Il responso degli dei


Siamo giunti al termine di un altro anno e puntualmente i media ci propongono le predizioni che maghi, astrologi, sette e riviste di settore mettono a disposizione di coloro che sperano in un nuovo anno migliore o nella realizzazione di un loro desiderio.

Un lucroso affare da 5 miliardi di euro che vede coinvolte circa 3 milioni di famiglie, come afferma l’indagine della rivista Quark.

Ma perché l’uomo crede agli oroscopi ed è affascinato dal presunto potere delle stelle?

“ L’uomo ha sempre sentito il bisogno di qualcuno con cui parlare dei propri problemi” spiega Alberto Marzocco, docente di Psicologia del Pensiero presso l’Università di Padova “ (…) Sembra assurdo ma credenze irrazionali possono essere funzionali alla sopravivenza dell’individuo. Nel momento in cui la ragione mi inchioda a una situazione difficile da affrontare, l’irrazionale può essere una via di fuga per salvarmi l’anima. Il modo più semplice per trovare un appoggio immediato è affidarsi a un’autorità superiore che ci indica la strada e ci solleva dalle responsabilità. (…) Se l’oroscopo mi è servito per risolvere una situazione problematica (che ho risolto, ma non certo per merito delle stelle), cercherò più spesso questo tipo di appoggio in situazioni analoghe. L’irrazionalità – conclude Marzocco - sta nel credere che siano state le stelle a determinare il mio successo.”

Già 4.000 anni fa i Sumeri studiavano le stelle, troviamo scritto sulla rivista Quark, e consideravano gli astri come la manifestazione visibile degli dei. La volta celeste era pensata come un moderno schermo in grado di trasmettere messaggi cifrati inviati dagli dei all’uomo per guidarlo nella vita. Codice di questi messaggi erano le posizioni reciproche degli astri. Erano gli dei, quindi, e non le stelle, a inviare i segnali che poi gli astrologi credevano di leggere osservando il firmamento.

Come ben vediamo, l’uomo ha da sempre sentito il bisogno di trovare, in un’entità superiore, una guida per la sua vita, qualcuno o qualcosa che potesse ascoltare e risolvere i suoi problemi.

Ma se le stelle non hanno alcun potere, perché sempre più persone affidano se stesse a previsioni astrologiche, il cui contenuto informativo tende allo zero e sono scritte da persone abili a sfruttare il funzionamento cognitivo della mente umana?

La risposta la possiamo trovare nell’esortazione che l’apostolo Paolo scrisse ai credenti della chiesa di Efeso, “non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore.”

E’ il peccato che ha ottenebrato l’intelligenza umana e non permette all’uomo di volgere il suo cuore a Dio, il Creatore, l’Eterno, Colui al pari del quale non c’è nessuno; infatti è solo in Dio che l’uomo può trovare tutto ciò che cerca, ma non riesce a vederlo a causa del suo cuore indurito. E’ come se un velo gli oscurasse la vista e l’uomo è costretto a brancolare nel buio della sua ignoranza senza trovare soluzione e scivolando inesorabilmente verso un abisso dal quale non c’è risalita.

Chi può squarciare quel velo?

Chi può restituire all’uomo la chiara visione del proprio futuro?

Nella seconda Epistola ai Corinzi leggiamo: “(…) è in Cristo che esso (il velo) è abolito (3:14).

Cristo Gesù è venuto sulla terra circa 2000 anni fa per portare all’uomo un messaggio di speranza da parte del Padre. Egli disse di sé stesso: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”

Solo in Gesù possiamo trovare le nostre risposte, in Lui è la soluzione dei nostri bisogni, non abbiamo bisogno di consultare gli astri o di affidarci a coloro che praticano le arti divinatorie, perché esse sono tutte falsità.

Torniamo a Dio, a Colui che ha creato ogni cosa, a Colui al quale anche le stelle obbediscono: la via è Gesù.

Quando riconosciamo il valore del sangue di Cristo versato per i nostri peccati sulla croce, solo allora “il velo sarà rimosso” e potremo vedere chiaramente attraverso la Parola i pensieri di Dio per noi, il suo amore e la sua cura.

Il nostro futuro riposa nelle Sue mani, affidiamoci a Lui con piena certezza e come il salmista potremo lodare dicendo:

 

“Il Signore è il mio riparo, e il mio Dio è la rocca in cui mi rifugio.” Salmo 94:22

F.F.

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