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Programma del 17 Giugno 2004

Paragrafo 3

L'ONNIPOTENTE

268 Di tutti gli attributi divini, nel Simbolo si nomina soltanto l'onnipotenza di Dio: confessarla è di grande importanza per la nostra vita.

Noi crediamo che tale onnipotenza è

universale, perché Dio, che tutto ha creato, [86] tutto governa e tutto può;

amante, perché Dio è nostro Padre; [87]

misteriosa, perché la fede soltanto la può riconoscere allorché [quando] «si manifesta nella debolezza» (2 Cor 12:9).

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me”.

EGLI OPERA TUTTO CIÒ CHE VUOLE Viene citato (Sal 115,3) dove sta scritto: Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.

269 Le Sacre Scritture affermano a più riprese la potenza universale di Dio.

Egli è detto [nominato] «il Potente di Giacobbe» (Gn 49,24; Is 1,24 e.a.), «il Signore degli eserciti», «il Forte, il Potente» (Sal 24,8-10).

Se Dio è onnipotente «in cielo e sulla terra» (Sal 135,6), è perché lui stesso li ha fatti. Nulla quindi gli è impossibile [89] e dispone della sua opera come gli piace; [90]

egli è il Signore dell'universo, di cui ha fissato l'ordine che rimane a lui interamente sottoposto e disponibile;

egli è il Padrone della storia: muove i cuori e guida gli avvenimenti secondo il suo beneplacito.[91]

«Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?» (Sap 11,21).

HAI COMPASSIONE DI TUTTI, PERCHÉ TUTTO TU PUOI (Sap 11,23)

270 Dio è il Padre onnipotente. La sua paternità e la sua potenza si illuminano a vicenda. Infatti, egli mostra la sua onnipotenza paterna

nel modo in cui si prende cura dei nostri bisogni; [92]

attraverso l'adozione filiale che ci dona («sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente»: 2 Cor 6,18); infine

attraverso la sua infinita misericordia, dal momento che egli manifesta al massimo grado la sua potenza perdonando liberamente i peccati.

271 L'onnipotenza divina non è affatto arbitraria: «In Dio la potenza e ; l'essenza, la volontà e l'intelligenza, la sapienza e la giustizia sono una sola ed identica cosa, di modo che nulla può esserci nella potenza divina che non possa essere nella giusta volontà di Dio o nella sua sapiente intelligenza ».[93]

IL MISTERO DELL'APPARENTE IMPOTENZA DI DIO

272 La fede in Dio Padre onnipotente può essere messa alla prova dall'esperienza del male e della sofferenza. [Cioè: a volte a causa del male e della sofferenza la nostra fede nell’onnipotenza di Dio vacilla] Talvolta Dio può sembrare assente ed incapace di impedire il male. Ora, Dio Padre ha rivelato nel modo più misterioso la sua onnipotenza nel volontario abbassamento e nella Risurrezione del Figlio suo, per mezzo dei quali ha vinto il male. Cristo crocifisso è quindi «potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini» (1 Cor 1,24-25). Nella Risurrezione e nella esaltazione di Cristo il Padre ha dispiegato «l'efficacia della sua forza » e ha manifestato

«la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti» (Ef 1,19-22).

273 Soltanto la fede può aderire alle vie misteriose dell'onnipotenza di Dio.

Per questa fede, ci si gloria delle proprie debolezze per attirare su di se la potenza di Cristo.[94]

Di questa fede il supremo modello è la Vergine Maria: ella ha creduto che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37) e ha potuto magnificare il Signore: «Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo è il suo nome» (Lc 1,49).

Osservazione

La predilezione che la Chiesa romana ha di Maria è veramente interessante. Nessuno degli apostoli ha dimostrato tale devozione. Chiunque legge il Nuovo Testamento se ne dovrebbe accorgere subito. Perciò la Chiesa Romana non dovrebbe più attribuirsi il titolo: “apostolico”. E una meraviglia che essa usa ancora “il Credo apostolico” nella sua liturgia, nel quale non vengono menzionate molte dottrine che la CR confessa oggi come essenziali. Abbiamo già rilevato ai no 148, 149 e 165 la sbagliata esaltazione della fede di Maria che né gli apostoli né lo stesso Cristo hanno mai fatto.

