indietro

 

 


Programma del 03 Giugno 2004

 

Siamo arrivati oggi alla nostra 10° TX nelle nostre considerazioni sul Catechismo della Chiesa cattolica alla luce delle Sacre Scritture e considereremo insieme il

Paragrafo 2 - IL PADRE

 

Il paragrafo 2: Il Padre tratterà 4 argomenti:
1. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
2. La Rivelazione di Dio come Trinità
3. La Santa Trinità nella dottrina della fede
4. Le operazioni divine e le missioni trinitarie

I. «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo »

232 I cristiani vengono battezzati «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). Prima rispondono «io credo» alla triplice domanda con cui ad essi si chiede di confessare la loro fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito: “La fede di tutti i cristiani si fonda sulla Trinità ”.1[32]

Osservazione:

Come fu spiegato nella sezione 189 nella Chiesa di Roma la prima “professione di fede” si fa al momento del Battesimo, così il “Simbolo della fede” è innanzi tutto il Simbolo battesimale.

Ciò esclude chiaramente: il battesimo di neonati, in quanto non sarebbero capaci a rispondere alle domande del celebrante.

Infatti, noi, seguendo l’insegnamento degli apostoli, battezziamo solo delle persone che sono coscienti di quello che fanno.

Nelle nostre chiese evangeliche abbiamo l’abitudine di avere per vari mesi dell’anno della catechesi per dare a coloro, che hanno accettato l’offerta gratuita della salvezza di Dio in Gesù Cristo, la possibilità di conoscere prima del battesimo gli insegnamenti basilari della fede cristiana. Le dottrine che insegniamo sono quelli che sono contenuti “nella professione di fede”, che ora stiamo considerando.

Siamo d’accordo con la Chiesa romana che la fede di tutti i cristiani si fonda sulla Trinità.

Siamo d’accordo con i Testimoni di Geova che il termine Trinità non si trova nella Bibbia, ma la verità della Trinità sì, perciò in contrasto con loro e in armonia con la Chiesa di Roma crediamo nella Trinità.

 

233 I cristiani sono battezzati «nel nome» - e non «nei nomi» del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo2[33]; infatti non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità.

 

Osservazione:

E’ giusto.
Gesù ci ha insegnato di battezzare nel nome, non nei nomi, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

C’è chi ne ha fatto delle speculazioni considerando che negli Atti degli Apostoli non ritroviamo mai che qualcuno ha battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.

Ogni volta che si battezzava leggiamo che battezzavano nel nome di Gesù.

At 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.
At 8:16 infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.
At 10:48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

Così c’è chi ha pensato che il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sia: Gesù.

Si tratta di un movimento pentecostale che aveva come distintivo un dito alzato con la formula: “solo Gesù”.

Noi crediamo invece, come la Chiesa di Roma, che l’espressione d’essere battezzati “nel nome di Gesù” significhi: conforme al comandamento di Gesù, cioè: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

234 Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso [o direi dell’essenza di Dio]. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l'insegnamento più fondamentale ed essenziale nella «gerarchia delle verità» di fede.3[34]

«Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato».4[35]

Osservazione:

Le affermazioni appena lette sono un po’ difficili da capire. Tenterò di esprimerlo con parole mie e spero d’essere più comprensibile. La Trinità, che sta al centro di tutta la nostra fede, è un mistero, perché va al di là della nostra comprensione intellettuale. Essa non è l’unico mistero. C’è ne sono altri come: gli attributi di Dio la Sua onnipotenza, onniscienza e onnipresenza sono altrettanto misteri, lo stesso si può dire del concetto dell’eternità ecc.

Lungo la storia dell’umanità Dio ha manifestato se stesso molte volte e in varie maniere rivelando il suo intento di salvare l’uomo, separato da lui a causa del suo peccato. - Ciò è molto diverso da ciò che dice il Catechismo, che afferma che Dio riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato. Uno è riconciliare con sé i peccatori e l’altro è proporre al peccatore di riconciliarsi con Lui.

 

il numero 235 riassume ciò che si intende spiegare di seguito.

