Era ancora giovane, ventinove anni, sportivo, sano, davanti a sé un futuro glorioso, almeno così sembrava, ma è stato trovato morto il 19 febbraio 2004. Secondo la polizia, così si legge su The Washington Post e sul Los Angeles Times, Al Heppner, un marciatore americano si è suicidato buttandosi dal ponte di una superstrada, in un burrone profondo una settantina di metri, a est di San Diego. Perché una persona ancora così giovane potrebbe aver cercato la morte? Quattro giorni prima Heppner aveva partecipato a una gara di marcia sulla distanza di 50 chilometri, per le qualifiacazioni olimpiche che avranno luogo lestate prossima. Dopo aver dominato la corsa per 35 chilometri, alla fine Heppner è stato superato da altri quattro marciatori ed è arrivato alla meta con un ritardo di oltre 25 minuti sul vincitore. Quinto posto, troppo poco per qualificarsi per le olimpiadi e, probabilmente, è stata la delusione il motivo per cui Heppner ha deciso di togliersi la vita. Al Heppner: un uomo che aveva un sogno, una meta, partecipare alle olimpiadi, vincere una medaglia, avere successo, essere al primo posto ammirato da tutti, avere la propria foto sulle prime pagine dei grandi giornali. Forse era quello che dava il senso alla sua vita, che lo spingeva ad andare avanti, che dava un valore alla sua vita, e quando non è riuscito a raggiungere questa meta, quando ha fallito, ha perso tutto. La storia di Al Heppner non è un caso isolato, molte persone con scopi differenti, cercano il valore per la loro vita in cose diverse. Cè chi lo cerca nella persona amata con la quale vuole trascorre tutta la sua vita. Qualcuno lo trova nella carriera, in un lavoro nel quale si sente realizzato. Altri invece impegnano tutte le loro forze per ricevere successo, ricchezze, fama E poi perdono tutto. La mancanza della persona amata, una malattia incurabile, la perdita del lavoro . In queste situazioni tanti si chiedono: Che cosa può dare un vero senso, un vero valore alla mia vita? Nella Bibbia ci viene raccontata la storia di un uomo che a sua volta aveva perso tutto: Giobbe. Allinizio ci viene presentato come un uomo felice, con una grande famiglia e tante ricchezze, così che viene chiamato il più grande di tutti gli Orientali (Giobbe 1,3). E poi perde tutto, diventa la vittima di una seria di disgrazie: muiono i figli, perde tutta la sua ricchezza. La moglie gli dà un solo consiglio: Ma lascia stare Dio, e muori! E la reazione di Giobbe? Nella Bibbia leggiamo che ha adorato Dio: Il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE. Come mai un uomo, dopo una tragedia come lha vissuta Giobbe, può ancora lodare Dio? Giobbe aveva perso tanto, una ricchezza immensa, tanti valori, ma non quello che dava il vero senso, il vero valore alla sua vita, lui aveva una ricchezza che nessuno gli poteva togliere: Dio stesso. Era in Lui che trovava la sua forza, il conforto, la gioia. Tutti i valori che si possono desiderare in questa vita un giorno svaniranno e non conteranno più niente. Sono tante le cose che possono dare un po di gioia, soddisfazione ma sono solo per un tempo determinato. Un vero valore, uno che non svanisce mai, si può trovare solo in Dio. Se fino ad oggi hai ignorato Dio, se ti sei aggrappato a valori effimeri, puoi lo stesso rivolgerti a Dio, chiedendoGli perdono per aver vissuto senza Lui. E Lui ti perdonerà nel Suo Figlio Gesù Cristo, che entrerà nella tua vita come il tuo personale Salvatore e Signore e darà un vero valore ad essa, proprio così come leggiamo nel libro di Giobbe: «Riconcìliati dunque con Dio; ( ). Ricevi istruzioni dalla sua bocca, riponi le sue parole nel tuo cuore. Se torni all'Onnipotente, se allontani l'iniquità dalle tue tende, sarai ristabilito. Getta l'oro nella polvere, l'oro di Ofir tra i ciottoli del fiume, e l'Onnipotente sarà il tuo oro, egli ti sarà come l'argento acquistato con fatica. Allora l'Onnipotente sarà la tua delizia, e alzerai la faccia verso Dio. (Giobbe 22) S.W. |