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Cari amici in ascolto, siamo alla nostra 11° trasmissione sul Catechismo de la Chiesa cattolica alla luce della Sacra Bibbia.
Abbiamo esaminato nella nostra ultima trasmissione due argomenti:
1. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
2. La Rivelazione di Dio come Trinità
Abbiamo terminato con il No 245 osservando che con il secondo Concilio Ecumenico nel 381 a Costantinopoli si introdusse nella Chiesa leresia delladorazione e glorificazione dello Spirito Santo, e abbiamo elencato tutte le deviazioni dottrinali che fino a questo punto abbiamo trovato nel Catechismo.
Saltiamo i numeri 246-248, per non entrare nelle sottigliezze teologiche sul rapporto dello Spirito col Padre e col Figlio in discussione fra la Chiesa romana e le chiese ortodosse, perché non contribuiscono alledificazione, ma confondono soltanto le menti.
246 La tradizione latina del Credo confessa che lo Spirito «procede dal Padre e dal Figlio». Il Concilio di Firenze, nel 1439, esplicita: «Lo Spirito Santo ha la sua essenza e il suo essere sussistente ad un tempo dal Padre e dal Figlio e procede eternamente dall'Uno e dall'Altro come da un solo Principio e per una sola ispirazione... E poiché tutto quello che è del Padre, lo stesso Padre lo ha donato al suo unico Figlio generandolo, ad eccezione del suo essere Padre, anche questo procedere dello Spirito Santo a partire dal Figlio lo riceve dall'eternità dal suo Padre che ha generato il Figlio stesso». 1[53]
247 L'affermazione del Filioque mancava nel Simbolo confessato a Costantinopoli nel 381. Ma sulla base di una antica tradizione latina e alessandrina, il Papa san Leone l'aveva già dogmaticamente confessata nel 4472[54], prima che Roma conoscesse e ricevesse, nel 451, durante il Concilio di Ca1cedonia, il Simbolo del 381. L'uso di questa formula nel Credo è entrato a poco a poco nella Liturgia latina (tra i secoli VIII e XI). L'introduzione del «Filioque» nel Simbolo di Nicea-Costantinopoli da parte della Liturgia latina costituisce tuttavia, ancora oggi, un punto di divergenza con le Chiese ortodosse.
248 La tradizione orientale mette innanzi tutto in rilievo che il Padre, in rapporto allo Spirito, è l'origine prima. Confessando che lo Spirito «procede dal Padre» (Gv 15,26), afferma che lo Spirito procede dal Padre attraverso il Figlio.3[55] La tradizione occidentale dà maggior risalto alla comunione consustanziale tra il Padre e il Figlio affermando che lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio (Filioque). Lo dice «lecitamente e ragionevolmente»; 4[56] infatti l'ordine eterno delle Persone divine nella loro comunione consustanziale implica che il Padre sia l'origine prima dello Spirito in quanto «principio senza principio»5[57] ma pure che, in quanto Padre del Figlio Unigenito, Egli con Lui sia «l'unico principio dal quale procede lo Spirito Santo».6[58] Questa legittima complementarietà, se non viene inasprita, non scalfisce l'identità della fede nella realtà del medesimo mistero confessato.
Passiamo perciò ai prossimi due temi che riguardano:
3. La Santa Trinità nella dottrina della fede e 4. Le operazioni divine e le missioni trinitarie
III. La Santa Trinità nella dottrina della fede
tratta due argomenti
1. La formazione del dogma trinitario
2. Il dogma (stesso) della santa Trinità
LA FORMAZIONE DEL DOGMA TRINITARIO
249 La verità rivelata della Santa Trinità è stata, fin dalle origini, alla radice della fede vivente della Chiesa. Trova la sua espressione nella regola della fede battesimale, formulata nella predicazione, nella catechesi e nella preghiera della Chiesa.
Simili formulazioni compaiono già negli scritti apostolici, come ad esempio questo saluto, ripreso nella Liturgia eucaristica: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13,13). Vengono citati ancora altri due passi dellapostolo Paolo. Per esempio: 7[59]
Osservazione:
Nelle nostre assemblee non usiamo delle Liturgie, però riconosciamo valido la formula nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo perché la troviamo nel Vangelo di Matteo 28:19.
Non consideremo i numero 250-252. Non contengono errori ma spiegano solo che nel corso dei secoli la Chiesa cattolica ha iniziato a usare dei termini particolari per designare la Trinità.
