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Programma del 10 Giugno 2004

Con questa 14° tx concludiamo il paragrafo 4 del Catt. Della CR. - Abbiamo considerato

La creazione

E’ opera della Trinità

Manifesta la gloria di Dio

E’ stata creata con sapienza e amore

E’ stata creata dal nulla

E’ stata creata ordinata e buona

 

Dio trascende la creazione ed è ad essa presente

Dio conserva e regge la creazione

Dio porta avvanti il suo disegno: la Provvidenza divina

La Provvidenza e le cause seconde

La Provvidenza e lo scandalo del male

 

Sappiamo dalla rivelazione divina che prima della creazione dei cieli e della terra Dio aveva previsto l’ingresso del peccato nel mondo e ciò che avrebbe fatto in seguito.

È possibile conoscere con certezza l'esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere (Rom. 1:18-23).

La creazione non è il prodotto del caso, ma:

1.- Il Dio eterno ha dato un inizio a tutto ciò che esiste fuori di lui.

2.- Egli solo è Creatore (il verbo «creare» - in ebraico «barà» - ha sempre come soggetto Dio).

3.- La totalità di ciò che esiste (espressa nella formula «il cielo e la terra) dipende dal Creatore.

La creazione è opera della Trinità

Gn 1:1 «In principio, Dio creò il cielo e la terra».

Is 44:24 Così parla il SIGNORE, il tuo redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: Io sono il SIGNORE, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me;

Dio ha creato tutto per mezzo del Verbo eterno, suo Figlio unigenito

Gv 1:1-3 «In principio era il Verbo... e il Verbo era Dio ... Tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente è stato fatto».

Col 1:16-17 «Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra... Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono».

Dio ha creato tutto per mezzo del suo Spirito

Sal 33:6 I cieli furono fatti per mezzo della parola dell'Eterno, e tutto il loro esercito mediante il soffio della sua bocca.

Sal. 104:30 Tu mandi il tuo spirito, ed essi sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra.

Gn 1:2 La terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso; e lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque

Manifesta la gloria di Dio (CC: Il mondo è stato creato per la gloria di Dio)

Is. 6:3 «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!»

E’ stata creata con sapienza e amore

Sal. 104:24 Quanto sono numerose le tue opere, SIGNORE! Tu le hai fatte tutte con sapienza;

E’ stata creata dal nulla

Romani 4:17 “Dio chiama all'esistenza le cose che non sono”

ND “Dio chiama le cose che non sono come se fossero.“

 

E’ stata creata ordinata e buona

Gn 1:4,10,12,18,21,31 «E Dio vide che era cosa buona... cosa molto buona».

DIO TRASCENDE (supera, va al di là, oltrepassa) LA CREAZIONE ED È AD ESSA PRESENTE

300 Dio è infinitamente più grande di tutte le sue opere: 130 «Sopra i cieli si innalza» la sua «magnificenza» (Sal 8,2), «la sua grandezza non si può misurare» (Sal 145,3).

Ma poiché egli è il Creatore sovrano e libero, causa prima di tutto ciò che esiste,

egli è presente nell'intimo più profondo delle sue creature: «In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).

Secondo le parole di sant'Agostino, egli è « superior summo meo et interior intimo meo - più intimo della mia parte più intima, più alto della mia parte più alta ».131

Segue una verità molto importante:

DIO CONSERVA E REGGE LA CREAZIONE

301 Dopo averla creata, Dio non abbandona a se stessa la sua creatura. Non le dona soltanto di essere e di esistere: la conserva in ogni istante nell'essere, le dà la facoltà di agire e la conduce al suo termine. Riconoscere questa completa dipendenza in rapporto al Creatore è fonte di sapienza e di libertà, di gioia, di fiducia:

Tu ami tutte le cose esistenti, e nulla disprezzi di quanto hai creato; se tu avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita (Sap 11,24-26).

Il prossimo punto contiene, secondo me, alcune imprecisazioni.

V. Dio realizza il suo disegno: la Provvidenza divina

302 La creazione ha la sua propria bontà e perfezione, ma non è uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta. È creata «in stato di via» «in statu viae» verso una perfezione ultima alla quale Dio l'ha destinata, ma che ancora deve essere raggiunta.

Chiamiamo divina Provvidenza le disposizioni per mezzo delle quali Dio conduce la creazione verso questa perfezione.

