Un sigillo che fa scalpore _______________________________________

E’ stato ritrovato a Gerusalemme, durante degli scavi, un antico sigillo risalente al 580 A.C. E’ grande circa un centimetro e veniva usato per sigillare i rotoli di papiro. Gli archeologici e gli storici sono entusiasti di questo rinvenimento perché su di esso si trova scritto, in antiche lettere ebraiche, il nome “Jehojachel ben Schlemijahu ben Nubi”. Si tratta di un personaggio che nella Bibbia, più precisamente nel Vecchio Testamento, viene nominato per ben due volte e sempre nel libro del profeta Geremia, precisamente ai capitoli 37 e 38.

Egli era uno dei ministri alla corte del re Sedechia, quindi una persona abbastanza importante per l’epoca, ma nel contesto biblico non gioca un ruolo essenziale, infatti viene nominato semplicemente in un elenco con diverse persone, e non vengono riportate altre informazioni sulla sua vita. Tuttavia questo ritrovamento rimane ugualmente una scoperta molto importante, come spiega Eilat Masar dell’istituto archeologico dell’università ebraica di Gerusalemme, egli, infatti, sottolinea che l’oggetto ritrovato trova esatto riscontro nelle informazioni bibliche, e dice:

Ancora una volta l’archeologia fornisce delle prove che la Bibbia è una fonte storica vera ed esatta.

Ed è proprio così! L’attuale scoperta del sigillo di Gerusalemme dimostra che la Bibbia non è una raccolta di storie inventate o di favole, ma essa riporta dei fatti successi veramente, e soprattutto, li riferisce in un modo molto preciso!

Questa scoperta perciò dimostra, ancora una volta, che la Bibbia è vera ed assolutamente affidabile.

Questa certezza è fondamentale per ogni essere umano perché nella Bibbia è contenuto il messaggio di Dio all’umanità, un messaggio che parla di Cristo e di salvezza! Essa è molto di più di un libro storicamente esatto: è una lettera d’amore da parte di Dio per noi e ci presenta il Suo piano di salvezza!

L’apostolo Paolo nella sua epistola a Timoteo scrive:

Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.” (1 Timoteo 1:15)

La Bibbia non ci riporta solo degli importanti racconti storici, ma ci parla proprio di questo: che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è venuto in questo mondo, è diventato uomo come noi con un solo scopo: quello di salvarci. Lui ha preso su di sé i peccati di tutto il mondo ed è morto sulla croce per essi, è morto al nostro posto!

Però, non ci basta possedere quest’informazione, non basta neanche se crediamo che essa è sicura o, come dice Paolo, “certa”. No, per essere salvati è necessario un secondo passo: questa verità deve essere “pienamente accettata”. Ciò implica una decisione personale che va oltre la pura conoscenza di un qualcosa che è successo circa 2000 anni fa.

Accettare pienamente ciò che Gesù ha fatto significa, prima di tutto, riconoscere di aver bisogno di essere salvati, ammettere di essere peccatori perduti e confessare i propri sbagli. Solo con questo atteggiamento si può veramente accettare l’opera di Cristo, cioè credere con tutto il cuore che ciò che Egli ha fatto è sufficiente, che Lui e solo Lui è in grado di salvarci, e che perdona i peccati a chiunque Glielo chiede.

Se anche tu fai questo passo, se ti affidi completamente a Cristo, avrai la prova più grande della veridicità della Bibbia e troverai in Cristo il tuo Salvatore e Signore, che ti perdonerà i peccati ed entrerà nella tua vita per cambiarla completamente, per rimanere per sempre al tuo fianco e non lasciarti mai!

Fai questo passo di fede, fidati di Cristo e di ciò che Egli ti dice. Sperimenterai che tutto ciò che Egli promette lo farà ed un giorno, guardando indietro, questo versetto del libro di Giosuè sarà vero anche per la tua vita:

Ora, ecco, io me ne vado oggi per la via di tutti gli abitanti della terra; riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra che neppure una di tutte le buone parole che il SIGNORE, il vostro Dio, ha pronunciate su di voi è caduta a terra; tutte si sono compiute per voi: neppure una è caduta a terra.” (Giosuè 23: 14)

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