Per che cosa vivi? Il 12 ottobre, di mattina presto, la polizia giapponese ha fatto una scoperta agghiacciante: in una zona montuosa, nella prefettura di Saitama, ha trovato in un furgone, 7 giovani, tutti morti. Opera di un criminale o conseguenza di un incidente? Niente di tutto questo, i 7 giovani avevano deciso loro di togliersi la vita, perciò si sono suicidati insieme. Probabilmente si tratta dellennesimo caso di suicidio collettivo. In questultimo anno se ne sono verificati ben 12, con un totale di 34 morti, e tutti i casi sembrano avere in comune una cosa: sono stati programmati attraverso internet. Esiste un sito web al riguardo chiamato Catena di informazione per il suicidio. e,.Shibui Tetsuva, che se ne intende, spiega:
I giovani giapponesi trovano, in questa soluzione estrema, lunico modo per sfuggire alla pressione sociale che li vuole dedicati completamente al lavoro, alla carriera, allefficienza a tutti i costi. Spesso non riescono a soddisfare le aspettative che vengono loro richieste, per cui scivolano nella disperazione, non vedono più nessun motivo per cui vivere, non trovano più un senso alla loro vita, anche un successo ottenuto non li rende felici. Alla fine, la sofferenza, li spinge alla morte, estrema soluzione al fallimento umano. Ma, se così facendo, sperano di sfuggire allangoscia e al dolore, purtroppo si sbagliano perché la morte non è la fine di tutto, poiché dopo di essa, alluomo spetta ancora qualcosaltro. Leggiamo che cosa dice la Bibbia a riguardo: E stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio. (Ebrei 9,27) Il giudizio a cui si riferisce questo versetto, è quello di Dio nei confronti degli uomini, che è certo per ogni essere umano, sia che creda in Dio oppure no. Ogni uomo è responsabile davanti a Lui e dovrà rendere conto di sé stesso e del suo operato. Nulla può sfuggire a Dio, neanche il minimo dettaglio Sta scritto che persino di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio. (Matteo 12, 36) Nessuno può resistere davanti al Dio santo: la condanna eterna è sicura Ma Dio, che ama profondamente la sua creatura, ci ha preparato una via duscita, una possibilità per scampare: Suo Figlio Gesù Cristo. Egli ha detto di sé stesso: In verità. In verità, vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5, 24) Il suicidio può forse aiutarci a sfuggire alle sofferenze terrene, a sparire nel nulla, ma non ci aiuta a scampare al giudizio di Dio. La soluzione è una sola, si chiama Gesù Cristo. Chi crede in Lui e Gli affida la propria vita, chiedendoGli perdono per i peccati, conoscerà che dopo la morte non laspetta il giudizio e la condanna di Dio, ma la vita eterna, dove non saranno più angosce e pene. Che dire allora del dolore e della sofferenza terreni, bisogna sopportarli e imparare a convivere con essi, sperando che dopo la morte tutto andrà meglio? No! Questo non è il piano di Dio. E vero che la vita di un credente non sarà mai perfetta, che dovrà combattere e vivere con i dolori e le prove, ma potrà sempre, in ogni occasione, contare sullaiuto e il soccorso di Dio, e soprattutto, sperimentare una gioia che non dipende dalle circostanze, perché proviene da Dio. E Lui, infatti, che può dare un vero senso alla tua vita! Forse anche tu ti senti vuoto, senza più ragioni per vivere e vorresti sfuggire. Rivolgiti a Gesù! Solo Lui ti può dare una vera vita, adesso e per leternità! S.W. |