Dio conserva e governa con la sua Provvidenza tutto ciò che ha creato, «essa si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa» (Sap 8,1). Infatti «tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi» (Eb 4,13), anche quello che sarà fatto dalla libera azione delle creature. 132

Osservazione:

In che senso la creazione non è uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta ?

Noi crediamo che ci troviamo in perfetta armonia con la CR su questo punto, che si tratta semplicemente di una espressione infelice.

La creazione è stata perfetta, fino al momento in cui il peccato ha cambiato le cose. In seguito Dio maledisse il suolo che produsse da ora in poi spine e rovi, la morte fece il suo ingresso e in seguito anche fra gli animali avvennero dei cambiamenti (Gen. 3:17-18).

E’ vero che la situazione attuale non è quella finale ma va verso una trasformazione meravigliosa durante il regno millenniale di Cristo e in seguito la terra e il cielo fuggiranno dalla presenza del trono di Dio (Ap. 20:11), passeranno (Mt 24:35), i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate (2. Pie. 3:10). Poi ci saranno un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi (Ap. 21:1).

Perciò andiamo verso una nuova terra e nuovi cieli (Is. 51:16; 65:17; 66:22; 2Pie. 3:13).

Tutto questo Dio lo sapeva già prima della creazione. Sotto questo aspetto la creazione non era terminata e va verso il suo completamento secondo il progetto di Dio.

303 La testimonianza della Scrittura è unanime: la sollecitudine della divina Provvidenza è concreta e immediata; essa si prende cura di tutto, dalle più piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia. Con forza, i Libri Sacri affermano la sovranità assoluta di Dio sul corso degli avvenimenti: «Il nostro Dio è nei cieli, egli opera tutto ciò che vuole» (Sal 115,3); e di Cristo si dice: «Quando egli apre, nessuno chiude, e quando chiude, nessuno apre» (Ap 3,7); «molte sono le idee nella mente dell'uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo» (Prov 19,21).

304 Spesso si nota che lo Spirito Santo, autore principale della Sacra Scrittura, attribuisce delle azioni a Dio, senza far cenno a cause seconde. Non si tratta di «un modo di parlare» primitivo, ma di una maniera profonda di richiamare il primato di Dio e la sua signoria assoluta sulla storia e sul mondo 133 educando così alla fiducia in lui. La preghiera dei Salmi è la grande scuola di questa fiducia. 134

305 Gesù chiede un abbandono filiale alla Provvidenza del Padre celeste, il quale si prende cura dei più elementari bisogni dei suoi figli: «Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?.. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6,31-33).135

LA PROVVIDENZA E LE CAUSE SECONDE

306 Dio è il Padrone sovrano del suo disegno. Però, per realizzarlo, si serve anche della cooperazione delle creature. Questo non è un segno di debolezza, bensì della grandezza e della bontà di Dio onnipotente. Infatti Dio alle sue creature non dona soltanto l'esistenza, ma anche la dignità di agire esse stesse, di essere causa e principio le une delle altre, e di collaborare in tal modo al compimento del suo disegno.

307 Dio dà agli uomini anche il potere di partecipare liberamente alla sua Provvidenza, affidando loro la responsabilità di «soggiogare» la terra e di dominarla.136 In tal modo Dio fa dono agli uomini di essere cause intelligenti e libere per completare l'opera della creazione, perfezionandone l'armonia, per il loro bene e per il bene del loro prossimo.

Cooperatori spesso inconsapevoli della volontà divina, gli uomini possono entrare deliberatamente nel piano divino con le loro azioni, le loro preghiere, ma anche con le loro sofferenze.137 Allora diventano in pienezza «collaboratori di Dio» (1 Cor 3,9; 1 Ts 3,2) e del suo Regno.138


Osservazione:

Sì, Dio aveva affidato all’uomo la custodia e il governo della terra. Purtroppo l’uomo ha mancato in questi ultimi compiti e ha ceduto il governo a Satana sotto il cui governo ora agisce.

E’ pure vero che Dio abbia affidato all’uomo di completare l’opera della creazione, ma in che senso? Avendogli dato il compito della procreazione.

Non trovo invece nessun passo della Scrittura che l’uomo doveva perfezionare l’armonia della creazione, come se la creazione mancasse di armonia.

