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Programma del 25 marzo2004

Capitolo Terzo

LA RISPOSTA DELL’UOMO A DIO


L’argomento apre con l’affermazione:

“Con la sua Rivelazione, l’invisibile Dio, nel suo immenso amore parla agli uomini”

Per capire a che cosa si riferisce l’espressione: “Con la sua rivelazione” bisogna leggere il contesto dal quale è stato tratto. Il testo è stato preso da il “Dei verbum” al no. 2

La frase precedente dice: “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso …”

E’ verissimo, l’amore spinse Dio a rivelarsi all’uomo. Si è rivelato in molti modi fino all’arrivo di suo Figlio, che è la Sua rivelazione massima, come è stato anche spiegato nell’articolo 1 del capitolo 2 dello stesso Catechismo.

Oggi Dio continua a rivelarsi particolarmente tramite gli insegnamenti che Egli ha fatto scrivere che noi troviamo nella Sacra Bibbia.

Purtroppo l’uomo, “in generale” , non sa apprezzare nella dovuta maniera questa Sua Rivelazione scritta.

Ma chi legge sinceramente la Sacra Bibbia incontra in queste sacre pagine l’invisibile Dio. Dio parla all’uo-mo da queste pagine.

Se vuoi conoscere Dio, quale Egli veramente è, allora dovresti aprire ogni giorno questo libro per eccellenza. Forse al principio sarà arduo. Ma c’è una promessa in Prov. 2:3-5:“se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all'intelligenza, se la cerchi come l'argento e ti dai a scavarla come un tesoro, allora comprenderai il timore del SIGNORE e troverai la scienza di Dio”.

Torniamo al Catechismo. La frase “Dio … parla agli uomini” prosegue con: come ad amici“.

Questa affermazione come ad amicimi rende perplesso.

Nel documento di “Dei verbum”, dal quale è stato tratto questa frase, viene citato Eso 33:11 dove leggiamo:

“Or il SIGNORE parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico; poi Mosè tornava all'accampamento; ma Giosuè, figlio di Nun, suo giovane aiutante, non si allontanava dalla tenda”

Viene citato pure Giov 15:14-15 - “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio”.

Penso che ognuno di voi capisca che questi due citazioni nel testo di Dei verbum, parlano di due episodi particolari, che sono per niente applicabili a tutti gli uomini.

Poi la frase “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso come ad amici” prosegue con “e si intrattiene”

Vorrei capire come ci s’immagina questo intrattenersi? Come s’intrattiene Dio con gli uomini? A che cosa si riferiscono i vescovi ? Usando il presente e non il passato questa affermazione dovrebbe riferirsi ad un atteggiamento attuale di Dio.

Viene poi spiegato lo scopo del suo intrattenimento: ” per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé”. - Certo Dio invita l’uomo, anche te, e desidera ammetterlo alla comunione con sé.

Il Catechismo afferma poi: “La risposta adeguata a questo invito è la fede.

Con la fede l’uomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà”.

Questo è sicuramente vero. Ma a questo punto noi dovremmo sapere a che cosa devo credere per essere ammesso nella comunione con Dio!!

Affinché tu possa entrare in comunione con Dio devi realizzare che sei un peccatore, una peccatrice perduta, senza speranza. - Lo hai realizzato? - Sei convinto che a causa della tua natura peccatrice sei nemico di Dio e noi puoi piacerGli, nemmeno con le tue buone opere?

Prega il Signore che Egli ti apra gli occhi affinché tu possa comprendere come Lui ti vede, come tu sei davanti agli occhi Suoi.

Solo allora tu saprai apprezzare ciò che già sai. Cioè tu sai quello che Gesù Cristo ha fatto per te.

Ma solo allora, quando realizzi che sei un peccatore perduto, ti rivolgerai con fede a Gesù ringraziandolo.

E se tu lo facessi con tutto il tuo cuore allora esperimenteresti ciò che la Bibbia chiama “la nuova nascita” o “la nascita dall’alto” e riceveresti una nuova natura la quale ti fa amare Gesù e gli altri credenti e ti spingerà a voler piacere a Dio, a fare la Sua volontà, per manifestare la tua riconoscenza.

Torniamo al Catechismo e precisamente all’

 

Articolo 1

IO CREDO

I. L’obbedienza della fede

Tutto il primo punto si focalizza su Abramo e Maria. Nel primo punto viene affermato:

Il modello di questa obbedienza propostoci della Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta.

Se il modello dell’obbedienza che ci propone la Sacra Scrittura è Abramo, come mai si afferma che la Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta?

E’ chiaro che gli Apostoli di Gesù hanno ignorato questo fatto, perché non ne fanno il minimo cenno.

