La morte arriva sullo tsunami

 

“Tragedia senza fine”, “disastro apocalittico” sono alcuni dei termini con i quali le testate giornalistiche e i notiziari alla televisione definiscono il bilancio dei morti e delle distruzioni avvenute a causa del maremoto provocato il 26 dicembre da una scossa di fortissima intensità con epicentro al largo dell'isola di Sumatra, in Indonesia.

Secondo un'ipotesi ancora da verificare, tutto può essere stato innescato da una scossa di 8,1 gradi della scala Richter (la più forte degli ultimi 4 anni in tutto il mondo) avvenuta il 23 dicembre alle 16 (ora italiana) al largo dell'isola Macquarie, a sud-est della Tasmania. Questa avrebbe spostato la zolla australiana, creando un disequilibrio che avrebbe poi causato il conseguente spostamento di quella indiana.

L’onda anomala che si è abbattuta con violenza sulle coste dell’Asia Minore porta sui nostri schermi immagini apocalittiche.

La strage più grave è in Indonesia, il Paese epicentro del sisma localizzato al largo dell'isola di Sumatra, il cui ministro della Salute, Siti Radila, ha annunciato che il governo rinuncerà per ora a contare il numero dei cadaveri, fino a quando non sarà possibile stilare un bilancio definitivo

Nello Sri Lanka un treno con 1.500 passeggeri è stato sommerso dallo tsunami e sulle strade di Galle decine di migliaia di cadaveri giacciono abbandonati, restituiti dall'acqua o sepolti sotto le macerie e il fango. Vicino alla spiaggia l’onda ha distrutto tutti gli edifici, auto e bus sono stati scaraventati nei negozi e delle barche sono finite sugli alberi.

A queste vittime vanno aggiunte le decine di migliaia in India, la maggior parte delle quali nello Stato Meridionale del Tamil Nadu, le migliaia in Thailandia e le decine di persone rimaste uccise tra Myanmar, Maldive e Malaysia.

L'onda ha ucciso anche in Somalia, Tanzania, Bangladesh, Seychelles e Kenya.

L’Unicef afferma che circa un terzo delle vittime e dei senza tetto sono bambini.

In Gran Bretagna l'Independent parla di un disastro naturale che ha messo a nudo la fragilità dell'umanità, mentre il Daily Telegraph commenta:”Ancora una volta l'uomo è stato messo di fronte alla sua impotenza di fronte agli eventi naturali. La nostra presunzione ci fa credere che possiamo migliorare il pianeta riducendo le emissioni di anidride carbonica. Ma indipendentemente dall'utilità di questi provvedimenti, non possiamo arginare le devastazioni provocate da forze che sono fuori dal nostro controllo
Dall'altra parte dell'Atlantico il New York Times sottolinea che “…..simili eventi dimostrano quanto sia effimera la nostra presenza sulla Terra”

Ancora una volta, come giustamente commentato dalle suddette testate giornalistiche, l’uomo è stato costretto a ripensare alla sua natura precaria e debole, alla sua impotenza di fronte alle forze della creazione. Troppo spesso, camminiamo come se potessimo governare ogni cosa. Le strabilianti conquiste ottenute con la nostra intelligenza ci portano a crederci invincibili, non abbiamo bisogno di niente e di nessuno, così releghiamo in un angolino dimenticato Colui al quale dobbiamo tutto, Colui dalle cui mani ogni cosa ha avuto forma e vita.

Un giorno Dio disse a Giobbe: “Dov'eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. (…) Su che furono poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare, (…) Chi chiuse con porte il mare balzante fuori dal grembo materno, quando gli diedi le nubi come rivestimento e per fasce l'oscurità, quando gli tracciai dei confini, gli misi sbarre e porte?

Allora gli dissi: "Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerà l'orgoglio dei tuoi flutti". Giobbe 38

Dio aveva fatto ogni cosa perfetta perché l’uomo, la sua creatura, potesse vivere in armonia con il creato e il suo Creatore, ma egli gli voltò le spalle, il peccato entrò nel mondo sconvolgendo il meraviglioso equilibrio della creazione, che “ora geme ed è in travaglio” (Romani 8:22).

Lo tsunami ha sorpreso gli uomini mentre erano immersi in un clima festivo e di vacanza, nessuno si aspettava una così improvvisa rovina, nessuno era preparato a tale evento, alla morte contro la quale nulla può l’uomo.

L’Ecclesiaste dice:

“L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa.(9:12)

L’orrore e la disperazione camminano tra i corpi senza vita, la morte ha sorpreso grandi e piccoli, chissà quanti si sono trovati davanti al Creatore senza essersi preparati, forse molti non credevano nemmeno nella sua esistenza, ma la Bibbia afferma che tutti dopo la morte ci troveremo davanti al giusto giudice che giudicherà il nostro operato.

E tu?

Da quale parte sarai, tra coloro che godranno della vita eterna o tra coloro che subiranno la morte eterna, lontani da Dio?

Se non ci hai ancora pensato corri a Gesù! Egli è la Via che conduce al Padre, morendo sulla croce ha pagato il prezzo della tua salvezza e oggi ti offre in dono la vita eterna.

Afferrala, così che la morte non abbia a sorprenderti impreparato!

Vai a Gesù perché ”Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.” Giovanni 3:16

 

F.F.

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