Dio, ciononostante del fallimento dell’uomo, porta avanti il suo piano per la sua creazione e sia Satana che l’uomo spesso inconsapevolmente contribuiscono al piano divino. Se l’uomo ha perso la sovranità sulla terra non così però Dio, anche se a volte sembra.

Condividiamo che, nel piano della redenzione, Dio desidera la collaborazione dell’uomo.

Lui si serve anche di circostanze e uomini non credenti per portare avanti il suo programma coll’umanità, come viene affermato in modo non molto chiaro nel prossimo punto.

308 Dio agisce in tutto l'agire delle sue creature: è una verità inseparabile dalla fede in Dio Creatore. Egli è la causa prima che opera nelle e per mezzo delle cause seconde: «È Dio infatti che suscita» in noi «il volere e l'operare (fine pag. 94) secondo i suoi benevoli disegni» (Fil 2,13).139 Lungi dallo sminuire la dignità della creatura, questa verità la accresce. Infatti la creatura, tratta dal nulla dalla potenza, dalla sapienza e dalla bontà di Dio, niente può se è separata dalla propria origine, perché «la creatura senza il Creatore svanisce»; 140 ancor meno può raggiungere il suo fine ultimo senza l'aiuto della grazia.141

LA PROVVIDENZA E LO SCANDALO DEL MALE

309 Se Dio Padre onnipotente, Creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perché esiste il male? A questo interrogativo tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto misterioso, nessuna rapida risposta potrà bastare. È l'insieme della fede cristiana che costituisce la risposta a tale questione: la bontà della creazione, il dramma del peccato, l'amore paziente di Dio che viene incontro all'uomo con le sue Alleanze, con l'Incarnazione redentrice di suo Figlio, con il dono dello Spirito, con il radunare la Chiesa, con la forza dei sacramenti, con la vocazione ad una vita felice, alla quale le creature libere sono invitate a dare il loro consenso, ma alla quale, per un mistero terribile, possono anche sottrarsi. Non c'è un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una risposta al problema del male.

310 Ma perché Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non potervi essere alcun male? Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe sempre creare qualcosa di migliore.142 Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bontà infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo «in stato di via» verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri la scomparsa di altri, con il più perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste anche il male fisico, finche la creazione non avrà raggiunto la sua perfezione.143

Osservazione:

Come al numero 307 notiamo qui una stonatura. Non che Dio ha creato un mondo verso la sua perfezione ultima. Ciò è filosofia di San Tommaso. Dio ha creato l’uomo ha immagine sua, vuol dire dotato con un libero arbitrio, con la possibilità di una scelta, correndo il rischio che l’uomo non avesse ubbidito. Ciò richiedeva la sua natura d’amore. L’amore non può per la sua natura imporsi, come viene accennato al prossimo punto.

311 Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno peccato. È così che nel mondo è entrato il male morale, incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun modo, ne direttamente ne indirettamente, la causa del male morale. 144 Però, rispettando la libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene:

Infatti Dio onnipotente..., essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene.145

312 Così, col tempo, si può scoprire che Dio, nella sua Provvidenza onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche morale, causato dalle sue creature: «Non siete stati voi», dice Giuseppe ai suoi fratelli, «a mandarmi qui, ma Dio;... se voi avete pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene... per far vivere un popolo numeroso» (Gn 45,8; 50,20).146 Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l'uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia,147 ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra Redenzione. Con ciò, però, il male non diventa un bene.

313 «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28). La testimonianza dei santi non cessa di confermare questa verità:

Così santa Caterina da Siena dice a «coloro che si scandalizzano e si ribellano davanti a ciò che loro capita»: «Tutto viene dall'amore, tutto è ordinato alla salvezza dell'uomo, Dio non fa niente se non a questo fine».148

E san Tommaso Moro, poco prima del martirio, consola la figlia: «Nulla accade che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio ».149

E Giuliana di Norwich [scrisse]: «Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene...: «Tu stessa vedrai che ogni specie di cosa sarà per il bene».150

314 Noi crediamo fermamente che Dio è Signore del mondo e della storia. Ma le vie della sua Provvidenza spesso ci rimangono sconosciute. Solo alla fine, quando avrà termine la nostra conoscenza imperfetta e vedremo Dio «a faccia a faccia» (l Cor 13,12), conosceremo pienamente le vie, lungo le quali, anche attraverso i drammi del male e del peccato, Dio avrà condotto la sua creazione fino al riposo di quel Sabato 151 definitivo, in vista del quale ha creato il cielo e la terra.