235 In questo paragrafo, si esporrà in breve

1) in qual modo è stato rivelato il mistero della Beata Trinità,
2) come la Chiesa ha formulato la dottrina della fede in questo mistero, e infine,
3) come, attraverso le missioni divine del Figlio e dello Spirito Santo, Dio Padre realizza il suo «benevolo disegno» di creazione, redenzione e santificazione.

Prima di trattare il 1° argomento “in qual modo è stato rivelato il mistero della Beata Trinità”, al numero 236 si spiega che, i così detti, Padri della Chiesa facevano una distinzione fra la spiegazione dell’essenza di Dio e le sue opere.


236 I Padri della Chiesa fanno una distinzione tra la «Theologia» e «l'Oikonomia», designando con il primo termine il mistero della vita intima del Dio-Trinità, e con il secondo tutte le opere di Dio, con le quali egli si rivela e comunica la sua vita. Attraverso «l'Oikonomia» ci è rivelata la «Theologia»; ma, inversamente, la «Teologia» che illumina tutta «l'Oikonomia». Le opere di Dio rivelano chi Egli è in se stesso; e, inversamente, il mistero del suo Essere intimo illumina l'intelligenza di tutte le sue opere. Avviene così, analogicamente, tra le persone umane. La persona si mostra attraverso le sue azioni, e, quanto più conosciamo una persona, tanto più comprendiamo le sue azioni.

 

Osservazione:

Noi iniziamo a conoscere Dio tramite le sue opere. Di più che conosciamo la creazione di più riconosciamo la grandezza e l’infinita sapienza di Dio e siamo portati a adorarLo. E mentre adoriamo Dio comprendiamo maggiormente le sue opere compiute per noi specialmente in Gesù.

 

237 La Trinità è un mistero della fede in senso stretto, uno dei «misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono divinamente rivelati».5[36] Indubbiamente Dio ha lasciato tracce del suo essere trinitario nell'opera della creazione e nella sua Rivelazione lungo il corso dell'Antico Testamento. Ma l'intimità del suo Essere come Trinità Santa costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione, come pure alla fede d'Israele, prima dell'Incarnazione del Figlio di Dio e dell'invio dello Spirito Santo.

Osservazione:

Non v’è bisogno di alcun commento a queste affermazioni. Sarebbe stato bello se avessero cercato di dare degli esempi delle tracce dell’essere trinitario divino nella sua creazione e nella sua Rivelazione.

 

Segue ora il secondo tema

II. La Rivelazione di Dio come Trinità

che tratta due argomenti

1. Il Padre rivelato dal Figlio +
2. il Padre e il Figlio rivelati dallo Spirito

 

IL PADRE RIVELATO DAL FIGLIO

238 In molte religioni Dio viene invocato come «Padre».
Spesso la divinità è considerata come «padre degli dèi e degli uomini».
Presso Israele, Dio è chiamato Padre in quanto Creatore del mondo.6[37]
Ancor più Dio è Padre in forza dell'Alleanza e del dono della Legge fatto a Israele, suo «figlio primogenito» (Es 4,22). È anche chiamato Padre del re d'Israele.7[38] In modo particolarissimo Egli è «il Padre dei poveri», dell'orfano, della vedova, che sono sotto la sua protezione amorosa.8[39]

 

239 Chiamando Dio con il nome di «Padre», il linguaggio della fede mette in luce soprattutto due aspetti:

1. che Dio è origine primaria di tutto e autorità trascendente, e
2. che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d'amore per tutti i suoi figli.

Questa tenerezza paterna di Dio può anche essere espressa con l'immagine della maternità,9[40] che indica ancor meglio l'immanenza [concretezza, realtà] di Dio, l'intimità tra Dio e la sua creatura. Il linguaggio della fede si rifà così all'esperienza umana dei genitori che, in certo qual modo, sono per l'uomo i primi rappresentanti di Dio.

Tale esperienza, però, mostra anche che i genitori umani possono sbagliare e sfigurare il volto della paternità e della maternità. Conviene perciò ricordare che Dio trascende [supera, passa] la distinzione umana dei sessi. Egli non è né uomo né donna, Egli è Dio. Trascende pertanto la paternità e la maternità umane, 10[41] pur essendone l'origine e il modello: 11[42] Nessuno è padre quanto Dio.

