Il senso del rimorso


E' successo in Texas.

Una sera di marzo, Dan Leach, un ventunenne americano, entra in una stazione di polizia. Fin qui niente di straordinario. Ma Dan Leach non si presenta per denunciare qualcuno o per testimoniare contro qualcuno. No, egli si presenta per confessare un delitto molto grave, un omicidio. Confessa di avere ucciso, il 18 gennaio scorso, Ashley Nicole Wilson di soli 19 anni.

Ma che cosa lo ha spinto ad un passo del genere? Delle prove evidenti che non gli hanno più lasciato la possibilità di scampare o negare? No, per niente. Fino ad allora, la morte della giovane era stata archiviata come suicidio mediante impiccagione. Probabilmente nessuno avrebbe mai scoperto il vero colpevole, anzi nessuno avrebbe mai cercato un colpevole, Leach avrebbe potuto continuare la sua vita senza aver paura di essere scoperto.

Allora, come mai questa confessione?

Il motivo è stato un film, un film molto discusso in questi giorni : "The passion of Christ" di Mel Gibson. E' stata la visione di questa pellicola e il rimorso che Leach ha provato come conseguenza che l' hanno spinto alla confessione.

E' difficile spiegare oppure comprendere che cosa Leach abbia veramente provato, sentito e capito quella sera. Ma possiamo fare delle supposizioni.

"The passion of Christ" racconta le ultime dodici ore della vita di Gesù Cristo, si parla di un evento storico, ma soprattutto di violenza, di sofferenze, di dolori, di sangue, di morte....

Nella Bibbia ci viene descritto quanto era crudele e doloroso il modo in cui è morto Cristo, ma soprattutto troviamo il vero significato della passione di Cristo, il vero motivo, la vera causa della sofferenza e della morte di Cristo: i nostri peccati.

"Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava (...) egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce." (1 Pietro 2, 23-24)

Questo versetto ci fa capire che la morte di Gesù non è stato un errore giudiziario e che non è morto perché colpevole di qualche reato. Gesù, il Figlio di Dio, che non ha mai peccato, è morto per i nostri sbagli, i nostri peccati e la Bibbia ci spiega quanto essi siano gravi: così gravi che non c'era nessun altro modo per salvarci se non la morte crudele del Figlio di Dio.

Forse era quello che Dan Leach ha capito quella sera: quanto è grave il peccato, così grave, che ci separa eternamente da Dio, e questo non vale solo per un omicidio o per una rapina in banca, no, vale per ogni peccato.

Ogni peccato ci separa dal santo Dio e solo l'opera di Gesù Cristo ci può salvare.

La Bibbia ci spiega anche come:

"Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1 Giovanni 1,9)

Dan Leach ha confessato il suo peccato davanti a poliziotti, davanti agli uomini, ma questo non lo salva dalle conseguenze eterne della sua colpa.

Bisogna confessare ogni nostra colpa davanti a Dio, credendo in quello che Cristo ha fatto per noi e accettando Lui come Salvatore e Signore.

Se Dan Leach farà questo passo, e come lui tutti coloro che non sono a posto davanti a Dio, potranno sperimentare il perdono dei peccati e l'amore di Dio nella proprio vita.

S.W.

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