Le migliori
scuse per non andare al lavoro Il sito americano, il Careerbuilder.com propone tanti suggerimenti utili per costruire la carriera. Offre una vasta scelta di siti con proposte di lavori dogni tipo e per chi è disoccupato, questo è senzaltro un importante punto di riferimento.Ultimamente però ha pubblicato un elenco del tutto diverso, infatti, non si tratta di offerte di lavoro, bensì dellelenco di scuse che 2500 dipendenti, su 5000 intervistati, hanno usato come motivazione per non essersi presentati al posto di lavoro.Già il fatto che siano in un numero così alto fa capire di quanta fantasia è capace luomo quando deve giustificarsi: tra loro infatti cè chi ammette apertamente di essere stato troppo ubriaco per presentarsi al lavoro, mentre un altro afferma di essere stato morso da una mucca. Altri invece sostengono di essere troppo grassi per indossare i pantaloni da lavoro e senza di questi, giustamente, non possono fare nulla. Infine qualcuno ha comunicato addirittura di non essere potuto andare al lavoro perché gli erano cadute le chiavi nel gabinetto ! E una notizia che in un primo momento sembra divertente e ci fa sorridere un po. E davvero incredibile quante strane ed assurde scuse può tirar fuori chi ha poca voglia di lavorare, ma questa notizia fa anche riflettere, perché, pensandoci bene, bisogna dire che quella di giustificarsi è una caratteristica che, in fondo in fondo, ha ogni essere umano! Ammettere uno sbaglio o chiedere addirittura scusa per un certo comportamento, non è qualcosa che viene facile, anzi! Si cerca invece di dare la colpa a qualcun altro, di trovare una spiegazione per il nostro modo di agire. Di questo ci parla anche la Bibbia, che racconta episodi di vita di uomini che hanno trovato scuse per non aver compiuto il proprio dovere e, già nelle pagine iniziali ci presenta la storia di Adamo ed Eva che, nel giardino di Eden, hanno commesso la prima trasgressione e hanno cercato delle attenuanti per lo sbaglio commesso. Leggiamo. Quando Dio
chiese a Adamo una spiegazione, dicendo: Questi gli
rispose: E la donna si difese con queste parole: Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato. (Genesi 3: 11-13). Il problema era che riconoscevano il loro peccato, anzi, sapevano molto bene di aver sbagliato, ma non lo volevano ammettere, cercavano di dare la colpa a qualcun altro: Adamo alla donna, la donna al serpente. Questo atteggiamento tipicamente umano è rimasto fino ad oggi, non è cambiato niente, la storia dell'uomo è piena di fatti di persone che hanno sbagliato e che hanno sempre cercato le colpe negli altri, nelle circostanze, e mai in se stessi. E un metodo che non può funzionare e la Bibbia ci spiega il perché. Tramite il profeta Geremia, per esempio, Dio ci dice: Sono io soltanto un Dio da vicino», dice il SIGNORE, «e non un Dio da lontano? Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto in modo che io non lo veda?» dice il SIGNORE. «Io non riempio forse il cielo e la terra?» dice il SIGNORE. (Geremia 23: 23-24) Tocca a te decidere cosa fare, come reagire. Puoi continuare a cercare delle scuse ma non riuscirai mai a diventare libero, oppure puoi confessare le tue colpe e dire come Davide: Beato l'uomo
a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è
coperto!
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