C'è una soluzione per il terrorismo? Ormai da mesi non si parla più di nientaltro che di terrorismo, morti, bombe I notiziari di ogni giorno sono caratterizzati dalla vicende in Iraq o in Afganistan Diventa impossibile ricordarsi di tutti gli attacchi, prendere nota di ogni attentato:un atto di violenza segue laltro. Sono pochi gli eventi che rimangono al centro dellattenzione, che non vengono subito sostituiti da nuove notizie, questi atti sono così violenti, crudeli e spaventosi che tutti ne parlano, tanto che difficilmente si riesce a dimenticarli Uno di questi è successo proprio questa settimana. Parliamo delle orrende immagini del video mostrato su un sito web islamico che fa vedere la macabra esecuzione di un ostaggio americano, Nick Berg. Sono cinque persone, appartenenti ad un gruppo terrorista affiliato ad al Qaida, che decapitano lamericano. Aveva solo 26 anni Una morte atroce, un caso doloroso soprattutto per i familiari che adesso sentono la sua mancanza. Ma allo stesso tempo è solo un nome tra tanti altri, in un elenco lunghissimo che comincia l11 settembre, un elenco di tutte le vittime del terrorismo. Terrorismo che è diventato un fenomeno mondiale, che crea paura e terrore in tutti paesi e sopratutto dopo l11 settembre, pone una domanda che, con sempre più urgenza, occupa politici, esperti .: Come si può vincere il terrorismo? Come porgli fine? C'è una soluzione? Le
risposte, i tentavi sono vari: tantissimi convegni,
conferenze, incontri tra politici di diversi paesi, patti
per creare la pace, misure di sicurezza ed azioni
militari come in Afganistan o in Iraq. Però, come
dimostra la recente vicenda di Nick Berg, tutto questo è
vano. Cosa si può fare? Sembra che non ci sia nessuna soluzione. Ma tra tutte queste notizie orrende, piene di terrore, si trova, un po nascosto, anche un altro articolo. Uno che racconta la storia di un terrorista che ha trovato la soluzione. Stephan Lungu è nato in Zimbabwe, nel sud dellAfrika. Già alletà di 18 anni fa parte di un gruppo terroristico e la sua vita è caratterizzata dalla violenza. Attacchi a chiese, macchine di polizia, riunioni di diverso tipo fanno parte della sua vita di ogni giorno. Getta bombe e ruba. Un giorno
progetta insieme ai suoi compagni un attentato a una
tenda dove si tiene una riunione cristiana. Lungu sta
aspettando fuori, con le bombe in mano, aspettando il
momento giusto. E così ascolta le parole del
predicatore: parole che lo scuotono come mai prima, mai
nulla nella sua vita lo aveva toccato così tanto. Sente che ognuno che non crede in Cristo è perduto. Subito pensa a tutte le sue vittime, tutte le persone che sono morte per colpa sua. E capisce che anche a lui spetta la condanna divina. Ma il
predicatore continua, parla del sacrificio di Cristo che
offre perdono a tutti coloro che glielo chiedono e la
possibilità di un nuovo inizio, una vita nuova, cambiata.
Da quel giorno in poi la vita di Stephen Lungu non è più caratterizzata da violenza o crimini, ma dallamore di Dio. Ancora oggi egli gira in Zimbabwe ed anche in altri paesi dell'Africa non più con bombe, ma con la Bibbia in mano, per raccontare che c'è speranza, che c'è una soluzione per il terrorismo nel mondo, e non è un'azione politica o militare, ma lazione di Dio che solo può cambiare il cuore dell'uomo e rendere possibile un cambiamento nella vita di ogni persona, sia essa un terrorista o una persona "comune". Se anche tu senti la necessità di un cambiamento nella tua vita, se desideri cominciare da capo, se senti il peso della tua colpa, rivolgiti ha Gesù. Lui è la soluzione anche per te, fidati di Lui, Lui fa tutto nuovo. Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. (2 Cor. 5, 17) S.W. |