“Vangelo light”


I prodotti “light” ormai sono stimati e apprezzati da molti, li troviamo dappertutto, nei negozi e nei supermercati. C’e soprattutto la famosa “Coca Cola light” che a prima vista sembra una Coca Cola normalissima, stessa bottiglia, stessa etichetta e anche stesso gusto. Solo che è “light”, cioè contiene meno calorie, non ci fa ingrassare. Almeno questo è quanto sostiene il produttore…
Poi ci sono anche dolci, formaggi, cibi di diverso tipo…. e tutti sono “light”. Con questa parola si esprime il seguente concetto: mantenere il gusto e togliere via tutti gli effetti “collaterali”, quello che non ci piace, come i grassi e le calorie…
Il concetto “light”, cioè prendere la parte buona di una cosa ed eliminare quella negativa, in questo periodo, viene applicato anche ad un film, sicuramente ne avete sentito parlare o l’avete anche visto: “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Ormai è passato circa un anno da quando è uscita questa pellicola ma, sebbene abbia avuto un grandissimo successo in tutto il mondo, non tutti ne erano contenti, infatti si è discusso molto sulla violenza e sulla crudezza delle immagini, non erano in pochi quelli che ci vedevano un eccesso…
E proprio per questo Mel Gibson ha preparato una nuova versione del film, per cosi dire “La passione di Cristo light”. Il partner di Gibson della Icon Producitons, Bruce Davey, spiega come segue.
“C’era una richiesta abbastanza grande da parte delle comunità religiose di uscire nuovamente con questo film per Pasqua. Ma si è anche parlato molto della violenza. Perciò Mel ha cercato di mettere queste persone a loro agio, facendo una versione più leggera e dolce.”
Saranno tagliati perciò circa cinque o sei minuti del film, in pratica le scene più violente, in modo particolare la fustigazione e qualcosa della crocifissione.
La versione “light” o, come si chiama ufficialmente, “The Passion Recut”, che uscirà nei cinema americani l’11 marzo, è un tentativo per cercare di mantenere, da una parte, l’aspetto drammatico e coinvolgente della storia, ma dall’altra di togliere, almeno dov’e possibile, le cose che non vogliamo vedere: la violenza, il sangue, la sofferenza….
Senza dubbio si potrebbe discutere se era veramente necessario che Mel Gibson nella prima versione, per raccontarci le ultime dodici ore della vita di Gesù, dovesse renderlo cosi realistico, se era giusto far vedere tutti i dettagli violenti, se non si sarebbe potuto rinunciare già dall’inizio a un po’ di sangue…ma una cosa è sicura: la versione “originale” della passione di Cristo, quella che si è svolta realmente circa 2000 anni fa, non era “light”, ma crudele, piena di dolori e sofferenze, e non poteva essere diversamente. Gesù, poco prima della sua crocifissione, ha pronunciato la seguente preghiera:
“Andato un po’ più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui. Diceva: “Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi”.
(Marco 14:35-36)
Gesù sapeva di tutte le sofferenze e i dolori che lo aspettavano e desiderava non doverli affrontare, perciò ha chiesto a Suo Padre se fosse possibile di evitarli, ma era solo un momento, perché Egli conosceva la risposta, doveva subire la crocifissione.
Ma perché tutto questo? Lo leggiamo in Isaia 53, 3-6
“Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito,
percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.”

Gesù ha dovuto bere il calice amaro della sofferenza, perché era l’unica possibilità per poterci salvare e questo ci fa capire quanto sono gravi i nostri peccati. Il prezzo che Gesù ha dovuto pagare è stato il suo stesso sangue versato sulla croce e non poteva scegliere una versione “light”, una via più lieve, no, ha dovuto percorrere proprio quella piena di dolori e sofferenze. Lui non si è risparmiato niente, ha camminato per questa via fino alla fine, per poterci salvare. Il Suo grande amore per noi lo ha spinto a fare questo! L’ ha fatto anche per te!
C’è però ancora una seconda verità molto importante: cosi come non c’è stata una “passione light”, non esiste neanche un “vangelo light”.
Gesù ha fatto tutto per te, ha dato se stesso, ti offre la salvezza, il perdono completo dei tuoi peccati, la vita eterna, ma non dice: “Mi accontento anche solo di un po’ del tuo tempo libero. Se vai al culto domenica mattina, se aggiungi ogni tanto una preghiera e mi dai un pochino dei tuoi soldi, sono soddisfatto.” Questo ci piacerebbe credo: essere salvati ma non dover rinunciare a niente, poter continuare come sempre… Ma Gesù non si accontenta degli scampoli della nostra vita, infatti Egli dice
“Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9, 23-25)
Gesù vuole avere il controllo della nostra vita, vuole diventare il nostro Salvatore e il nostro Signore. Solo una vita dove Cristo è al primo posto può essere una vita piena del Suo amore, della Sua gioia…
Gesù non ha scelto la via più facile, non ha preso la via “light”, Lui ha dato tutto per te, ha dato se stesso.
E tu?

S.W

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