In sintesi [riassunto]

315 Nella creazione del mondo e dell'uomo, Dio ha posto la prima e universale testimonianza del suo amore onnipotente e della sua sapienza, il primo annunzio del suo «disegno di benevolenza», che ha il suo fine nella nuova creazione in Cristo.

316 Sebbene l'opera della creazione sia particolarmente attribuita al Padre, è ugualmente verità di fede che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e indivisibile della creazione.

317 Dio solo ha creato l'universo liberamente, direttamente, senza alcun aiuto.

318 Nessuna creatura ha il potere infinito necessario per «creare» nel senso proprio del termine, cioè produrre e dare l'essere a ciò che non l'aveva affatto (chiamare all'esistenza «ex nihilo» -dal nulla).152

319 Dio ha creato il mondo per manifestare e per comunicare la sua gloria. Che le sue creature abbiano parte alla sua verità, alla sua bontà, alla sua bellezza: ecco la gloria per la quale Dio le ha create.

320 Dio, che ha creato l'universo, lo conserva nell'esistenza per mezzo del suo Verbo, «questo Figlio che... sostiene tutto con la potenza della sua Parola» (Eb 1,3), e per mezzo dello Spirito Creatore che dà vita.

321 La divina Provvidenza consiste nelle disposizioni con le quali Dio, con sapienza e amore, conduce tutte le creature alloro fine ultimo.

322 Cristo ci esorta all'abbandono filiale alla Provvidenza del nostro Padre celeste 153 e l'apostolo san Pietro gli fa eco: gettate «in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5,7).154

323 La Provvidenza divina agisce anche attraverso l'azione delle creature. Agli esseri umani Dio dona di cooperare liberamente ai suoi disegni.

324 Che Dio permetta il male fisico e morale è un mistero che Dio illumina nel suo Figlio, Gesù Cristo, morto e risorto per vincere il male. La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna.

Concludiamo: Siamo arrivati al temine del Paragrafo 4 “IL CREATORE”.

Abbiamo visto che condividiamo quasi tutto l’insegnamento della CR in merito alla creazione. Abbiamo solo mosso le nostre osservazioni sul fatto che nel Cat. vengono citati fonti al di là di quelle delle Sacre Scritture, come se avessero la stessa autorità delle Scritture e ciò ci disturba non poco.

Abbiamo corretto l’affermazione che “Il mondo è stato creato per la gloria di Dio” in “Il mondo manifesta la gloria di Dio”. Abbiamo notato l’assenza di passi biblici per questa affermazione come pure per il fatto che Dio ha creato dal nulla.

Abbiamo contestato le affermazioni che la creazione non è uscita interamente compiuta dalle mani del Creatore (302), che ha voluto creare un mondo “in stato di via”(310) e che l’uomo ha ricevuto il compito di perfezionare l’armonia della creazione (307).

Dio trascende =supera, va al di là, oltrepassa, la creazione ed è pure ad essa presente

Salmo 145:3 “la sua grandezza non la si può misurare”.

At 17:28 «In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo».

Dio conserva e regge la creazione

Dio è sovrano sul corso degli avvenimenti:

Sal 115,3 «Il nostro Dio è nei cieli, egli opera tutto ciò che vuole»;

Ap 3,7 «Quando egli [Cristo] apre, nessuno chiude, e quando chiude, nessuno apre»;

Prv 19,21 «molte sono le idee nella mente dell'uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo».

Is 10:5-15; 45:5-7; Deut. 32:39;

Mt 10,29-31 Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.

La provvidenza e le cause seconde

Dio ha affidato all’uomo la responsabilità di soggiogare la terra e di dominarla (Gen 1:26-28) e di moltiplicarsi (procrearsi).

Dio si serve anche di credenti e non credenti per portare avanti il suo programma coll’umanità.

La provvidenza e lo scandalo del male

Se Dio è onnipotente, Creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perché esiste il male?

Perché Dio è amore e l’amore non può imporrsi all’altro ma gli deve lasciare la sua libertà.