240 Gesù ha rivelato che Dio è «Padre» in un senso inaudito [straordinario, eccelente]: non lo è soltanto in quanto Creatore; egli è eternamente Padre in relazione al Figlio suo Unigenito, il quale, a sua volta, non è Figlio che in relazione al Padre: e si cita «Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11,27).

Osservazione:

Per semplificare l’affermazione: Per Gesù Dio è Padre in un modo speciale e a noi incomprensibile.

 

241 Per questo gli Apostoli confessano Gesù come «il Verbo» che «in principio» «era presso Dio », «il Verbo» che «era Dio» (Gv. 1:1), come « l'immagine del Dio invisibile» (Col. l:15), come «l’irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza» (Eb 1:3).

 

242 Sulla loro scia, seguendo la Tradizione Apostolica, la Chiesa nel 325, nel primo Concilio Ecumenico di Nicea, ha confessato che il Figlio è «consustanziale» al Padre, cioè un solo Dio con lui.

Il secondo Concilio Ecumenico, riunito a Costantinopoli nel 381, ha conservato tale espressione nella sua formulazione del Credo di Nicea ed ha confessato «il Figlio unigenito di Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre».12[43]

 

Con ciò termina il 1° argomento “Il Padre rivelato dal Figlio” e inizia il 2° argomento:

IL PADRE E IL FIGLIO RIVELATI DALLO SPIRITO

243 Prima della sua Pasqua [ è una espressione strana; non si può parlare della Pasqua di Gesù. Sarebbe meglio dire:prima della Pasqua], Gesù annunzia l'invio di un «altro Paracleto» (Difensore), lo Spirito Santo. Lo Spirito che opera fin dalla creazione,13[44] che già aveva «parlato per mezzo dei profeti» (Simbolo di Nicea-Costantinopoli), dimorerà presso i discepoli e sarà in loro,14[45] per insegnare loro ogni cosa 15[46] e guidarli «alla verità tutta intera» (Gv 16,13). Lo Spirito Santo è in tal modo rivelato come un'altra Persona divina in rapporto a Gesù e al Padre.

Osservazione

Dicendo Gesù: vi manderò un “altro” Paracleto, chi era il precedente? Gesù.
Il successore di Gesù è perciò chi? Lo Spirito Santo e non? Pietro e suoi così detti successori.

 

244 L'origine eterna dello Spirito si rivela nella sua missione nel tempo. Lo Spirito Santo è inviato agli Apostoli e alla Chiesa sia dal Padre nel nome del Figlio, sia dal Figlio in persona, dopo il suo ritorno al Padre.16[47] L'invio della Persona dello Spirito dopo la glorificazione di Gesù 17[48] rivela in pienezza il Mistero della Santa Trinità.

Osservazione:

Noi crediamo che lo Spirito è eterno, ma l’affermazione: “L'origine eterna dello Spirito si rivela nella sua missione nel tempo” non è convincente. Sarebbe stato meglio usare: Eb 9:14 dove leggiamo: “quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!”

 

245 La fede apostolica riguardante lo Spirito è stata confessata dal secondo Concilio Ecumenico nel 381 a Costantinopoli: «Crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dà vita; che procede dal Padre».18[49] Così la Chiesa riconosce il Padre come «la fonte e l'origine di tutta la divinità».19[50] L'origine eterna dello Spirito Santo non è tuttavia senza legame con quella del Figlio: «Lo Spirito Santo, che è la Terza Persona della Trinità, è Dio, uno e uguale al Padre e al Figlio, della stessa sostanza e anche della stessa natura... Tuttavia, non si dice che Egli è soltanto lo Spirito del Padre, ma che è, ad un tempo, lo Spirito del Padre e del Figlio».20[51] Il Credo del Concilio di Costantinopoli della Chiesa confessa: «Con il Padre e con il Figlio è adorato e glorificato». 21[52]

 

Osservazione:

Ci dispiace, ma dobbiamo osservare che secondo l’insegnamento apostolico lo Spirito santo non viene adorato e glorificato. Ecco come lentamente si introducono nella Chiesa degli errori umani. Ciò avviene quando non si sta attenti basando la fede soltanto sull’insegnamento trasmesso per iscritto dagli apostoli.