250 Nel corso dei primi secoli, la Chiesa ha cercato di formulare in maniera più esplicita la sua fede trinitaria, sia per approfondire la propria intelligenza della fede, sia per difenderla contro errori che la alteravano. Fu questa l'opera degli antichi Concili, aiutati dalla ricerca teologica dei Padri della Chiesa e sostenuti dal senso della fede del popolo cristiano.
251 Per la formulazione del dogma della Trinità, la Chiesa ha dovuto sviluppare una terminologia propria ricorrendo a nozioni di origine filosofica: «sostanza», «persona» o «ipostasi», «relazione», ecc. Così facendo, non ha sottoposto la fede ad una sapienza umana, ma ha dato un significato nuovo, insolito a questi termini assunti ora a significare anche un Mistero inesprimibile, «infinitamente al di là di tutto ciò che possiamo concepire a misura d'uomo ».8[60]
252 La Chiesa adopera il termine «sostanza» (reso talvolta anche con «essenza» o «natura») per designare l'Essere divino nella sua unità, il termine «persona» o «ipostasi » per designare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo nella loro reale distinzione reciproca, il termine «relazione» per designare il fatto che la distinzione tra le Persone divine sta nel riferimento delle une alle altre.
Consideremo perciò
IL DOGMA DELLA SANTA TRINITÀ
253 La Trinità è Una. Noi non confessiamo tre dei, ma un Dio solo in tre Persone: «la Trinità consustanziale ». 9[61]Le Persone divine non si dividono l'unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero: «Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura». 10[62]«Ognuna delle tre Persone è quella realtà, cioè la sostanza, l'essenza o la natura divina». 11[63]
PERÒ
254 Le Persone divine sono realmente distinte tra loro. «Dio è unico ma non solitario». 12[64] «Padre», «Figlio» e «Spirito Santo» non sono semplicemente nomi che indicano modalità dell'Essere divino; essi infatti sono realmente distinti tra loro: «il Figlio non è il Padre, il Padre non è il Figlio, e lo Spirito Santo non è il Padre o il Figlio». 13[65] Sono distinti tra loro per le loro relazioni di origine: «È il Padre che genera, il Figlio che è generato, lo Spirito Santo che procede». 14[66] L'Unità divina è Trina. Saltiamo i numeri 255 256, perché non aggiungano nulla di nuovo. Chi ha il Catechismo lo può verificare e chi non lo ha lo può controllare nelle pagine del internet della nostra radio, nelle quali pubblichiamo le nostre trasmissioni.
255 Le Persone divine sono relative le une alle altre. La distinzione reale delle Persone divine tra loro, poiché non divide l'unità divina, risiede esclusivamente nelle relazioni che le mettono in riferimento le une alle altre: «Nei nomi relativi delle Persone, il Padre è riferito al Figlio, il Figlio al Padre, lo Spirito Santo all'uno e all'altro; quando si parla di queste tre Persone considerandone le relazioni, si crede tuttavia in una sola natura o sostanza».15[67] Infatti «tutto è una cosa sola in loro, dove non si opponga la relazione».16[68]«Per questa unità il Padre è tutto nel Figlio, tutto nello Spirito Santo; il Figlio tutto nel Padre, tutto nello Spirito Santo; lo Spirito Santo è tutto nel Padre, tutto nel Figlio».17[69]
256 Ai catecumeni di Costantinopoli san Gregorio Nazianzeno, detto anche «il Teologo», consegna questa sintesi della fede trinitaria: Innanzi tutto, conservatemi questo prezioso deposito, per il quale io vivo e combatto, con il quale voglio morire, che mi rende capace di sopportare ogni male e di disprezzare tutti i piaceri: intendo dire la professione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. io oggi ve la affido. Con essa fra poco vi immergerò nell'acqua e da essa vi trarrò. Ve la dono, questa professione, come compagna e patrona di tutta la vostra vita. Vi do una sola Divinità e Potenza, che è Uno in Tre, e contiene i Tre in modo distinto. Divinità senza differenza di sostanza o di natura, senza grado superiore che eleva, o inferiore che abbassa... Di tre infiniti è l'infinita connaturalità. Ciascuno considerato in sé è Dio tutto intiero... Dio le Tre Persone considerate insieme... Ho appena appena incominciato a pensare all'Unità ed eccomi immerso nello splendore della Trinità. Ho appena incominciato a pensare alla Trinità ed ecco che l'Unità mi sazia... 18[70]
Con questo siamo giunti al 4° punto delle considerazioni del paragrafo 2 IL PADRE che ci presenta alcuni passi meravigliosi delle epistole di Paolo sul progetto di salvezza di Dio.
IV. Le operazioni divine e le missioni trinitarie
257 «Dio è eterna beatitudine, vita immortale, luce senza tramonto.