130 Cf Sir 43,28

131 SANT' AGOSTINO, Confessiones, 3, 6, 11

132 Concilio Vaticano I: DENZ.-SCHONM., 300

133 Is 10,5-15 «Guai all'Assiria, verga della mia ira! Ha in mano il bastone della mia punizione. Io la mando contro una nazione empia e la dirigo contro il popolo che ha provocato la mia ira, con l'ordine di darsi al saccheggio, di far bottino, di calpestarlo come il fango delle strade. Ma essa non la intende così; non così la pensa in cuor suo; essa ha in cuore di distruggere, di sterminare nazioni in gran numeroInfatti dice: "I miei prìncipi non sono forse tanti re? Forse Calno non è come Carchemis? O Camat come Arpad? O Samaria come Damasco? Come la mia mano è giunta a colpire i regni degli idoli dove le immagini erano più numerose che a Gerusalemme e a Samaria, non posso io forse, come ho fatto a Samaria e ai suoi idoli, fare anche a Gerusalemme e alle sue statue?"» Ma quando il Signore avrà compiuto tutta la sua opera sul monte Sion e a Gerusalemme, «io», dice il SIGNORE, «punirò il re d'Assiria per il frutto della superbia del suo cuore e dell'arroganza dei suoi sguardi alteri. Infatti egli dice: "Io l'ho fatto grazie alla forza della mia mano e alla mia saggezza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli, ho saccheggiato i loro tesori; e, potente come sono, ho detronizzato dei re. La mia mano ha trovato, come un nido, le ricchezze dei popoli; e come uno raccoglie delle uova abbandonate, così io ho raccolto tutta la terra; e nessuno ha mosso l'ala o aperto il becco o mandato un grido"». La scure si vanta forse contro colui che la maneggia? La sega si inorgoglisce forse contro colui che la muove? Come se la verga facesse muovere colui che l'alza, come se il bastone alzasse colui che non è di legno!

Is. 45,5-7 5 Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscessi, perché da oriente a occidente si riconosca che non c'è altro Dio fuori di me. Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro. Io formo la luce, creo le tenebre,

do il benessere, creo l'avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose.

Dt 32,39 Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e nessuno può liberare dalla mia mano.

Sir 11,14

134 Sal. 22; 32; 35; 103; 138; e.a.

135 Mt 10,29-31 Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.

136 Gn 1,26-28

137 Col 1,24 Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a favore del suo corpo che è la chiesa.

138 Col 4,11 E’ bene leggere fino dal versetto 10: Vi salutano Aristarco, mio compagno di prigionia, Marco, il cugino di Barnaba (a proposito del quale avete ricevuto istruzioni; se viene da voi, accoglietelo), e Gesù, detto Giusto. Questi provengono dai circoncisi, e sono gli unici che collaborano con me per il regno di Dio, e che mi sono stati di conforto.

139 1 Cor 12,6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.

140 CONC. ECUM. VAT. II, Gaudium et spes, 36

141 Mt 19,26 Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile».

Gv 15,5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.

Fil 4,13 Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.

142 SAN TOMMASO D'AQUINO, Summa theologiae, 1,25, 6

143 SAN TOMMASO D'AQUINO, Summa contra gentiles, 3,71

144 SANT'AGOSTINO, De libero arbitrio, 1,1,1: PL 32,1221-1223; SAN TOMMASO D'AQUINO, Summa teologiae, I-II, 79, 1

145 SANT'AGOSTINO, Enchiridion defide, spe et caritate, 11,3

146 Tb 2,12-18 vulg

147 Rm 5,20 La legge poi è intervenuta a moltiplicare la trasgressione; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata,

148 SANTA CATERINA DA SIENA, Dialoghi, 4, 138

149 SAN TOMMASO MORE, Lettera ad Alice Alington di Margaret Roper sul colloquio avuto in carcere con il padre, cf Liturgia delle Ore, III, Ufficio delle letture del 22 giugno.

150 GIULIANA DI NORWICH, Rivelazioni dell'amore divino, 32

151 Gn 2,2

152 CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA, Decreto del 27 luglio 1914, Theses approbatae philosophiae tomisticae: DENZ.-SCHONM., 3624

153 Mt 6,26-34

154 Sal 55,23 Ma tu, o Dio, farai scendere costoro nella tomba; gli uomini sanguinari e fraudolenti non arriveranno alla metà dei loro giorni; ma io confiderò in te.

 

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