Dio nella politica

Con il 1 maggio 2004 l’Unione Europea ha nuovamente allargato i propri confini geografici, ma non si sono aggiunti semplicemente altri 10 paesi, l’Unione non è solo diventata più grande, ma è anche diventata sempre di più un miscuglio di persone diverse, diversi pensieri, idee, storie, mentalità e, soprattutto, religioni e credi. Proprio la questione religiosa è uno dei punti più discussi ed anche più controversi. Per esempio: la menzione delle radici cristiane nella Costituzione Europea è un problema irrisolto. Così la domanda sull’importanza di Dio e della religione nella vita politica è sempre al centro dell’attenzione. Adesso, in un certo qual modo, anche la neutrale e protestante Svizzera, si è inserita in questa discussione.

E’ stata la consigliera nazionale Margret Kiener Nellen a criticare l’inno nazionale e a lanciare la proposta di cercare un nuovo testo.

Secondo lei si tratta di un inno troppo “antiquato”, con “l'enfasi e il pathos del XIX secolo”, e critica in modo particolare “l'immagine di Dio” nel testo e “il carattere di preghiera”.

Quali sono i passi “critici”? Per esempio quello che dice: “L'alma mia in Te riposa.” E poi: In te fido Onnipossente deh, proteggi nostra gente.” Nella seconda strofa poi si parla di un “Dio d’amore”.

Come bisogna valutare la proposta della parlamentare? Buona, importante per modernizzare un po’ non solo l’inno nazionale, ma anche tutta la vita politica e la società? Bisogna veramente cambiare idea, allontanarsi dal pensiero e dal pathos del XIX secolo, come dice Margret Kiener Nellen?

No. Anche se si tratta di un inno scritto cento anni fa, contiene delle verità che sono vere ancora oggi, non perché fanno parte dell’inno nazionale della Svizzera, ma perché sono delle verità che troviamo nella Bibbia, la quale non è frutto di pensieri umani che col tempo perdono significato ed importanza, ma è la Parola di Dio. E come tale non cambia, vale ancora oggi.

In essa ci viene promesso che in Gesù, il Figlio di Dio, possiamo trovare conforto, aiuto, riposo. Lui stesso ci invita:

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11,28)

Un invito che vale sempre, perché ancora oggi Dio, l’Onnipotente, ci invita a confidare in Lui.

Il motivo?

Perché è un Dio d’amore che ama tutto il mondo e ogni essere umano su esso con un amore infinito, che aspetta anche te, a braccia aperte. Non si tratta di un’idea antiquata di qualche inno nazionale, ma di una verità sempre attuale.

Quello che dobbiamo fare non è sostituire vecchie idee con testi moderni, ma tornare alla verità, alla verità che troviamo nella Bibbia, tornare a Dio. E chi fa questo, chi si rivolge a Lui, scoprirà che solo in Lui si trova il vero amore, che solo di Lui vale la pena fidarsi sia che siamo una nazione o una singola persona.

“Beato il popolo il cui Dio è il SIGNORE.” (Salmo 144, 15)

S.W.

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