Il Re dello Swaziland ______________________________________________________

Il piccolo stato dello Swaziland, nell’Africa del Sud, non gioca nessun ruolo fondamentale nell’ambito della politica e dell’economia globale, perciò è poco conosciuto e probabilmente molti avrebbero problemi a trovarlo sulla carta geografica.

“Wikipedia” ci dà alcune informazioni che lo riguardano:

“Il territorio è in prevalenza montuoso, con altitudini che diminuiscono procedendo da ovest a est. In questa stessa direzione scorrono alcuni corsi d'acqua, che confluiscono nelle pianure costiere del Mozambico. Il clima è temperato caldo. La nazione prende il nome dagli Swazi, una tribù Bantu, i quali costituiscono circa l'84% della popolazione, che include anche una minoranza (12%) di altri neri, soprattutto zulù, fuggiti dal Sudafrica durante l'apartheid. Sono invece esigue le minoranze di europei e di asiatici. La religione prevalente è il cristianesimo (66,7%).

Inoltre si viene a conoscenza che lo Swaziland dal 6 settembre 1968 è uno stato indipendente con una monarchia assoluta. L’attuale sovrano è re Mswati III, il quale proprio in questi giorni, nel palazzo reale, ha tenuto un importante discorso ad alcune centinaia di persone.

I problemi dello Swaziland sono tanti e vari: dalla fine degli anni novanta l’economia del paese ristagna, circa due terzi dei 1,1 milione di abitanti vive in povertà e tanti sono infettati dall’ AIDS, ma non è di questo che ha parlato sua maestà, egli ha invece esortato i suoi sudditi a fare due cose: a mettere a posto la loro vita davanti a Dio e a prepararsi al ritorno di Cristo.

In pratica quello di re Mswati III non è stato il classico discorso di un capo di stato, ma era riferito ad un passo biblico, precisamente alla parabola delle dieci vergini che dice come segue:

"Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!" Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: "Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Ma le avvedute risposero: "No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!" Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: "Signore, Signore, aprici!" Ma egli rispose: Io vi dico in verità: Non vi conosco." (Matteo 25:1-12)

Che cosa significa questa storia?

Dal contesto biblico capiamo che lo sposo non è uno sposo qualsiasi, ma Gesù Cristo, il Figlio di Dio! Egli 2000 mila anni fa è venuto sulla terra e parlava alle persone di Dio e del Suo amore e poi, alla fine, è stato crocifisso, non per reati che aveva commesso, ma perché aveva scelto di morire per noi, per i nostri peccati, di morire al nostro posto. In questo modo ha reso “accessibile” la salvezza ad ognuno che crede in questo sacrificio.

Gesù oggi non è più tra di noi in modo visibile, Egli è ritornato dal Padre, ma ha promesso che un giorno tornerà, non più come un povero falegname, ma come lo “Sposo”, come Colui che è: il Figlio di Dio, il Re dei re! Allora ci sarà una grande festa, un “matrimonio” e tutti i partecipanti potranno vivere eternamente con Cristo, in un luogo dove non esisteranno dolore o sofferenza o malattie o povertà.

Come ci fa capire la parabola appena letta, però, non tutti gli uomini saranno invitati, non tutti potranno partecipare. Tanti saranno esclusi, e rimarranno lontani da Dio per sempre. Bisogna “prepararsi al ritorno di Cristo” come ha affermato il sovrano dello Swaziland, ma come ci si prepara? Vestendosi bene? Comprando un bel regalo per lo Sposo? Avviando un buon rapporto con qualche parente stretto? Oppure con un buon comportamento e con buone opere?

No, niente di tutto ciò ci potrà garantire l’invito per il grande matrimonio! Il “biglietto di ingresso” non può essere acquistato, in nessuno modo, ma solo essere accettato come regalo dallo Sposo stesso! Solo coloro che infatti hanno chiesto e accettato personalmente il grande dono di Cristo, il Suo sacrificio, il perdono dei loro peccati, potranno partecipare alla grande festa!

“Prepararsi al ritorno di Cristo” significa, riconoscere i propri peccati, confessarli a Gesù, chiederGli perdono ed affidarGli la guida della propria vita. Solo chi compie questo passo decisivo sarà invitato al matrimonio.

Mswati III senza dubbio ha tanti problemi da affrontare nel suo paese, e tutti sono importanti e legittimi, ma nel suo discorso ha parlato di una questione molto più importante: il ritorno di Cristo, che sarà l’evento più grandioso della storia dell’umanità. Il re dello Swaziland ha riconosciuto che un giorno tornerà un re molto più grande e potente di lui, il Re dei re e prepararsi a questo avvenimento è indispensabile.

Tu ti sei già preparato, sei già invitato alla grande festa?

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