quidem natura creati sunt boni, sed ipsi per se facti sunt mali - Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi ».
392 La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale «caduta» consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: «Diventerete come Dio» (Gn 3,5). «Il diavolo è peccatore fin dal principio» (1 Gv 3,8), «padre della menzogna» (Gv 8,44).
393 A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell'infinita misericordia divina. «Non c'è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta come non c'è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte ».
394 La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama «omicida fin dal principio» ( Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. «Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo» (1 Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l'uomo a disobbedire a Dio.
395 La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del Regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo Regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni - di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica - per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina Provvidenza, la quale guida la storia dell'uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell'attività diabolica è un grande mistero, ma « noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio » (Rm 8,28).
OSSERVAZIONI
Concordiamo pienamente con le affermazioni della Chiesa Romana sulla caduta degli angeli e sulla conseguenza di questa caduta per il genere umano e tutto il resto della creazione. Ringraziamo il Signore che Gesù con la sua morte e risurrezione ha vinto le podestà delle tenebre e che noi, per la fede in Gesù Cristo, possiamo aver parte alla sua vittoria e, illuminati dallo Spirito Santo e la Parola di Dio, possiamo resistere al diavolo e le sue schiere.
In Giacomo 4:7 leggiamo:
Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Perciò non dobbiamo temere. Quello che è assolutamente necessario è sottometterci a Dio e in seguito resistere al diavolo come fece Gesù, cioè con la Parola di Dio, che è la spada dello Spirito. Come Paolo scrisse ai santi di Efeso dobbiamo essere rivestiti con la completa armatura di Dio affinché possiamo star saldi contro le insidie del diavolo, resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il nostro dovere.. Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. La corazza è composta della verità, della giustizia, dello zelo dato dal vangelo della pace; dello scudo della fede, con il quale possiamo spegnere tutti i dardi infuocati del maligno, dell'elmo della salvezza e della spada dello Spirito.
Passiamo alla prossima pagina e leggiamo ciò che il Catechismo ci dice sul:
III. Il peccato originale
LA PROVA DELLA LIBERTÀ
396 Dio ha creato l'uomo a sua immagine e l'ha costituito nella sua amicizia. Creatura spirituale, l'uomo non può vivere questa amicizia che come libera sottomissione a Dio. Questo è il significato del divieto fatto all'uomo di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, « perché quando tu ne mangiassi, certamente moriresti » ( Gn 2, 17). «L 'albero della conoscenza del bene e del male» ( Gn 2, 17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L'uomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l'uso della libertà.
IL PRIMO PECCATO DELL'UOMO
397 L 'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell'uomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
398 Con questo peccato, l'uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Creato in uno stato di santità, l'uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto :diventare «come Dio», ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio».
399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. Hanno paura di quel Dio di cui si son fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative.
OSSERVAZIONE
Già al no. 390 si ha affermato che Il racconto della caduta (Gen 3) utilizza un linguaggio di immagini e avevamo visto che lunico linguaggio simbolico era: Che i loro occhi si aprivano. Al no. 396 si ripete ora che «L 'albero della conoscenza del bene e del male» (Gn 2, 17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo deve riconoscere e rispettare. Perché simbolicamente? No, lubbidienza a questo ordine di Dio manifestava il rispetto nei confronti di Dio assolutamente necessaria per la continuazione del rapporto sereno con Dio.
Togliendo questa frase tutto il resto può essere da noi condiviso.
400 L'armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell'anima sul corpo è infranta; l'unione dell'uomo e della donna è sottoposta a tensioni; i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all'asservimento. L 'armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all'uomo. A causa dell'uomo, la creazione è « sottomessa alla caducità » (Rm 8,20). Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell'ipotesi della disobbedienza si realizzerà: l'uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. La morte entra nella storia dell'umanità.
401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera «invasione» del peccato: il fratricidio commesso da Caino contro Abele; la corruzione universale quale conseguenza del peccato; nella storia d'Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dell'Alleanza e come trasgressione della Legge di Mosè; anche dopo la Redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e l'universalità del peccato nella storia dell'uomo: Quel che ci viene manifestato dalla Rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se l'uomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, l'uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create.
CONSEGUENZE DEL PECCATO DI ADAMO PER L'UMANITÀ
402 Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: «Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19); «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... » (Rm 5,12). All'universalità del peccato e della morte l'Apostolo contrappone l'universalità della salvezza in Cristo: « Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita » (Rm 5,18).
Daccordo con ciò che è stato affermato vogliamo leggere insieme i passi biblici inerenti allargomento per approfondire un po largomento.
400 L'armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell'anima sul corpo è infranta;
Si cita per dimostrarlo
Gn 3,7 Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.
Io credo che laffermazione del C. è giusto ma il passo biblico non dimostra queste verità. Il passo indica soltanto che è avvenuto un cambiamento, di cui non riusciamo afferrare la dimensione.
l'unione dell'uomo e della donna è sottoposta a tensioni;
Il passo citato è
Gn 3,11-13 Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell'albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato». Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».
Sì, in questo passo vediamo che invece di riconoscere la sua colpa cerca di scolparsi passando la colpa non soltanto alla donna ma anche a Dio per la sua disubbidienza.
i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all'asservimento.
Il passo citato è
Gn 3,16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te».
Laffermazione del Catechismo è senzaltro giusto, però questo passo parla nella seconda parte solo dei desideri della donna verso il marito e del dominio delluomo sulla donna.
L'armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all'uomo.
Il passo citato è
Gn 3,17.18 Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi;
401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera «invasione» del peccato:
A me piace dessere sistematici perciò numererò i vari pensieri affinché sia più chiaro quello che viene detto:
1. il fratricidio commesso da Caino contro Abele;
2. la corruzione universale quale conseguenza del peccato;
3. nella storia d'Israele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dell'Alleanza e come trasgressione della Legge di Mosè;
4. anche dopo la Redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi.
Abbiamo considerato insieme i peccati presenti nella chiesa di Corinto fino al capitolo 11 concludendo che anche chi pensa di non trovarsi coinvolti nei peccati menzionati intanto come dice il Catechismo al numero
402 Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo.
San Paolo lo afferma:
«Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19);
«Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... » (Rm 5,12).
All'universalità del peccato e della morte l'Apostolo contrappone l'universalità della salvezza in Cristo: «Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita» (Rm 5,18).
Concludiamo con questa meravigliosa affermazione di Paolo apostolo.
Diciamo grazie Signore Gesù che come abbiamo ereditato da Adamo la nostra natura di peccato la tua morte per i nostri peccati e la tua risurrezione come la tua presenza alla destra di Dio Padre per noi ci giustifica. Non meritiamo tanta grazia. E il tuo amore che ce lo concede. E noi abbiamo il privilegio di gridarlo a tutto il mondo onorando Te. Amen