Il giorno del riposo
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“Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo”

Queste parole pronunciate da Dio sul monte Sinai mentre dava a Mosé i comandamenti che dovevano servire al popolo come guida, sono tornate urgentemente attuali nella nostra società.

In Vaticano il cardinale Ruini è preoccupato per la trasformazione dei «modelli e degli stili di vita» degli italiani.

“È tempo di tornare a santificare le feste”, ha annunciato il cardinale, che alla fine di giugno ha aperto i lavori di un convegno europeo dal titolo «Ora et labora», come raccomandava San Benedetto.

Il presidente della Cei ha affidato al Censis un'indagine sulla domenica degli italiani. I dati sono espliciti: il 57,8 per cento degli intervistati si è dichiarato cattolico praticante ma di questi solo il 21,4 per cento va in chiesa tutte le domeniche, mentre il 68,4 per cento degli italiani si è detto favorevole all'apertura domenicale dei negozi e tra questi, il 30 per cento, afferma che fare acquisti è un modo divertente per trascorrere il giorno di festa.

Lo storico Giorgio Rumi, intervistato da Panorama lancia un allarme:

«I grandi centri commerciali, tempio del consumismo, stanno sostituendo le chiese».
«Dobbiamo riscoprire il senso del limite in ogni dimensione dell'esistenza» spiega il presidente delle Acli, Luigi Bobba: «Limite nell'uso della scienza, limite nei consumi, limite nell'uso del tempo».

Il mondo cattolico è in agitazione, ed hanno perfettamente ragione coloro che sono preoccupati per questo fenomeno in rapida espansione, il materialismo che impregna la nostra società, sta velocemente togliendo spazio a tutti quei valori che sono il vero senso dell’esistenza.

E il settimo giorno torniamo al riposo”, suggerisce il titolo dell’articolo di Panorama, lasciamo, per un giorno alla settimana, tutte quelle attività che non appartengono allo spirito e dedichiamo a Dio la domenica.

Non posso che essere d’accordo con questo appello; è vero, è assolutamente importante che l’uomo torni a riservare esclusivamente a Dio una parte del suo tempo. Se volgiamo lo sguardo intorno a noi o se prestiamo attenzione ai fatti di cronaca, ci accorgiamo che il male sta dilagando a dismisura, l’uomo è sempre più lontano da Dio, non lo teme più, è dominato dall’egoismo, è attaccato ai beni materiali, per avere i quali è disposto a tutto.

Nella Bibbia, che è la Parola di Dio, sta scritto: “Date al Signore la gloria dovuta al suo nome; adorate il Signore con santa magnificenza”. (Salmo 29:2)

Al giorno d’oggi questo insegnamento è stato messo da parte come inutile, obsoleto, c’è l’uomo al centro dell’esistenza, i suoi bisogni, le sue priorità.

Dio è diventato superfluo!

Come fare allora per ritornare a Lui e ritrovare il desiderio di adorarlo?

Basta chiedere che i negozi vengano chiusi la domenica?

Basta promuovere una campagna per un ritorno alle pratiche religiose?

No, non basta!

Il cardinale Ruini dimentica una cosa molto importante, infatti non è sufficiente “richiamare all’ordine” i fedeli e incoraggiarli a riprendere la frequenza delle funzioni domenicali, perché il cambiamento più importante, quello che davvero dà una svolta alla vita e che ci permette di ritornare a Dio, deve avvenire dentro il nostro cuore.

L’apostolo Paolo, nella sua lettera ai Corinzi scriveva:

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2 Corinzi 5:17)

Cristo, dunque, è la strada per il cambiamento!

E’ Lui, infatti, che morendo sulla croce e pagando il prezzo dei nostri peccati, ci ha liberato dalle catene che ci tengono stretti al male e lontani da Dio.

A chi accetta Cristo come Salvatore e Signore, Dio fa una promessa, infatti Egli dice:

Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.”(Ezechiele 36:26)

E’ con questo nuovo cuore che potremo ritrovare il giusto atteggiamento verso Dio e, finalmente, aspettare con gioia il giorno del riposo, per santificarlo!

 

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