Si cita poi Luca 1:37 per sottolineare che Maria credeva che nulla era impossibile a Dio. Questo versetto non si riferisce a Maria ma all’Arcangelo Gabriele. Maria si sottomette semplicemente alla volontà di Dio. Che non è poco, ma ciò che avrebbe fatto qualsiasi pio Ebreo o Ebrea. E’ normale che Maria abbia esaltato in seguito il Signore per averla scelta per diventare la madre del Messia d’Israele.

Passiamo al no

274 «La ferma persuasione dell'onnipotenza divina vale più di ogni altra cosa a corroborare [rinforzare, confermare] in noi il doveroso sentimento della fede e della speranza.

La nostra ragione, conquistata dall'idea della divina onnipotenza, assentirà, senza più dubitare, a qualunque cosa sia necessario credere, per quanto possa essere grande e meravigliosa o superiore alle leggi e all'ordine della natura. Anzi, quanto più sublimi saranno le verità da Dio rivelate, tanto più agevolmente riterrà di dovervi assentire ». [95]

In sintesi

275 Con Giobbe, il giusto, noi confessiamo: «Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te» (Gb 42, 2).

276 Fedele alla testimonianza della Scrittura, la Chiesa rivolge spesso la sua preghiera al «Dio onnipotente ed eterno» ( «omnipotens sempiterne Deus... » ), credendo fermamente che «nulla è impossibile a Dio» (Gn 18,14; Lc 1,37; Mt 19,26).

277 Dio manifesta la sua onnipotenza convertendoci dai nostri peccati e ristabilendoci nella sua amicizia con la grazia ( «Deus, qui omnipopotent in tuam parcendo maxime et miserando manifestas... - O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono... »). [96]

278 Senza credere che l'Amore di Dio è onnipotente,

come credere che il Padre abbia potuto crearci, il Figlio riscattarci, lo Spirito Santo santificarci?

Dall’argomento Dio onnipotente passiamo ora al

Paragrafo 4

IL CREATORE

279 «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gn 1,1). Con queste solenni parole incomincia la Sacra Scrittura. Il Simbolo della fede le riprende confessando Dio Padre onnipotente come «Creatore del cielo e della terra», «di tutte le cose visibili e invisibili». Noi parleremo perciò innanzi tutto del Creatore, [2°] poi della sua creazione, [3°] infine della caduta a causa del peccato, da cui Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è venuto a risollevarci.

280 La creazione è il fondamento di «tutti i progetti salvifici di Dio», «l'inizio della storia della salvezza»[97] che culmina in Cristo. Inversamente, il Mistero di Cristo è la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale, «in principio, Dio creò il cielo e la terra» (Gn 1,1): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo.[98] cioè: Dio prima della creazione aveva già tutto il Suo piano in mente che avrebbe seguito fino alla nostra glorificazione. Nel prossimo punto viene poi spiegato perché nella liturgia cattolica si leggono i passi della creazione alle veglie della Pasqua.

281 Per questo le letture della Veglia Pasquale, celebrazione della nuova creazione in Cristo, iniziano con il racconto della creazione; parimenti, nella Liturgia Bizantina, il racconto della creazione è sempre la prima lettura delle vigilie delle grandi feste del Signore. Secondo la testimonianza degli antichi, l'istruzione dei catecumeni per il Battesimo segue lo stesso itinerario.[99]

I. La catechesi sulla creazione

282 La catechesi sulla creazione è di capitale importanza. Concerne i fondamenti stessi della vita umana e cristiana: infatti esplicita la risposta della fede cristiana agli interrogativi fondamentali che gli uomini di ogni tempo si sono posti: «Da dove veniamo?» «Dove andiamo?» «Qual è la nostra origine?» «Quale il nostra fine?» «Da dove viene e dove va tutto ciò che esiste?». Le due questioni, quella dell'origine e quella del fine, sono inseparabili. Sono decisive per il senso e l'orientamento della nostra vita e del nostro agire.

