Vivo ma morto

Il pensionato romano di 79 anni probabilmente non dimenticherà mai il giorno che si è presentato al solito sportello alle poste per ritirare la pensione. Un fatto normalissimo, che si ripete tutti i mesi, ma questa volta succede qualcosa di strano. L’ impiegato rifiuta di dargli i soldi, perché secondo gli atti in suo possesso, il pensionato risulta deceduto a marzo.

A nulla valgono le proteste del malcapitato, nonostante continui ad affermare: "Sono vivo, eccomi qua, datemi la mia pensione", l'impiegato tiene duro, per lui risulta morto e rimane morto.

Il povero pensionato è stato vittima di un errore burocratico. "Non capiamo cosa possa essere successo, forse un errore del computer o un caso di omonimia" afferma dopo accurate indagini l'Inpdap.

Errore del computer o no, il pensionato alla fine è costretto a dimostrare di non essere al momento morto, infatti deve giurare di essere ancora in vita e presentare anche un certificato di "esistenza in vita" all'Inpdap.

Un episodio strano non è vero? Indubbiamente nessuno desidera incappare in una situazione del genere.

Però, in un certo, senso per molti di noi, quella appena descritta è una situazione reale. Come può essere, vi chiederete.

Siete convinti di essere vivi, vero? Credete di essere in vita perché vi muovete, lavorate, parlate.... però la Bibbia considera che gli uomini, nonostante questo, siano "morti". Essa dice: "morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati" (Efesini 2,1).

Cosa significa ciò?

Sta scritto che ogni uomo che nasce porta in sé l’impronta del peccato ed è spiritualmente morto, lontano da Dio.

Il peccato ci separa da Dio, a causa delle nostre colpe siamo perduti davanti ai suoi occhi e in questo caso non si tratta di un errore burocratico, ma di una verità terribile e reale.

Una verità senza speranza? No!

Leggiamo un altro versetto dell'epistola agli Efesini:

"Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati)." (Efesini 2,5-6)

Nessun giuramento e nessun certificato ci può rendere "vivi" davanti a Dio, niente ci può salvare dal peccato tranne Uno solo: Gesù Cristo. Per la sua misericordia verso noi Dio ha mandato Suo Figlio in questo mondo per morire per noi, per i nostri peccati e per darci la possibilità di avere il perdono. Chi crede in Gesù Cristo e nel Suo sacrificio e lo accetta come suo personale Salvatore e Signore, può sperimentare quello che la Bibbia chiama "nuova nascita": il perdono dei peccati e il dono della vita eterna.

E' un invito che è rivolto a tutti noi, anche a te. Tocca a te decidere.

Sei già vivo o ancora morto?

S.W.

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