La fine del
mondo come serial TV Nella letteratura e nei film degli Stati Uniti in questo periodo è di moda parlare della fine del mondo. Molti registri, già prima doggi, ne avevano parlato ipotizzando malattie che in pochissimo tempo annientavano tutta lumanità, o possibili collisioni con una meteora, oppure la possibilità di un tragedia nucleare mondiale. Ma questa volta il tema viene svolto in modo differente: come causa della fine del mondo non vengono presentati eventi naturali o umani, ma un intervento divino. Proprio questo è largomento centrale della serie televisiva Revelations, che la trasmittente americana NBC, ha iniziato a trasmettere proprio in queste settimane, riscuotendo un grande successo. La prima puntata, infatti, è stata seguita da 15,35 milioni di spettatori. La serie parla di unorganizzazione religiosa che fa di tutto per cercare di impedire la fine del mondo. Uno dei personaggi, suor Josepha Montifiore contatta lastrofisico e professore Richarda Massey, e insieme analizzano diverse profezie, per trovare una soluzione. Come integrazione alla serie, la NBC, prima di ogni blocco pubblicitario, fa comparire sullo schermo diversi testi biblici, tratti soprattutto dallApocalisse di Giovanni. Nonostante il successo, però, alla serie vengono mosse molte critiche perché, come si legge sui siti Internet, Vengono mischiati fatti, finzione, teologia e superstizione. Le informazioni che fornisce non sono affidabili e non permette al pubblico di avere un quadro corretto delle profezie bibliche. Sicuramente sulla scia emotiva dei fatti narrati in Revelations, molte persone saranno attratte dalla curiosità di scoprire un futuro così drammatico, e cercheranno risposte consultando ogni genere di letteratura. Lunica fonte affidabile per questa ricerca, però, è esclusivamente la Bibbia, perché essa non è stata scritta da uomini che immaginavano il futuro, ma è ispirata da Dio che ha nelle Sue mani il destino del mondo dalla creazione ai giorni presenti ed anche a quelli venire. Solo Lui sa cosa e quando succederà. Nella Sua Parola, nella seconda lettera di Pietro, ci dice: Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. (2 Pietro 3, 10) Sì, questo mondo finirà! Non rimarrà niente di ciò che oggi conosciamo o vediamo, tutto sarà completamente distrutto! Fino a questo punto, la seria Revelations ha ragione, ma poi sbaglia in un punto molto importante: non si può impedire questo avvenimento! Non sappiamo quando sarà, non possiamo indicarne il giorno, neanche lanno perché la data la sa solo Dio. Quello che Dio ha stabilito nel suo piano accadrà, proprio così come Lui ha deciso. Tuttavia, che cosa ci aspetta dopo la fine del mondo? Il vuoto? Il niente? No! Pietro nella sua lettera spiega che Dio creerà qualcosa di nuovo, infatti scrive: Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. (2 Pietro 3, 13) In questo nuovo mondo non ci sarà più la morte, né cordoglio, né dolore sta scritto in Apocalisse 21, 4, e perciò lapostolo Paolo ha potuto dire: Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev' essere manifestata a nostro riguardo. (Romani 8, 18) Che bella prospettiva! Questo mondo, che conosciamo, pieno di dolore, di sofferenza, di tristezza, un giorno non esisterà più! Al suo posto ci sarà un mondo nuovo, bellissimo, un posto di eterna gioia, dove abiterà Dio stesso. Però, attenzione! Laccesso a questo nuovo mondo non è aperto per tutti, non ci si arriva automaticamente. Paolo, infatti, sottolinea che ciò vale solo, se siamo figli ( ) di Dio (Romani 8, 17). Solo un figlio di Dio, infatti, può entrare in questo nuovo mondo, si può avvicinare al Dio santo ed eterno. Gli altri non solo rimangono fuori, ma dovranno trascorrere leternità lontano da Dio, nella perdizione. E vero, la fine del mondo non si può impedire, però ci possiamo preparare, possiamo decidere noi, oggi stesso, dove vogliamo passare leternità: vicini a Dio o molto lontani da Lui. Giovanni, nel suo vangelo, scrive, parlando di Gesù Cristo: Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1, 12 13) E molto chiaro! Chi crede in Gesù Cristo, chi lo riceve, accettandoLo come Salvatore e Signore, chiedendoGli perdono, è salvato e diventa un figlio di Dio ! Chi prende questa decisione, non dovrà più avere paura della fine del mondo, perché sa che dopo, lo aspetta uneternità meravigliosa nella presenza di Dio! E tu? Hai già questa certezza? ___________________________________________
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