I seguenti numeri 283, 284 e 285 sono stampati in caratteri piccoli che sta a indicare che si tratta di annotazioni di tipo storico, apologetico eo di esposizioni dottrinali complementari (20)

283 La questione delle origini del mondo e dell'uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull'età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull'apparizione dell'uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l'intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori. Con Salomone costoro possono dire: « Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi... perché mi ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose» (Sap 7,17-21).

284 Il grande interesse, di cui sono oggetto queste ricerche, è fortemente stimolato da una questione di altro ordine, che oltrepassa il campo proprio delle scienze naturali. Non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l'uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine: se cioè sia governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, oppure da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio. E se il mondo proviene dalla sapienza e dalla bontà di Dio, perché il male? Da dove viene? Chi ne è responsabile? C'è una liberazione da esso?

285 Fin dagli inizi, la fede cristiana è stata messa a confronto con risposte diverse dalla sua [fede] circa la questione delle origini. Infatti, nelle religioni e nelle culture antiche si trovano numerosi miti riguardanti le origini. Certi filosofi hanno affermato che tutto è Dio, che il mondo è Dio, o che il divenire del mondo è il divenire di Dio (panteismo); altri hanno detto che il mondo è una emanazione necessaria di Dio, che scaturisce da questa sorgente e ad essa ritorna; altri ancora hanno sostenuto l'esistenza di due princìpi eterni, il Bene e il Male, la Luce e le Tenebre, in continuo conflitto (dualismo [contrasto di due principi], manicheismo); secondo alcune di queste concezioni, il mondo (almeno il mondo materiale) sarebbe cattivo, prodotto di un decadimento, e quindi da respingere o oltrepassare (gnosi); altri ammettono che il mondo sia stato fatto da Dio, ma alla maniera di un orologiaio che, una volta fatto, l'avrebbe abbandonato a se stesso (deismo); altri infine non ammettono alcuna origine trascendente del mondo, ma vedono in esso il puro gioco di una materia che sarebbe sempre esistita (materialismo).

Tutti questi tentativi di spiegazione stanno a testimoniare la persistenza e l'universalità del problema delle origini. Questa ricerca è propria dell'uomo.

286 Indubbiamente, l'intelligenza umana può già trovare una risposta al problema delle origini. Infatti, è possibile conoscere con certezza l'esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla luce della ragione umana, [100] anche se questa conoscenza spesso è offuscata e sfigurata dall'errore. Per questo la fede viene a confermare e a far luce alla ragione nella retta intelligenza di queste verità: «Per fede sappiamo che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine ciò che si vede» (Eb 11,3).

287 La verità della creazione è tanto importante per l'intera vita umana che Dio, nella sua tenerezza, ha voluto rivelare al suo Popolo tutto ciò che al riguardo è necessario conoscere. Al di là della conoscenza naturale che ogni uomo può avere del Creatore, [101] Dio ha progressivamente rivelato a Israele il mistero della creazione. Egli, che ha scelto i patriarchi, che ha fatto uscire Israele dall'Egitto, e che, eleggendo Israele, l'ha creato e formato, [102] si rivela come colui al quale appartengono tutti i popoli della terra e l'intera terra, come colui che, solo, «ha fatto cielo e terra» (Sal 115,15; 124,8; 134,3).

288 La rivelazione della creazione è così inseparabile dalla rivelazione e dalla realizzazione dell'Alleanza di Dio, l'Unico, con il suo Popolo. La creazione è rivelata come il primo passo verso tale Alleanza, come la prima e universale testimonianza dell'amore onnipotente di Dio.[103]

E poi la verità della creazione si esprime con una forza crescente nel messaggio dei profeti,[104] nella preghiera dei Salmi [105] e della Liturgia, nella riflessione della sapienza [106] del Popolo eletto.

289 Tra tutte le parole della Sacra Scrittura sulla creazione, occupano un posto singolarissimo i primi tre capitoli della Genesi. Dal punto di vista letterario questi testi possono avere diverse fonti. Gli autori ispirati li hanno collocati all'inizio della Scrittura in modo che esprimano, con il loro linguaggio solenne, le verità della creazione, della sua origine e del suo fine in Dio, del suo ordine e della sua bontà, della vocazione dell'uomo, infine del dramma del peccato e della speranza della salvezza. Lette alla luce di Cristo, nell'unità della Sacra Scrittura e della Tradizione vivente della Chiesa, queste parole restano la fonte principale per la catechesi dei misteri delle «origini»: creazione, caduta, promessa della salvezza.