Nei paragrafi 145-147 si afferma giustamente che ABRAMO è “IL PADRE DI TUTTI I CREDENTI”, per passare poi nei paragrafi 148-149 di nuovo a MARIA riaffermando:

“La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l’obbedienza della fede”.

“ la sua fede ha mai vacillato”.

“La Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede”.

Certo, come ha detto Elisabetta: Maria è beata, perché ha creduto all’annuncio dell’angelo Gabriele. Lei era il vaso eletto da Dio per portare, con la sua sottomissione, Gesù al mondo. Non c’è nessuna donna pari a lei, pur essendo anch’essa della razza d’Adamo.

Ma l’affermazione del Catechismo cattolico “La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l’obbedienza della fede” e che “in Maria v’è la più pura realizzazione della fede” certamente non fa parte della tradizione apostolica.

Maria non è nemmeno menzionata nell’elenco dei credenti che vengono elogiati per la loro fede, nella lettera agli Ebrei, citato dallo stesso Catechismo cattolico.

Volete sapere quale posto assegnavano gli apostoli a Maria?

Leggete le loro Epistole e poi riflettete se la Chiesa di romana possa affermare di perpetuare la fede degli apostoli.

Perfino Gesù, in almeno due occasioni la rinnegò davanti al popolo. Leggiamone solo due passi :

Mat 12:46 Mentre Gesù parlava ancora alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli.

Mar 3:32-35 …, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano». Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre».

Passiamo ora al punto 2 dell’articolo 1

II. “So a chi ho creduto” (2 Tim. 1:12)

I Paragrafi 150-152 affermano che la Chiesa romana

Crede in un solo Dio, in Gesù Cristo, Figlio di Dio e nello Spirito Santo.

Noi diciamo: Amen a tutto ciò che spiega in questi paragrafi.

Cioè che la fede è una adesione personale dell’uomo a Dio.

Che la frede include un assenso intellettuale a tutto ciò che Dio ha rivelato.

Che non si può credere a Dio senza porre la fiducia completa in Colui che Egli ha mandato come nostro Salvatore: Gesù.

Che non si può credere in Gesù senza l’opera dello Spirito Santo nei nostri cuori.

Con ciò arriviamo al punto 3 dell’articolo 1

III. Le caratteristiche della fede

che presenta 7 argomenti:

LA FEDE È UNA GRAZIA

LA FEDE È UN ATTO UMANO

LA FEDE E L’INTELLIGENZA

LA LIBERTÀ DELLA FEDE

LA NECESSITÀ DELLA FEDE

LA PERSEVERANZA DELLA FEDE

LA FEDE – INIZIO DELLA VITA ETERNA

 

Si specifica bene al 1° argomento che

Quando san Pietro confessa che Gesù è “il Cristo, il Figlio del Dio vivente” Gesù gli disse: “Né carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”. (Mt. 16:17).

Ci vengono citati anche Gal. 1:15; Mt. 11:25 1

E si conclude giustamente: La fede è un dono di Dio.

Il 2° argomento specifica bene che sebbene la fede è un dono di Dio ciò Non toglie che la fede è pure un atto di volontà e di sottomissione, un consenso alle verità rivelateci tramite lo Spirito Santo.

Il 3° argomento sulla fede e l’intelligenza dice che

La fede è certa, perché si fonda sulla Parola di Dio.

La fede cerca di comprendere con un continuo approfondimento.

La fede e la scienza non sono in contrasto sebbene sia sopra la ragione. Non vi può nessuna vera divergenza tra fede e ragione, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio.

Il 4.° argomento riguarda la libertà della fede. Si afferma: Nessuno può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà.


Il 5° argomento riguarda LA NECESSITÀ DELLA FEDE

Credere in Gesù Cristo e in colui che l’ha mandato per la nostra salvezza è necessario per essere salvati e si cita Mc 16:16; Gv. 3:36; 6:402.

Il 6° argomento sul LA PERSEVERANZA NELLA FEDE sottolinea che sec. 1° Tim. 1:18-19 alcuni hanno fatto naufragio nella fede e che perciò dobbiamo nutrirla con la Parola di Dio.

E in fine il 7° argomento contempla LA FEDE – INIZIO DELLA VITA ETERNA

Si afferma, citando una serie di passi biblici, che: La fede è già l’inizio della vita eterna.

e poi, certo, come bravi cattolici romani, non si può fare a meno di dire in fine: la Vergine Maria è giunta fino alla “notte della fede” citando l’enciclica Redemptoris Mater, 18 di Giov. Paolo II.

