Il significato della passione

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La grande multinazionale “Sony” ormai è entrata più o meno in casa di tutti, molti infatti oggi possiedono uno dei suoi prodotti, come un lettore DVD, un televisore o quant'altro. In questo periodo la Sony fa nuovamente parlare di sé ma non in modo positivo perché, con una pubblicità davvero scandalosa, ha infiammato gli animi.

Su diversi giornali è apparso, infatti, uno spot pubblicitario che mostra un giovane con un sorriso affascinante ma che porta in testa una corona di spine. Lo slogan dice:

“Dieci anni di passione.”

La Sony in questo modo voleva “festeggiare” il decimo anniversario della famosa playstation, ma invece di congratulazioni ha ricevuto migliaia di chiamate di protesta, tra le quali quelle di diversi rappresentanti della chiesa e politici che si sono fatti sentire per esprimere il loro disappunto. La loro opinione è che lo slogan sarebbe una “mancanza di rispetto nei confronti dei fedeli, ed anche blasfemo”.

Il cardinale Ersilio Tonini ha sottolineato:

"Le Sacre Scritture non si possono utilizzare in questo modo ...ci vuole rispetto dei giovani, dei ragazzi, degli adolescenti. Ora i giovani possono pensare che la passione di Cristo serva ad un gioco.”

Di conseguenza la Sony ha sospeso la campagna pubblicitaria, ma per niente dispiaciuta, afferma che si tratta di un “equivoco”, che era “lungi dall’intento di provocare”, e che “è stato frainteso lo spirito del messaggio pubblicitario che voleva essere veicolato, l’azienda comunica peraltro che la campagna è cessata e, anche alla luce delle predette reazioni, non verrà ripresa in futuro”. 

Fare pubblicità con la passione di Cristo, promuovere un prodotto con l’immagine di un giovane sorridente che porta anche il segno della sofferenza, la corona di spine, è davvero un atto scandaloso! Chi ha creato questo spot sicuramente non era cosciente di ciò che la passione di Cristo significhi veramente.

Per conoscerne a fondo il significato dobbiamo dare uno sguardo alla Bibbia dove ci viene riferita la storia delle ultime ore della vita terrena di Cristo.

Dopo l’arresto nel giardino di Getsemani, Gesù viene condotto dal sommo sacerdote Caifa e in questo contesto l’evangelista Matteo scrive:

Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?” (Matteo 26: 67-68)

Poi lo condussero da Pilato che lo fece flagellare e lo condannò alla morte sulla croce. Il racconto di Matteo continua così:

Allora i soldati del governatore portarono Gesù nel pretorio e radunarono attorno a lui tutta la coorte. E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto; intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano, dicendo: «Salve, re dei Giudei!» E gli sputavano addosso, prendevano la canna e gli percotevano il capo. E, dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto e lo rivestirono dei suoi abiti; poi lo condussero via per crocifiggerlo.” (Matteo 27: 27-31)

Le ultime ore di Gesù furono tremende, di una crudeltà indescrivibile. Schernito e deriso dai soldati e dalla folla, Egli venne crocifisso, una morte atroce, i chiodi dovevano tenere il suo peso sulla croce, pativa dei dolori terribili.

Chi legge la storia della morte di Gesù non può rimanere indifferente e non si può capire perché qualcuno abbia pensato di usare la Sua sofferenza per una questione di mercato. Non si può fare dello spirito su un evento del genere e, soprattutto, non si può usare la sofferenza di Cristo per scopi venali.

C’è qualcosa che rende la passione di Cristo particolare, molto particolare.

Essa infatti non è semplicemente la storia di un uomo sofferente e di una morte atroce. No! Quella persona che è morta sulla croce, lì sul Golgota, era il Figlio di Dio in forma di uomo!

Dio stesso ha sofferto in un modo incredibile e Dio stesso è morto di una morte crudele.

E non è successo perché non aveva altra scelta, non è rimasto vittima di qualche ingiustizia. No, Gesù in ogni momento della sua passione poteva decidere di liberarsi, di non soffrire più. Ma non l’ha fatto! E’ andato fino in fondo, fino alla fine crudele sulla croce. E’ stata la sua libera decisione.

Prima della sua morte aveva affermato:

Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla.” (Giovanni 10:17-18)

Perché Gesù ha fatto questo?

Anche a questa domanda la Bibbia dà una risposta: Egli l’ha fatto per amore di tutti gli uomini, un amore che vale anche per te!

Con la sua morte Cristo ha pagato per le colpe dell’umanità, così, oggi, ognuno che crede in Lui, può essere liberato dai propri peccati, può ricevere perdono ed una nuova vita.

Il profeta Isaia ha detto:

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!

Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:4-5)

La passione e la morte di Gesù sono l’evento storico più significativo e più importante, perché porta il perdono e la liberazione per ognuno che ci crede, anche per te.

C’è solo un modo giusto in cui puoi reagire:

credi in Gesù con tutto il tuo cuore,

confessagli i tuoi peccati e

fidati di Lui che ha pagato per essi,

accettalo come il tuo Salvatore personale,

ringrazialo e

adoralo per ciò che ha fatto per te!

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