"Spore"
______________________________________________________ Si chiama 'Spore' ed è il nuovo videogame di Will Wright. Dove il giocatore può creare il suo universo. Dalla cellula alla galassia Esordisce così un articolo dellEspresso intitolato Dio in un clic, e continua: Trasformare il giocatore in un dio, mettendo nelle sue mani le leve della Creazione. Con questo exploit Will Wright, uno dei più celebri sviluppatori di videogame, ha superato se stesso e ha fatto varcare una nuova frontiera al mondo dei videogame. Il genio dei giochi elettronici ( ) ha messo a punto un videogame che sostanzialmente si fa da sé, autoalimentandosi con i contenuti creati dai giocatori attraverso le loro decisioni, idee e intuizioni. Chiunque inizia a giocare ha le potenzialità e le responsabilità di un demiurgo in procinto di inventare un mondo nuovo, a partire da una singola cellula per arrivare, di evoluzione in evoluzione, alla creazione di intere civiltà planetarie. Proprio per questo, ogni nuova sessione di 'Spore' ( ) non è mai uguale a un'altra. Gli stadi iniziali così come i successivi sviluppi e i vari passaggi di livello sono del tutto aperti e sempre mutevoli. Linventore di Spore ha spiegato che i giocatori amano creare da soli i loro contenuti così ha pensato di offrire loro un gioco nel quale partendo da semplici organismi immersi nel brodo primordiale e procedendo nei vari livelli del game, di pari passo con levoluzione, si può arrivare a formare esseri intelligenti in grado di governare un pianeta o un intero sistema solare. Insomma il giocatore può tutto come un dio, può intervenire nella vita delle sue creature e decidere se renderle più emotive o più razionali ( ) dotarle di caratteristiche diplomatiche propense a stringere alleanze o velleità imperialistiche spinte alla conquista. Sembra che il genio di Wright questa volta abbia superato tutte le aspettative. Osare e sperimentare è questa la sua parola dordine, tanto che i suoi fan dicono che , "se Dio fosse uno di noi assomiglierebbe tutto a Will Wright". Certo è che Wright ha colto nel segno avvalendosi di una spiccata e antica caratteristica dellessere umano: la voglia di essere come Dio. Da sempre il desiderio di potere, il bisogno di sentirsi grande e di dominare hanno condizionato la vita delluomo. Fin dalla creazione, quella di Dio intendo e non il brodo primordiale, luomo desiderò essere come Dio e con presuntuoso orgoglio oltrepassò i propri limiti e volle manipolare la vita che Dio aveva stabilito. Così la donna vide che l'albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l'albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.(Genesi 3:6) Ella aveva ceduto allinganno del tentatore che con abilità e astuzia aveva posto in dubbio anche la natura di Dio, insinuando che Egli fosse geloso e volesse tenerli lontani dal loro vero destino. Il serpente gettò le sue insinuazioni dicendo ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male.(Genesi 3.5) e poi lasciò la donna in balia dei suoi desideri naturali. Le conseguenze furono disastrose, la promessa di avere le illuminazioni divine non si avverò, luomo e la donna conobbero il disagio non solo luno nei confronti dellaltra, ma anche con Dio, infatti ebbero paura e si nascosero. Scoprirono che non si raggiunge la conoscenza disubbidendo alla parola di Dio: volevano vita e ottennero morte, avevano piacere e trovarono dolore, avevano tutto in abbondanza e conobbero la fatica del lavoro, avevano una perfetta comunione e conobbero alienazione e conflitto. Dopo di loro altri personaggi hanno manifestato questo forte bisogno di essere come Dio, la storia ne è piena. Ma se è vero che la storia insegna, se consideriamo la loro fine, spesso drammatica, abbiamo la dimostrazione di quanto inutile sia stato questo loro tentativo. Il giusto castigo che subirono Adamo ed Eva si è esteso ad ogni uomo, e ogni uomo per quanto forte e potente sia, avrà lo stesso destino: Sei polvere e in polvere ritornerai.(Genesi 3:19) Che misero programma per coloro che aspirano alla divinità! Luomo può tentare di essere come Dio, ma rimane polvere. Giocare ad essere dio in un universo autogestito può essere esaltante e Spore offrendo ai giocatori la possibilità di interagire, tramite un database, con giocatori di tutto il pianeta, pare la soluzione ideale. Se avete questo desiderio correte a comprare il videogame, sperimentate lebbrezza di creare la vita e di manipolarla anche se solo virtualmente, però vorrei portare un attimo la vostra attenzione su un qualcosa di importante, alla quale forse non avete mai pensato. Dio, quello vero, il Creatore, profondo conoscitore dellanimo umano ha preparato un modo attraverso il quale si può accedere alla sua divinità. Ma non è una via tracciata da mente umana, bensì il risultato della grazia divina. Nel Vangelo di Giovanni troviamo la seguente affermazione: A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome (Giovanni 1:12) Si avete capito bene, si può diventare figli di Dio acquisendo tutti i privilegi che questa adozione comporta. Ma non basta. Quando si diventa figli di Dio, la sua divinità, nella persona dello Spirito Santo viene ad abitare dentro di noi ristabilendo con Lui quella giusta comunione di cui il peccato ci ha privato. La porta è Gesù! Solo chi riconosce il valore del suo sacrificio sulla croce può avvicinarsi a Dio, solo confessando il peccato si supera la barriera che ci separa da Lui. Se non ci hai mai pensato, se sei confuso e la scienza umana ti disorienta perché sembra escludere la presenza di Dio nella creazione, vai a Gesù! Egli ti saprà indicare la via verso il Padre! Dopo potrai affermare con il re Salomone che Il timore dell'Eterno è il principio della scienza (Proverbi 1:7) ______________________________________________________________________________
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