Testamento
biologico ______________________________________________________ Avete mai pensato a scrivere un testamento? O magari lavete già fatto? Cè chi lo rimanda, forse proprio perché gli ricorda la morte, qualcosa a cui non vorrebbe pensare. Qualcun altro magari ci pensa per tempo per sistemare ogni cosa il più presto possibile, così che i propri cari non abbiano problemi. Però, oltre che a decidere a chi lasciare i vostri beni materiali, avete mai pensato di scrivere un testamento biologico? Attualmente se ne discute tanto e Panorama riferisce a riguardo quanto segue: Testamento per vivere o morire. Prosegue la ricerca di una legge condivisa dal massimo schieramento politico possibile sul testamento biologico, per dare a chi lo desideri la facoltà di fissare un limite alle terapie in caso di grave malattia. I 25 senatori della commissione Igiene e sanità stanno ascoltando oltre 30 persone tra operatori sanitari, giuristi, esperti di bioetica e membri delle associazioni. Al momento i punti chiave della discussione sono tre: la nomina di un fiduciario, il ricorso al comitato etico (oppure a un altro meccanismo in caso di opinioni non concordi tra i medici e la famiglia) e l'eventuale sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiali, considerate come terapie straordinarie. Tutte questioni fondamentali per definire le caratteristiche del testamento biologico, documento che consentirebbe a una persona di indicare preventivamente quali cure e terapie accettare o rifiutare se si trovasse un giorno in una situazione estrema: quando non è più in grado di decidere per se stessa o di comunicare, e la sua vita dipende esclusivamente dalle macchine e dall'intervento degli operatori sanitari. In una situazione come questa in Italia, se un medico dovesse staccare la spina, sarebbe accusato di omicidio volontario. Negli Stati Uniti, invece, il testamento biologico o «living will», è legge da 16 anni. Poi larticolo prosegue:
Senza dubbio si tratta di un argomento difficile, soprattutto dal punto di vista etico, e a me ha fatto riflettere su un punto ben preciso. Si parla tanto di cosa fare nel caso in cui una persona sia clinicamente viva ma in coma, senza speranza di guarigione, tenuta in vita soltanto da macchinari. Senz'altro è una domanda che turba in modo particolare i parenti di tali pazienti. Spesso si pensa che la soluzione migliore sia quella di spegnere i macchinari e porre fine così ad una inutile sofferenza, ma si dimentica il fatto, che noi uomini non abbiamo potere di decisione su vita e morte, su quanto deve durare una vita. Sì, è vero: l'aspettativa media della vita è aumentata notevolmente in confronto al secolo scorso, perchè la medicina ormai è molto avanzata e si sono sconfitte tante malattie che una volta conducevano automaticamente alla morte. Addirittura si è riusciti a tenere in vita persone clinicamente morte nella speranza di trovare nel tempo una soluzione al loro problema. Unottima cosa, ma rimane sempre il fatto che possiamo al massimo spostare un po' la data della morte, almeno così ci sembra, ma non possiamo sconfiggerla. La morte per noi rimane un nemico insuperabile. Anche la Bibbia sottolinea questo fatto: ce lo dice chiaramente che non abbiamo potere di decisione sulla vita e sulla morte, perché questo spetta solo a Dio. Possiamo fare ricerche scientifiche per trovare nuove medicine, prendere precauzioni per prevenire la malattia, mangiare in modo sano, però è sempre Dio che ha in mano la nostra vita e che ne stabilisce linizio e la fine. A questo riguardo troviamo un bellissimo passo della Bibbia: Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. (Matteo 6: 25- 32) La Bibbia non ci lascia dubbi: nonostante tutta la moderna medicina, nonostante tutte le ricerche scientifiche, non possiamo aggiungere neanche unora alla nostra vita, essa è nelle mani di Dio. Ma Lui non è un despota che ci vuole schiacciare, Egli vuole essere per noi, per te e per me, un Padre amorevole. E bello affidarsi a Lui, sapere che non soltanto conosce la data della nostra morte, ma che, come un padre, si vuole occupare di ogni dettaglio della nostra vita, anche delle cose quotidiane. Per questo il re Davide poteva scrivere: I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora. Oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant'è grande il loro insieme! (Salmo 139:16-17) Si, è importante stendere un proprio testamento, pensare a cosa sarà della propria famiglia dopo la morte, ed è altrettanto importante discutere di temi come il testamento biologico. Però ancora più importante è affidarsi a Colui che ha tutta la nostra vita nella Sue mani e camminare ogni giorno con Lui, per poter poi dire come Davide: Ma io confido in te, o SIGNORE; io ho detto: «Tu sei il mio Dio». I miei giorni sono nelle tue mani. (Salmo 31:14-15) ______________________________________________________________________________
|