Osservazione finale:

E’ stato senz’altro bello considerare insieme l’onnipotenza di Dio e la prima parte riguardante Dio come Creatore. E’ sempre bello soffermarsi e meditare sul carattere di Dio e le sue azioni. Ciò rafforza la nostra fede e ci permette di camminare con determinazione in mezzo ad una generazione corrotta, come diceva già l’apostolo Paolo. E’ anche bello quando possiamo verificare che su questi punti siamo in accordo con la Chiesa Romana.

So che per tutti noi qualche volta ci assale il dubbio sull’onnipotenza di Dio, per il semplice fatto che non comprendiamo le sue vie con noi. Però Egli ci rassicura nella Sua Parola che Egli non si sbaglia e ogni Sua azione è dettata dal Suo amore per noi in vista di una eterna gloria.

Sia lodato il Signore.


[86] Gen 1:1; Gv 1:3

[87] Mt 6:9

[88] 1° Cor. 1:18 Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio;

[89] Ger 32,17 "Ah, Signore, SIGNORE! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e con il tuo braccio steso; non c'è nulla di troppo difficile per te;

Lc 1,37

[90] Geremia dice al capitolo 27,5 Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e con il mio braccio steso; io do la terra a chi voglio.

[91] E in merito al poter fare tutto quello che vuole scrisse Salomone: Prov. 21:1 Il cuore del re, nella mano del SIGNORE, è come un corso d'acqua; egli lo dirige dovunque gli piace.

[92] Gesù disse ai suoi Mt. 6:32 il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose, cioè del cibo e dei vestiti.

[93] San Tomaso d’Acquino, Summa theologiae, I, 25,5, ad 1

[94] Che cosa disse l’apostolo Paolo? 2 Cor 12,9 il Signore mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. E ancora Fil. 4,13 Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.

[95] Catechismo Romano, 1, 2, 13

[96] Messale Romano, colletta della ventiseiesima domenica

[97] CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio catechistico generale, 51

[98] Rm 8,18-23 Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo.

[99] ETERIA, Peregrinatio ad loca sancta, 46: PLS l, 1047; SANT' AGOSTINO, De catechizandisrudibus, 3, 5

[100] Cf Concilio Vaticano I: DENZ.-SCHONM., 3026

[101] At 17,24-29 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa. Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi. Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua discendenza". Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall'arte e dall'immaginazione umana.

Rm 1,19-20 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,

[102] ls 43,1 Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele!

[103] Gn 15,5; Ger 33,19-26 La parola del SIGNORE fu rivolta a Geremia in questi termini: «Così parla il SIGNORE: "Se voi potete annullare il mio patto con il giorno e il mio patto con la notte, in maniera che il giorno e la notte non vengano al tempo loro, allora si potrà anche annullare il mio patto con Davide mio servitore, in modo che egli non abbia più figlio che regni sul suo trono, e con i sacerdoti levitici miei ministri. Come non si può contare l'esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servitore, e i Leviti che fanno il servizio in mio onore"». La parola del SIGNORE fu rivolta a Geremia in questi termini: «Non hai posto mente alle parole di questo popolo quando va dicendo: "Le due famiglie che il SIGNORE aveva scelte, le ha rigettate"? Così disprezzano il mio popolo, che agli occhi loro non è più una nazione. Così parla il SIGNORE: "Se io non ho stabilito il mio patto con il giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra, allora rigetterò anche la progenie di Giacobbe e di Davide mio servitore,e non prenderò più dai suoi discendenti coloro che governeranno la discendenza d'Abraamo, d'Isacco e di Giacobbe! poiché io farò tornare i loro esuli, e avrò pietà di loro"».

[104] Is 44,24 Così parla il SIGNORE, il tuo redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: Io sono il SIGNORE, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me;

[105] Sal.104

[106] Prv 8,22-31


 

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