Una terapia contro la morte

Sembra un messaggio meraviglioso, incredibile, aspettato da tanto tempo, un messaggio fantastico per tutta l’umanità: un messaggio che in questi giorni si può leggere sui giornali:

Gli uomini potrebbero vivere alcune centinaia di anni.

Questo credono di aver scoperto alcuni scienziati americani. Loro vedono l’invecchiamento e la morte come una “malattia”, perciò basta trovare la cura giusta per “curarla”.

Come spiega Michael Fossel dell’università del Michigan, si è già riusciti a “ringiovanire” in laboratorio, delle cellule della pelle. E c’è speranza di espandere questa tecnologia su tutto il processo di invecchiamento che porta alla morte.

Fossel parla di un “orologio” nel corpo umano, un orologio che viene attivato tramite il cambiamento di un gene, un processo che accade in ogni persona quando invecchia. Basta fermare questo processo, così afferma lo scienziato, per mettere indietro l’orologio.
Il risultato? Non si sa di preciso, qualcuno afferma che l’uomo potrebbe vivere centinaia di anni, altri addirittura di migliaia.

Veramente un messaggio meraviglioso, finalmente, così sembra, si è scoperto il motivo per l’invecchiamento, si è trovata una “cura” per combattere l’invecchiamento e in questo modo forse, pure la morte.

Ma, è veramente così? E veramente un gene o un orologio biologico la causa dell’invecchiamento e della morte? Se guardiamo nella Bibbia, troviamo una risposta completamente diversa da quella che ci dà la scienza. Nella lettera ai Romani troviamo un versetto che ci dice: “(…) il salario del peccato è la morte.” (Romani 6,23)

Nella Bibbia la morte non viene spiegata in termini scientifici, biologici o naturali, ma con una storia, con la storia dei primi uomini. Leggiamo del giardino d’Eden, un posto bellissimo, in cui Dio aveva posto l’uomo. Un posto in cui non mancava niente, un posto affidato agli uomini, i quali vivevano in comunione con Dio e dove non esisteva la morte. Adamo ed Eva potevano godere tutto quello che c’era intorno a loro, con una sola eccezione:

Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».” (Genesi 2:16-17)

Una sola regola, un solo comandamento, ma l’uomo lo trasgredisce. Tutti e due mangiano del frutto e con questo atto la morte entra nel mondo. Una conseguenza gravissima perché il peccato non è solo la causa della morte fisica, ma anche di quella che la Bibbia chiama la morte eterna, l’eterna separazione da Dio. Poiché ciò avviene non per cause “naturali”, ma a causa del peccato, a causa della disubbidienza nei confronti dei comandamenti di Dio, non si può combattere con metodi naturali, con una terapia o una cura speciale. C’è solo un modo in cui possiamo “guarire”:

Il versetto di Romani finisce con le parole:“Ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.”

Solo in Gesù possiamo trovare guarigione, salvezza, perdono per i nostri peccati. Chi crede in Lui, chi lo accetta come Signore e Salvatore, dovrà sì subire la morte fisica, ma riceverà il perdono per i suoi peccati e potrà, dopo la morte, vivere l’eternità con Dio, un’eternità dove ci sono più lacrime e dolore, e dove non esiste più la morte.

Guariscimi, SIGNORE, e sarò guarito; salvami, e sarò salvo.” (Geremia 17,14)

S.W.

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