Il codice da Vinci:

Crolla con esso il fondamento della fede cristiana?
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Al primo sguardo sembra niente di più che un normale romanzo, di quelli che escono spesso, però, Dan Brown con il suo libro “Il Codice da Vinci”, non ha voluto semplicemente scrivere un thriller avvincente, bensì ha cercato di attaccare le basi del cristianesimo cercando di dimostrare che la fede cristiana è costruita su bugie ed intrighi. Il bestseller fino ad oggi è stato tradotto in 44 lingue diverse e, in tutto il mondo, se ne sono vendute circa 25 milioni di copie.

La storia comincia a Parigi, più precisamente al Louvre, dove viene trovato il corpo del curatore del museo, Saunière. Il crimine coinvolge l’inglese Robert Langdon, professore di simbologia e la nipote della vittima, esperta crittologa , i quali durante le indagini si trovano di fronte a messaggi cifrati di vario tipo, molti dei quali hanno a che fare con i quadri del famoso pittore Leonardo da Vinci. Leonardo, come anche il morto, faceva parte della confraternita Prieuré de Sion che da secoli cerca di nascondere un segreto, che nel romanzo di Brown viene rivelato dopo più di 300 pagine.

L’autore svela che Gesù Cristo era sposato con Maria Maddalena e avevano avuto una figlia, alla cui discendenza apparterrebbe la nipote del curatore del museo.

Secondo Dan Brown questa storia è vera e lo sostiene già nella prima pagina del suo libro, affermando che:

"Tutte le descrizioni di documenti e rituali segreti contenuti nel libro rispecchiano la realtà".

Secondo lui la chiesa, fino ad oggi, ha cercato di tenere nascosta questa realtà, perché, se i fedeli ne venissero a conoscenza, la chiesa dovrebbe affrontare la crisi più grande degli ultimi 2000 anni perché, secondo Brown, se Gesù era sposato e se aveva figli, significa che era un comune mortale come tutti gli altri, verrebbe così a crollare tutta la fede cristiana.

Già Costantino il Grande, nel quarto secolo, avrebbe ordinato la distruzione di “migliaia di manoscritti” contenenti queste informazioni e dei quali solo pochi sono ancora esistenti. Leonardo da Vinci sarebbe stato a conoscenza di tutto ciò ed avrebbe cercato di comunicarlo agli altri tramite dei messaggi cifrati, appunto il “codice da Vinci”. Così, per esempio, nel famoso quadro dell’ultima cena, alla destra di Gesù, non ci sarebbe il discepolo Giovanni, ma Maria Maddalena.

Dan Brown sottolinea di avere riportato precisamente le fonti originali e il “Codice da Vinci” svelerebbe una congiura della chiesa cattolica, spiegando che fino ad oggi i cristiani hanno creduto in cose non vere e che solo adesso sanno la verità su Gesù.

Ciò significa che dobbiamo fidarci più di Brown e delle sue conclusioni, che di quello che i cristiani hanno creduto fino ad oggi?

No!

Non mancano le critiche nei confronti del libro di Dan Brown e non mancano gli errori in questo romanzo.

Per esempio, Brown afferma che la verità si apprende da certi rotoli di papiro che l’imperatore Costantino non era riuscito a distruggere. "Ogni esperto di aramaico" può spiegare cosa dicono i "rotoli di Nag Hammadi", dice un personaggio del romanzo, e proprio qui sta l’errore, perché non si tratta né di rotoli di papiro, né di testi aramaici, sono invece 13 libri in lingua copta.

Oltre a questo Brown parla anche dei famosi rotoli del Mar Morto, trovati nel 1947 a Qumran, e afferma che si tratterebbe di antichi testi cristiani. E sbaglia di nuovo, perché sono testi giudaici e non cristiani. Esiste solo un’ipotesi che tra questi potrebbe anche esserci una versione del Vangelo di Marco, ma anche se fosse, certamente Brown non l’aveva tra le mani per poterla consultare!

A questo punto si potrebbe obiettare che comunque ci sarebbero dei vangeli agnostici che parlano di una relazione tra Gesù e Maria e che Brown si è basato su loro.

Ma proprio qui diventa chiaro che lo scrittore si è basato su delle fonti inaffidabili, delle quali non sa quasi niente, non ne conosce la lingua e che sicuramente non ha mai avuto in mano.

“Il codice da Vinci” non può rispecchiare la verità, non può far crollare le basi della fede cristiana, perché è fondato su fonti sbagliate o inesistenti!

“Ex falso quodlibet.” è una frase centrale delle regole della logica. “Dal falso si può concludere ciò che si vuole.” E questo è ciò che ha fatto Dan Brown.

Se vogliamo sapere la verità, dobbiamo rivolgerci ad una fonte affidabile, sicura. E se vogliamo saperne di più su Cristo, l’unica nostra fonte attendibile è la Bibbia che è la Parola di Dio. Di essa ci viene detto:

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.” (2 Timoteo 3, 16)

La Scrittura, cioè la Bibbia, è ispirata da Dio, è la Sua Parola, è verità e solo di essa ci possiamo fidare. Non ci racconta niente di una relazione tra Gesù e Maria, non c’è mai stato un matrimonio e non esistono discendenti.

La Bibbia invece ci descrive Gesù così com’era, Sì, è vero, era anche un uomo “normale”, come ognuno di noi, con sentimenti, problemi, dolori e sofferenze. Ma era anche molto più di questo perché era allo stesso tempo il Figlio di Dio, come lui stesso ebbe ad affermare:

Io e il Padre siamo uno.” (Giovanni 10, 30)

Gesù era allo stesso tempo vero Dio e vero uomo. Dio, nella persona di Gesù Cristo, è venuto sulla terra, si è abbassato così tanto per pagare Lui stesso, il Santo, l’innocente, con la sua morte sulla croce, il prezzo dei nostri peccati, e per salvare così ognuno che crede in questo sacrificio.

Adesso dipende da te, in chi o in cosa vuoi credere? In Dan Brown e nella sue scoperte poco affidabili o nell’eterna Parola di Dio, la Bibbia, e in Gesù Cristo che ti ha tanto amato e che ti vuole salvare?
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