Dio è Amore: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Dio liberamente vuol comunicare la gloria della sua vita beata.
Tale è il disegno della sua benevolenza,19[72] disegno che ha concepito prima della creazione del mondo nel suo Figlio diletto, «predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo» (Ef 1,4-5), cioè «ad essere conformi all'immagine del Figlio suo» (Rm 8,29), in forza dello «Spirito da figli adottivi» (Rm 8,15). Questo progetto è una« grazia che ci è stata data... fin dall'eternità» (2 Tm 1,9-10)e che ha come sorgente l'amore trinitario. Si dispiega nell'opera della creazione, in tutta la storia della salvezza dopo la caduta, nella missione del Figlio e in quella dello Spirito, che si prolunga nella missione della Chiesa.20[73]
258 Tutta l'Economia divina è l'opera comune delle tre Persone divine. Infatti, la Trinità, come ha una sola e medesima natura, così ha una sola e medesima operazione. 21[74]
«Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre principi della creazione, ma un solo principio».22[75] Tuttavia, ogni Persona divina compie l'operazione comune secondo la sua personale proprietà. Così la Chiesa rifacendosi al Nuovo Testamento 23[76] professa:
«Uno infatti è Dio Padre, dal quale sono tutte le cose; uno il Signore Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose; uno è lo Spirito Santo, nel quale sono tutte le cose». 24[77]
Le missioni divine dell'Incarnazione del Figlio e del dono dello Spirito Santo sono quelle che particolarmente manifestano le proprietà delle Persone divine.
259 Tutta l'Economia divina, opera comune e insieme personale, fa conoscere tanto la proprietà delle Persone divine, quanto la loro unica natura.
Parimenti, tutta la vita cristiana è comunione con ognuna delle Persone divine, senza in alcun modo separarle. Chi rende gloria al Padre lo fa per il Figlio nello Spirito Santo; chi segue Cristo, lo fa perché il Padre lo attira 25[78] e perché lo Spirito lo guida.26[79]
260 Il fine ultimo dell'intera Economia divina è che tutte le creature entrino nell'unità perfetta della Beata Trinità.27[80] Ma fin d'ora siamo chiamati ad essere abitati dalla Santissima Trinità: «Se uno mi ama», dice il Signore, «osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23):
O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per stabilirmi in te, immobile e serena come se la mia anima fosse già nell'eternità; nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da te, o mio Immutabile, ma che ogni minuto mi porti più addentro nella profondità del tuo Mistero! Pacifica la mia anima; fa né il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo. Che io non ti lasci mai sola, ma che sia lì, con tutta me stessa, tutta vigile nella mia fede, tutta adorante, tutta offerta alla tua azione creatrice.28[81
In sintesi
261 Il Mistero della Santissima Trinità è il Mistero centrale della fede e della vita cristiana.
Soltanto Dio può darcene la conoscenza rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo.
262 L'Incarnazione del Figlio di Dio rivela che Dio è il Padre eterno e che il Figlio è consustanziale al Padre, cioè che in lui e con lui è lo stesso unico Dio.
Osservazione:
Siamo felici che su tutti questi punti non dobbiamo fare delle osservazioni in quanto si tratta di affermazioni o tratti direttamente dalla Bibbia o conforme allinsegnamento implicito dessa.
Purtroppo nei prossimi numeri 263, 265 e 266 dobbiamo fare delle osservazioni.
Al no 263 viene ripetuto lerrore che fu introdotto al Concilio ecumenico di Costantinopoli: ladorazione glorificazione dello Spirito Santo.
263 La missione dello Spirito Santo, che il Padre manda nel nome del Figlio 29[82] e che il Figlio manda «dal Padre» (Gv 15,26), rivela che egli è con loro lo stesso unico Dio. «Con il Padre e con il Figlio è adorato e glorificato» .
264 «Lo Spirito Santo procede, primariamente, dal Padre e, per il dono eterno che il Padre ne fa al Figlio, procede dal Padre e dal Figlio in comunione ».30[83]
Nel numero 265 leggiamo:
Attraverso la grazia del Battesimo «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo», siamo chiamati ad aver parte alla vita della Beata Trinità, quaggiù nell'oscurità della fede, e, oltre la morte, nella luce eterna.31[84]
Però:
Il battesimo, né quello degli adulti, meno ancora quello dei bambini non ci introduce ad aver parte della vita della Beata Trinità. Ciò avviene attraverso il battesimo dello Spirito Santo che uno riceve nel momento in cui pone la sua fede nel Signore Gesù per seguirLo.
Al numero 266 vorrei rilevare un termine che generalmente viene usato dalla Chiesa romana per Maria ed i santi. Il termine venerare.
