Le schiave
di Yellamma ______________________________________________________ Secondo uno
studio condotto dallAssociazione razionalista
indiana, il 30 per cento delle bambine che si
prostituiscono a Bombay lo fa per esaudire un dovere
religioso. Provengono tutte dalla casta degli
Intoccabili e oltre il 70 per cento delle piccole inizia
la professione prima di raggiungere i 14 anni di età.
Sono delle devadasis consacrate alla dea Yellamma. Lestrema povertà spinge, allora, i genitori a vendere le figlie, pur di liberarsi di una bocca che altrimenti sarebbe difficilissimo sfamare. Alcune madri
arrivano a creare uno jat artificiale, sfregando un
ciuffo di capelli con acqua, curcuma e olio. Nel caso la
propria figlia sia prescelta, madri e padri sanno che il
loro livello di vita migliorerà, perché una pur misera
parte dei guadagni della bambina sarà loro versata.
Dovranno solo dare il loro nome ai futuri nipotini. Questo articolo di Pace-reporter ci proietta in un mondo dove la miseria e la povertà sociale generano comportamenti, che la nostra cultura cristiana occidentale reputa biasimevoli, anche se poi, in un certo qual modo, ne gode i vantaggi. Dico questo in relazione al turismo sessuale di cui parla larticolo. Ma non voglio esaminare questo argomento che ampiamente viene affrontato da sociologi ed esperti competenti, voglio invece fermarmi un momento a considerare quanto la nostra cristianità, se vissuta in modo coerente, ci liberi stili di vita che umiliano la dignità umana. Parlo delle piccole schiave di Yellamma, costrette fin dalla più tenera età a darsi alla prostituzione per soddisfare il bisogno del cibo, diritto negato (purtroppo) a troppe popolazioni. Non giudico la miseria estrema che spinge le madri a dar via le proprie figlie, ma considero il fatto che il 30 per cento delle bambine che si prostituiscono a Bombay lo fa per esaudire un dovere religioso. Dea crudele questa Yellamma, che costringe piccole creature a vendere il proprio corpo per soddisfare le sue pretese, e anche dea bugiarda poiché promette la vita eterna a chi si impegna a trovare altre novizie. Non posso fare a meno di pensare al privilegio che invece, il nostro Dio, il Padre di Gesù Cristo, riserva a tutti coloro che lo servono e che lo onorano con la propria vita. Egli infatti ci offre la vita eterna come un dono gratuito. Non dobbiamo pagare alcun prezzo per poterla ricevere, perché lunico prezzo lo ha pagato Gesù Cristo morendo sulla croce. Lapostolo Paolo nella sua lettera ai Romani scrive: il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.(Romani 6:23) La vita eterna, dunque, è un dono che può ricevere chiunque riconosca Cristo come suo Signore e Salvatore, ma non solo, perché Egli ci offre anche la libertà dalla schiavitù del peccato. Nel vangelo di Giovanni leggiamo queste sue parole: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Se dunque il figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:34, 36) Che differenza tra il nostro Dio e Yellamma! Egli ci ama così tanto che in suo Figlio ci offre la libertà. Libertà dal peccato! Quel peccato che domina il mondo e a cui ogni essere umano è sottomesso, e che spesso conduce a situazioni aberranti come quella che abbiamo considerato. Dunque, non più schiavitù, ma libertà e nessun prezzo da pagare perché la vita eterna è un dono! Non pensate anche voi, come me, che il nostro Dio è un Dio meraviglioso? ______________________________________________________________________________
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