La distribuzione della ricchezza mondiale ______________________________________________________
ll 2% della
popolazione adulta del mondo possiede oltre la metà di
tutta la ricchezza mondiale questo è quanto risulta
da uno studio condotto dal World Institute for
Development Ecomonics Research delle Nazioni Unite
(Unu-Wider) che ha sede a Helsinki. In realtà esistono forti differenze da nazione a nazione: in testa si collocano il Giappone con una media ponderata di 181.000 dollari e gli Stati Uniti con 144.000, mentre la stima per lItalia è di 98.000 dollari. In fondo alla classifica si pongono lIndonesia (1.400 dollari) e lIndia (1.100). La concentrazione della ricchezza allinterno dei paesi, pur variando da nazione a nazione, è comunque anchessa in generale molto elevata. Il 10% più ricco della popolazione adulta possiede in Cina il 40% della ricchezza nazionale, mentre negli Stati Uniti arriva al 70%. Il rapporto completo è scaricabile dal sito dell'Unu-Wider. Sono percentuali da scandalo. Immaginiamo una torta con 100 fette e 100 persone. 2 di queste mangiano oltre 50 fette di torta, tanti altri si devono spartire le rimanenze e altri ancora invece non arrivano nemmeno a mangiare una fetta per intero....ecco questa è la situazione reale nel nostro caro pianeta... tanto cibo... tanto spreco e invece che una bella festa viviamo un dramma quotidiano. Forse non per noi...non per te che stai leggendo o per me che scrivo, ma se solo aprissimo gli occhi sul mondo reale saremmo sovrastati dalla tristezza di questa esistenza. Alcuni economisti definiscono la ricchezza come valore di tutte le risorse di una famiglia (incluse le capacità umane), altri come equivalente al reddito monetario. Un americano (USA) ha così un patrimonio di quasi $ 150.000 e un giapponese di $ 180.000, mentre in India, il patrimonio procapite, è di soli $ 1.100. Per alcuni paesi i dati mancano, ma risulta evidente che la ricchezza è distribuita in modo diseguale. A volte avere a disposizione un patrimonio, un capitale, delle risorse, è inutile. Come può essere vano e frustrante lavorare duro per produrre, alla fine, niente di significativo. La Parola di Dio dice: Il campo lavorato dal povero dà cibo in abbondanza, ma c'è chi perisce per mancanza di equità. (Prov 13,23). Sarebbe bene fare attenzione a non usare le Scritture come manifesto di ideologie umane che sono lontane dal risolvere il problema della povertà alla radice. La Parola invece ne contempla l'esistenza, e dà costantemente la soluzione in Dio: elargitore di beni...soccorritore dei poveri...degli afflitti. La soluzione sta nel Creatore dell'Universo. A Lui dovremmo guardare per avere un mondo più giusto. Chissà quante volte ci è capitato di accusare Dio per le ingiustizie del pianeta....ma, realizziamo che siamo noi che stiamo vivendo senza affidarci al Proprietario di queste ricchezze? Tutto ciò che vediamo e soffriamo è a causa della nostra lontananza da Dio. Già nella caduta, luomo è avvicinato e tentato per mezzo della creazione materiale, che a sua volta diventa trampolino per lincredulità, la disobbedienza e la ribellione. Se solo l'intera umanità tornasse a Dio potremmo sperimentare la gioia di una Terra almeno in sintonia con i Principi divini. Ma la triste realtà è che l'umanità...tu stesso che leggi, forse non intendi scoprire l'amore di Dio. Da quanto è che non guardi in alto? Non alle nuvole...ma più su delle stelle...ancora più in alto di esse.....DENTRO AL TUO CUORE. Fai di Dio la ragione della tua esistenza. Egli ti chiama...ti cerca. Oggi hai 3 possibilità: IGNORARLO COME FANNO MOLTI, ODIARLO COME FANNO ALCUNI, OPPURE RICONOSCERE CHE SEI QUI E CHE VIVI GRAZIE A LUI E CHE IL TUO CUORE NON RIPOSERÀ MAI FINO AL GIORNO IN CUI NON LO CERCHERAI CON TUTTO IL TUO CUORE E NON LO INVITERAI AD ENTARE NEL TUO CUORE.
Se farai questo passo, credendo in Cristo, vedrai la realtà con occhi nuovi e allora capirai che non è Dio che sta causando questa sofferenza. ______________________________________________________________________________
|