La scienza del rimandare

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Quando avete qualche compito “antipatico” da svolgere, sia a casa che al posto di lavoro, come reagite? Lo affrontate subito, così non ci pensate più? O avete la tendenza a rimandare fino all’ultimo? Proprio di questo secondo atteggiamento si occupa un attuale articolo su “Focus.it”:

La scienza del rimandare. Rimandare a domani quello che si può fare oggi, l’abitudine è più diffusa di quanto si pensi.

Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: i nostri nonni, pur se digiuni di psicologia e scienze sociali, ce lo hanno sempre consigliato. Ma oggi i procrastinatori di tutto il mondo hanno dalla loro parte una ricerca che spiega dal punto di vista scientifico i motivi che spesso ci spingono a prendercela comoda. L’autore di questo originale studio è Piers Steel, docente della Haskayne School of Business presso l’università di Calgary (in Canada) e considerato uno dei massimi esperti al mondo sul tema della procrastinazione. Dopo oltre 10 anni di ricerche, l’illustre professore ha pubblicato un corposo studio su questo argomento, arrivando a interessanti conclusioni.

(…) Secondo Steel chi continua a rimandare azioni e decisioni ha poca fiducia in se stesso e aspettative molto basse sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo. (…) Altri fattori caratteriali che spingerebbero “a rimandare a domani” sarebbero l’assenza di motivazione, la scarsa impulsività e la poca capacità di concentrazione. Non tutti i ritardi sono comunque da considerare come procrastinazioni: il vero “rimandatore” è, infatti, assolutamente convinto che sarebbe meglio mettersi subito al lavoro, ma non riesce a cominciare.
Steel stima che il 15-20% della popolazione sia composto da procrastinatori: se questo dato fosse confermato, il fenomeno implicherebbe costi sociali molto elevati. Scarse performance professionali, ritardi nei pagamenti e un rallentamento generale dell’attività economica sarebbero solo alcune delle conseguenze immaginabili.

In poche parole: non conviene mai rimandare qualcosa: ne risulta sempre un danno.

Anche la Bibbia ci parla di una persona che ha rimandato qualcosa: si chiamava Felice, ed era governatore in Giudea. Doveva esaminare il caso dell’apostolo Paolo, che era stato arrestato con false accuse. Il racconto della Bibbia dice quanto segue:“Dopo alcuni giorni Felice, venuto con sua moglie Drusilla, che era ebrea, mandò a chiamare Paolo, e lo ascoltò circa la fede in Cristo Gesù. Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: «Per ora va'; e quando ne avrò l'opportunità, ti manderò a chiamare». Trascorsi due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice, volendo guadagnare il favore dei Giudei, lasciò Paolo in prigione.” (Atti 24:24-25; 27)

Paolo aveva parlato a Felice della sua fede in Gesù Cristo: il suo messaggio era sempre lo stesso, in tutte le sue prediche, in tutte le sue lettere. Parlava dell’uomo peccatore che come tale non poteva presentarsi davanti a Dio, non poteva stare alla Sua presenza, e che andava incontro al “giudizio futuro”, al giudizio divino. Parlava però anche del Dio d’amore, che voleva salvare l’uomo e che per questo aveva mandato suo Figlio Gesù Cristo sulla terra per morire sulla croce, per pagare così per il peccato di tutta l’umanità. Chi, allora, avesse accettato questo dono e chi, ancora oggi, lo accetta è salvato, non viene più in giudizio. Però, dipende da una decisione personale che va presa in tempo, su questa terra, dopo la morte sarà troppo tardi…

Felice aveva sentito questo messaggio. Sapeva del pericolo, del giudizio di Dio, infatti, leggiamo che si “spaventò”, e sapeva anche della possibilità di essere salvato per la fede in Cristo Gesù. Però, non prese nessuna decisione, la rimandò… Non sappiamo il perché…però il tempo passa… e poi Felice non è più governatore, non ha più contatto con Paolo. Se aveva ancora la possibilità di sentire il messaggio di Cristo, se aveva ancora tempo per prendere una decisione, non si sa, fatto sta, che la Bibbia non ci dice niente di questo…

E’ rischioso rimandare pagamenti perché ne può risultare un danno economico, è rischioso rimandare lavori perché si va incontro a una scarsa performance professionale, le quali possono durare per breve o lungo tempo… rimandare una decisione per Gesù, però, può avere conseguenze gravi ed eterne!

Chi non decide per Lui va incontro al giudizio divino, chi invece lo accetta nella Sua vita, avrà davanti a sé un’eternità alla Sua presenza.

E tu? Vuoi ancora rimandare?

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