Vale più dell’oro…

Senza dubbio, voi tutti, ricordate ancora il film “La passione di Cristo”, sia perché la maggior parte di voi sicuramente l’ ha visto al cinema o forse in DVD, sia perché se n’ è fatto un gran parlare. Per settimane e mesi, i giornali riportavano interviste e notizie al riguardo, e sicuramente tutti abbiamo visto sulle locandine il famoso frontespizio: il viso del Cristo mutilato, maltratto, con la corona di spine e il sangue che scorre sulla faccia…. Un’immagine che si imprime nella memoria, un’immagine che ha dato all’attore che lo impersonava, Jim Caviezel, fama e notorietà, ma, soprattutto, ricchezza.

Una ricchezza che potrebbe anche aumentare notevolmente, come si è letto in questi giorni, infatti, l’attore sta ricevendo da più parti, numerose proposte per fare pubblicità. Jim Caviezel valuta queste occasioni come segue:

Sarebbe la cosa più facile del mondo guadagnare velocemente soldi in questo modo. Gli introiti renderebbero il futuro sicuro…

Però, nonostante ciò, Caviezel ha rifiutato alcune proposte perché avevano un contenuto blasfemo, contenevano “scherzi” e prese in giro verso Dio, o temi che riguardavano la fede. Una cosa che l’attore non può e non vuole accettare. Dice:

Non me lo potrei perdonare. Non voglio bestemmiare Dio.

Suppongo che molti dopo aver letto questa notizia, abbiano considerato sciocca la decisione di Caviezel, ormai una cosa del genere è già all’ordine del giorno. Qualche barzelletta su Dio, che cosa c’è di male? E poi, rinunciare a tanti soldi, per un problema di coscienza, non è un po’ esagerato? Questa potrebbe essere l’opinione di molti, anche se certamente non di tutti, ma, a mio parere, sembra che Caviezel abbia agito così perché deve aver capito due cose molto importanti, delle quali una è la grandezza di Dio. Oggi purtroppo sono in poche le persone che sanno cosa sia, ma se diamo uno sguardo alla Bibbia, lo capiremo meglio. Essa ci riporta, per esempio, una visione del profeta Isaia che vide Dio nella sua gloria:

Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.

Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava.

L'uno gridava all'altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!»

Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo.” (Isaia 6,1-4)

E’ un quadro incomprensibile quello che ci viene descritto qui: il Dio santissimo sul suo trono. In questo passo diventa chiaro che Dio è immenso, onnipotente, assolutamente santo, non qualcuno che sta molto lontano, ma onnipresente, Egli è dappertutto.

Davanti a quella visione ad Isaia sicuramente non venne voglia di schernire Dio, di bestemmiarlo o prenderLo in giro, anzi. Leggiamo la sua reazione.

Allora io dissi: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!»” (Isaia 6,5)

Isaia riconobbe di essere un niente, un uomo piccolissimo, debole, un peccatore davanti a questo Dio immenso …

Noi tutti siamo nella condizione di Isaia. Nessuno di noi può essere orgoglioso davanti a Dio, o pensare di poterLo prendere in giro. Davanti a Lui siamo tutti “niente”, perduti, senza potere…

Sembra che veramente Jim Caviezel abbia capito questo, ma pare anche che abbia capito un’altra verità, come se conoscesse il seguente versetto biblico:

Meglio poco con il timore del SIGNORE, che gran tesoro con turbamento.” (Proverbi 15,16)

A volte le persone, spinte dall’orgoglio, pensano di poter guadagnare qualcosa, di poter elencare a Dio i propri meriti ed avanzare delle pretese come ricompensa.

Ma non è così! Un insegnamento molto importante contenuto nella Bibbia afferma che “

solo chi ammette di non aver niente, chi prende Dio sul serio e si umilia davanti a Lui, avrà un guadagno!”

In Proverbi 3:34 ci viene detto che Dio “schernisce gli schernitori” ma “fa grazia agli umili”. Isaia è stato perdonato proprio per questo motivo, infatti solo chi comprende la sua vera posizione davanti a Dio, chi Lo adora ed Lo accetta per quello che è, chi si umilia, sperimenterà la sua grazia che perdona, che consola, che guida e che ama.

E’ una grazia che vale più dell’oro!

S.W.

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