Mi piace a questo punto citare Giovanni Crisostomo (morto nel 407) che scrisse: “quando l’eresia s’impadronirà della Chiesa, sappiate che non vi sarà prova di vera fede e di cristianità se non con le Sacre Scritture, perché quelli che volgeranno altrove periranno” (In Mattheum, Homelia 49).

Volgiamo questo monito a tutti i nostri ascoltatori. Confrontate la vostra fede con la fede apostolica che trovate nelle Sacre Scritture, se vi volgerete altrove perirete. E che perirete lo sapete già, perché avete nessuna certezza in merito al vostro destino eterno. Gesù ha detto che colui che cammina nelle tenebre non sa dove va. Ecco la vostra situazione.

Confrontando l’insegnamento del Catechismo della Chiesa cattolica abbiamo fino a questo punto riscontrato almeno 7 gravi errori:

1. La Chiesa di Roma mette la così detta Tradizione apostolica, il Magistero, la Liturgia e i così Santi Padri sullo stesso livello delle Sacre Scritture, per giustificare le discrepanze, le differenza del suo insegna-mento con quello degli apostoli (pg 12; No 11, 82).

2. La Chiesa di Roma dichiara la madre di Gesù: Santissima (pg. 13) un superlativo mai dato dagli apostoli a lei.

3. La CR considera, in contrasto con la Bibbia, Maria sempre vergine e afferma erroneamente che intercede potentemente per noi.

4. La CR venera in Maria la più pura realizzazione della fede, al di sopra di quella di Abramo, citato dall’apostolo Paolo come padre di noi tutti (Ro. 4:16) e di tutti esempi della fede citato in Ebrei 11, nel cui elenco manca Maria (No. 148, 149, 165).

5. Maria viene erroneamente considerata come Madre della Chiesa e la Chiesa come Madre di tutti i credenti (pg 58,167, 168, 169, 171, 181).

6. Si pretende Pietro come successore di Gesù Cristo e che i vescovi succedano agli apostoli, con il diritto esclusivo di poter interpretare la Rivelazione divina nella Scrittura e nelle altre fonti (No 77, 81, 82, 100).

7. L’adorazione e glorificazione dello SS. Introdotto al secondo Concilio Ecumenico nel 381 di Constantinopoli.

 

Valutate voi quello che dovresti fare.


1[32] SAN CESARIO D'ARLES, Expositio symboli (sermo 9): CCL 103,48.

2[33] Professione di fede del papa Vigilio nel 552: DENZ.-SCHÖNM., 415.

3[34] CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio catechistico generale, 43

4[35] Ibid., 47.

5[36] Concilio Vaticano I; Denz. – Schönm. 3015

6[37] In Deut. 32:6 Mosé dice: „Non è lui il padre che ti ha acquistato?”; Mal. 2:10 “Non abbiamo forse tutti un solo padre? Non ci ha creati uno stesso Dio?”

7[38] Di Salomone Dio disse: 2 Sam. 7:14 Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio;

8[39] Sal 68:5 “Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove”

9[40] Is 66:13 Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi; Sal 131:2 In verità l'anima mia è calma e tranquilla. Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre, così è tranquilla in me l'anima mia.

10[41] Sal 27:10 Anche se mio padre e mia madre mi avessero abbandonato, l'Eterno mi accoglierebbe.

11[42] Is 49:15 «Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò.

12[43] DENZ.-SCHÖNM., 150

13[44] Gen 1,2

14[45] Gv 14:16-17 “io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi”.

15[46] Gv 14,26 il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.

16[47] Gv 14:26; 15:26 Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me;

16:14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.

17[48] Gv 7,39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.

18[49] DENZ.-SCHONM., 150

19[50] Concilio di Toledo VI (638): DENZ.-SCHONM., 490

20[51] Concilio di Toledo XI (675): Denz.-Schonm., 527

21[52] DENZ.-SCHONM., 150

 

Se desideri partecipare la tua opinione su quanto abbiamo commentato scrivici