Con ciò siamo arrivati all’

Articolo 2

NOI CREDIAMO

che si svolge dal paragrafo 166 a 175

166 La fede è un atto personale: è la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo ... Nessuno si è dato la fede da se stesso, come nessuno da se stesso si è dato l’esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.

Poi prosegue nel prossimo paragrafo con le parole:

167 “Io credo” è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. Ciò dovrebbe quasi riferirsi al Battesimo di un adulto che testimonia pubblicamente la sua fede.

In seguito leggiamo

Noi crediamo” è la fede della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, ... e si riferiscono al Simbolo di Nicea-Costantinopoli, nell’originale greco

… o, più generalmente, dall’assemblea liturgica dei credenti. in uso nella Chiesa romana e in quelle storiche ma non nelle Chiese libere.

Poi torna a:

Io credo”: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che c’insegna a dire: “Io credo”, “Noi crediamo”.

Il concetto “la Chiesa, nostra Madre” viene sviluppato nei paragrafi seguenti, dove lo commenteremo brevemente.

I paragrafi 168 a 175 trattano 3 argomenti:

I. “Guarda, Signore, alla fede della tua Chiesa”

II. Il linguaggio della fede

III. Una sola fede

168 E’ innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. …

Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo - mediante il battesimo. Nel “Rituale Romano” il ministro del Battesimo domanda al catecumeno: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio” E la risposta è: “La fede”. “Che cosa ti dona la fede?”. “La vita eterna”.

169 La salvezza viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre: “Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita, e non nella Chiesa come se essa fosse l’autrice della nostra salvezza”. Essendo nostra Madre, la Chiesa è anche l’educatrice della nostra fede.

171 … Come una madre che insegna ai suoi figli a parlare, e con ciò stesso a comprendere e a comunicare, la Chiesa, nostra Madre, ci insegna il linguaggio della fede per introdurci nell’intelli-genza e nella vita della fede.

Dobbiamo purtroppo protestare:

Al paragrafo 166 fu detto che ogni credente è come un anello d’una catena che trasmette la sua fede al suo prossimo. Ora mi viene detto che è tramite la Chiesa che ricevo la fede e la vita della fede, che la Chiesa è Madre della nostra nuova nascita.

Non è la Chiesa che mi dà la nuova nascita ma lo Spirito Santo il quale può servirsi per questo di strumenti come meglio crede.

Egli può usare anche da sole le Sacre Scritture per convincermi di peccato e portarmi al ravvedimento e alla fede, senza l’intervento d’un uomo o d’una chiesa locale.

E’ assurdo affermare che attraverso la Chiesa, con la C maiuscola, cioè la Chiesa universale, Dio ci fa rinascere. La Chiesa Madre non è un concetto apostolico, riportato nella Sacra Bibbia. Nella Bibbia il termine Chiesa si riferisce mai né ad un edificio e né a una casta di uomini docenti. La Chiesa è il corpo di Cristo composto da tutti i credenti, senza distinzione dei doni ricevuti dallo Spirito Santo o dalla posizione dato loro da Dio.

Riassumiamo: Lo Spirito Santo può servirsi della sola Parola di Dio, di un altro credente o di una chiesa locale, per farmi esperimentare la nuova nascita. Ma è sempre la Parola di Dio che mi rigenera per l’opera dello Spirito Santo. San Pietro scrisse: 1P 1:23 perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.

Il Catechismo prosegue poi al paragrafo

172 … la Chiesa non cessa di confessare la sua unica fede, … , trasmessa mediante un solo Battesimo, ..

La fede non viene trasmessa mediante il Battesimo, sia che vorrebbero intendere il Battesimo dello Spirito Santo che una persona riceve quando accoglie Gesù Cristo come suo personale Salvatore e Signore invocandolo.

Anche il prossimo è contestabile.

174 … Non hanno altra fede o altra Tradizione né le Chiese che sono in Germania, né quelle che sono in Spagna, né quelle che sono … etc.

Basta andare in Brasile o nel Perù per rendersi conto che la Chiesa cattolica romana è molto differente in quei paesi che in Germania o in Olanda.

Il capitolo terzo si conclude con un riassunto sotto i numeri 176-184 che poi termina sulla pagina 61 con il Credo apostolico, che condividiamo in ogni dettaglio, e con il Credo di Nicea-Costantinopoli , anche accettabile nella sua forma fino all’ultimo paragrafo, che non tiene conto dello sviluppo dottrinale che avvenne nel tempo degli apostoli secondo gli Atti degli Apostoli, in cui si professa il Battesimo per il perdono dei peccati, come alla Pentecoste.

1Ga 1:15-16 Ma Dio che m'aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo ..

Mat 11:25-26 In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così ti è piaciuto.

2 Giov 3:36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui».

Giov 6:40 Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».


 

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