La via per il
"Regno dei Cieli"
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E uscito
venerdì, 6 maggio, il nuovo film del registra Ridley
Scott dal titolo Kingdom of Heaven
- Regno dei cieli. Con questa sua nuova opera
Scott spera di poter ripetere il successo che ha avuto
con il Gladiatore, premiato con cinque Oscar
nel 2001. Anche questo film è di carattere storico, si
parla infatti delle crociate, un tema usato spesso in
diverse pellicole.
In una fredda giornata dinverno del 1184 il fabbro
Balian di Ibelin, interpretato da Orlando Bloom, viene a
conoscenza di essere il figlio illegittimo di un crociato
influente, così per sfuggire ad una vita di miseria e di
problemi, anche lui, insieme ad altri cavalieri, parte
per Gerusalemme. Lì però finisce in una rete di
intrighi politici tra il re di Gerusalemme, malato a
morte, e un gruppo di nobili.
Le critiche sul film non sono molto positive, anche se si
sottolinea nuovamente il talento di Scott per le
inquadrature sul paesaggio e per le scene di
combattimento. Ciò che viene contestato riguarda il
contenuto della pellicola, che si sofferma su stereotipi
presentando le crociate come un dovere santo del
cristiano, mentre, storicamente, sappiamo che uno
dei principali motivi di queste guerre era il desiderio
di nuove terre e maggior potere da parte dei crociati.
Le crociate sono ricordate sopratutto per la loro crudeltà,
lesaltazione dei soldati, le vittorie e le
sconfitte
. Se ne è fatto un gran parlare nei vari
film, nei libri di storia, nelle lezioni a scuola e
sappiamo che il vero motivo per cui in così tanti erano
disposti ad andare in guerra, a sopportare tante
sofferenze e, spesso, anche a morire, non era soltanto il
possibile guadagno di onore, potere o territori, ma anche
una promessa fatta dalla chiesa, e cioè, che chi
avesse dato la sua vita per questa guerra santa,
avrebbe ricevuto in cambio la vita eterna.
Oggi sono in molti a sostenere che la chiesa, al tempo,
abbia fatto una falsa promessa, in quanto non poteva
garantire ciò che non esiste.
Ma, è proprio così?
No, o almeno, lo è solo in parte, perché il regno
dei cieli o il paradiso che
viene chiamato nel film di Scott, esiste
veramente! Non è invenzione o una trappola per
catturare dei fedeli innocenti. E una realtà!
E non è garantita dalla
chiesa, dai sacerdoti o da qualche altro uomo, ma da
Dio stesso nella Sua parola, la Bibbia.
Nei Vangeli leggiamo alcune volte la seguente frase:Il
regno dei cieli è vicino. (Matteo 3, 2),
e questo significa che esso esiste veramente e non è
lontano, è raggiungibile, è un luogo
nel quale ognuno di noi può accedere. E un posto
bellissimo, di eterna felicità e, soprattutto, cè
la presenza di Dio.
La Bibbia ce lo descrive così:
Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco
il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con
loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con
loro e sarà il loro Dio.
Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà
più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore,
perché le cose di prima sono passate». (Apocalisse
21:3-4)
Ma come si può arrivare in un tale luogo? Certamente non
partecipando a delle crociate, o morendo in una guerra
santa. E proprio lì lo sbaglio!
Con nessuno sforzo umano, con nessunopera si può
entrare nel regno dei cieli! Davanti a Dio ogni
uomo è peccatore e come tale non si può
avvicinare a Lui, ed entrare nella Sua eterna
presenza.
Paolo scrivendo alla chiesa di Corinto, dice:
Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il
regno di Dio? Non v'illudete; né fornicatori, né
idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né
ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né
rapinatori erediteranno il regno di Dio. (1
Corinzi 6:9-10)
E lautore dellApocalisse aggiunge:
Ma per i codardi, gl'increduli, gli
abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni,
gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà
nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte
seconda». (Apocalisse 21: 8)
Non cè alcun dubbio: luomo peccatore
non può entrare nel regno dei cieli. La porta
è chiusa, non solo per gli omicidi, ma anche per chi
dice le bugie, ruba o pensa male di qualcun altro. Allora
non cè alcuna speranza per luomo?
Si, cè una speranza, lo spiega Gesù mentre si
rivolge ai farisei, il gruppo religioso più importante
dellepoca, e dice:
Io vi dico in verità: I pubblicani e le
prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio.
(Matteo 21, 31)
Come mai Gesù sostiene che delle persone come i
pubblicani, conosciuti come imbroglioni, e le prostitute,
sarebbero entrate nel regno di Dio, mentre i capi
religiosi no? Dal contesto risulta chiaro il perché: i
primi si erano pentiti, mentre i farisei no.
Se uno entra nel regno di Dio, se riceve la vita eterna,
questo non dipende dalle buone opere che fa, nemmeno dallappartenenza
ad una chiesa, ma solo ed esclusivamente dal fatto che
riconosce il suo stato di peccatore perduto e si
rivolge a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, chiedendogli
perdono. Chi fa questo sarà salvato, i suoi
peccati saranno perdonati e riceverà la vita eterna.
La via per il regno dei cieli è aperta, è Gesù
Cristo stesso!
Credi in Lui, rivolgiti a Cristo, ed potrai trascorrere leternità
nella presenza di Dio!
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