266 « Fides autem catholica haec est, ut unum Deum in Trinitate, et Trinitatem in unitate veneremur, neque confundentes personas, neque substantiam separantes: alia enim est persona Patris, alia Filii, alia Spiritus Sancti; sed Patris et Filii et Spiritus Sancti est una divinitas, aequalis gloria, coaeterna maiestas - La fede cattolica consiste nel venerare un Dio solo nella Trinità, e la Trinità nell'Unità, senza confusione di Persone né separazione della sostanza: altra infatti è la Persona del Padre, altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito Santo; ma unica è la divinità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, uguale la gloria, coeterna la maestà ».32[85]
Osservazione:
Quando noi accusiamo la CR di idolatria, in quanto adora accanto o oltre a Dio anche delle creature viene generalmente affermato che Maria e i santi non vengono adorati ma venerati. Ora si afferma che la fede cattolica consiste nel venerare un Dio solo. Sarà una svista. Ma Dio permette questi errori despressione affinché chi è sincero si accorga della menzogna. Si dice: chi dice delle bugie deve avere una buona memoria.
Purtroppo dobbiamo affermare che la CR è caduta ormai da secoli nel culto idolatrino delle creature e perciò non può pretendere dessere più apostolica.
Chiudiamo con laffermazione positiva del no
267 Inseparabili nella loro sostanza, le Persone divine sono inseparabili anche nelle loro operazioni. Ma nell'unica operazione divina ogni Persona manifesta ciò che le è proprio nella Trinità, soprattutto nelle missioni divine dell'Incarnazione del Figlio e del dono dello Spirito Santo.
Conclusione:
Come abbiamo visto in merito alla Trinità condividiamo quasi tutto con la CR. Sebbene delle cose essenziali ci dividono che determinano la nostra eterna felicità o dannazione: lingresso, la partecipazione comunione con la Trinità. Chi si confida nel sacramento del battesimo per essere salvato invece di fidarsi unicamente nel Signore Gesù Cristo e la Sua opera compiuta una volta per sempre invece della eterna gloria si troverà domani nelle fiamme eterne dellinferno.
Speriamo vivamente che tu cambi mente e fai la giusta scelta, per non trovarti domani al posto dove non vorrai trovarti.
1[53] Concilio di Firenze: DENZ.-SCHONM., 1300-1301
2[54] SAN LEONE Magna, Lettera Quam laudabiliter: DENZ.-SCHONM., 284
3[55] CONC. ECUM. VAT. II, Ad gentes, 2.
4[56] Concilio di Firenze (1439): DENZ.-SCHONM., 1302.
5[57] Concilio di Firenze (1442): DENZ.-SCHONM., 1331
6[58] Concilio di Lione II (1274): DENZ.-SCHONM., 850
7[59] 1 Cor 12,4-6 Ora vi è diversità di carismi, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non v'è che un medesimo Signore. Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.
Ef 4,4-6 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.
8[60] PAOLO VI, Credo del popolo di Dio, 2.
9[61] Che vuol dire: della stessa sostanza - Concilio di Costantinopoli II (553): DENZ.-SCHONM., 421
10[62] Concilio di Toledo XI (675): DENZ.-SCHONM., 530
11[63] Concilio Lateranense IV (1215): DENZ.-SCHONM., 804
12[64] Fides Damasi: DENZ.-SCHONM., 71
13[65] Concilio di Toledo XI (675): DENZ.-SCHONM., 530
14[66] Concilio Lateranense IV (1215): DENZ.-SCHONM., 804
15[67] Concilio di Toledo XI (675): DENZ.-SCHONM., 528
16[68] Concilio di Firenze (1442): DENZ.-SCHONM., 1330
17[69] Ibid., 1331
18[70] SAN GREGORIO NAZIANZENO, Orationes, 40, 41: PG 36, 417
19[72] Ef 1,9
20[73] CONC. ECUM. VAT. II, Ad gentes, 2-9
21[74] Concilio di Costantinopoli II (553): DENZ.-SCHONM., 421
22[75] Concilio di Firenze (1442): DENZ.-SCHONM., 1331.
23[76] l Cor 8,6
24[77] Concilio di Costantinopoli II (553): DENZ.-SCHONM., 421
25[78] Gv 6,44 Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
26[79] Rm 8,14 tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.
27[80] Gv 17,21-23 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me.
28[81] BEATA ELISABETTA DELLA TRINITÀ, Preghiera.
29[82] Gv14:26
30[83] SantAgostino
31[84] Paolo VI Credo del popolo di Dio, 9
32[85] Simbolo Quicumque