Il trasloco di un re egiziano ______________________________________________________

La maggior parte di voi avrà traslocato almeno una volta e di conseguenza conosce tutte le fatiche collegate ad esso. Bisogna procurare delle scatole, impacchettare tutto bene così che niente si rompa, caricare e scaricare, piazzare mobili, pulire, risistemare… Sì, trasferirsi implica tanta fatica, richiede molta energia e, possibilmente, molte persone che gentilmente diano una mano…

In questi giorni, più precisamente il 25 agosto, c’è stato però un trasloco davvero particolare: non solo erano coinvolte tante persone per aiutare, ma, l’evento addirittura è stato filmato da tutte le televisioni del paese! Stiamo parlando del “trasloco” di “Sua maestà” re Ramsete II, faraone d’Egitto, o meglio, della sua statua.

Questa imponente costruzione è stata scoperta nel 1883 a Memphis e dal 1954 si trova su una piazza del Cairo, da dove adesso è stata trasferita nella la sua nuova “casa” che sarà la zona del Grand Egyptian Museum. I motivi, così informa “Il Corriere della Sera” sono dovuti a “l’inquinamento invasivo della città africana (tra le più inquinate al mondo), che rischia di corrompere il monumento”.

Un evento spettacolare, con tante telecamere e la presenza dell’esercito, ci doveva essere anche una cerimonia, che è “stata cancellata per rispetto della situazione in Libano”. Procedura di trasloco dunque “degna” di un re così grande come Ramsete II del quale viene detto che è “uno dei Grandi della storia, sicuramente il faraone più conosciuto. Il suo regno fu grande e durevole (dal 1279 al 1212 a.C.) e passò alla storia soprattutto per la guerra contro gli Ittitii, nella battaglia di Kadesh e per aver trasferito la capitale da Tebe alla zona del Delta (…). Grande guerriero, ma anche uomo di pace. Fu un grandissimo costruttore.

Un re potente, glorioso, straordinario, Ramsete II, non c’è dubbio. E, come dimostra l’articolo de “Il Corriere della Sera”, ancora oggi riceve tanto onore. Con una differenza però: adesso che di lui sono rimaste solo una mummia, un’ enorme statua del peso di ben 125 tonnellate, e qualche edificio che ha fatto costruire, tutti questi onori gli valgono ben poco. Morto ormai da più di 3000 anni non può più usufruire della sua ricchezza o dell’ammirazione della gente, e neanche più esercitare il potere, sono altri adesso che decidono che cosa fare di lui, o meglio, della sua statua.

Ramsette II condivide il suo destino con numerosi altri personaggi di “alto rango”: faraoni, re, capi di governo, politici, ma anche attori, cantanti, calciatori… persone che una volta erano potenti, ricche, ammirate, ora tutto ciò è passato, sono diventate “storia”, altro non è rimasto di loro. Magari se ne parla ancora nei libri, si va a visitare i loro monumenti o alcuni tifosi si ricordano ancora dei loro beniamini. Ma la loro gloria, la loro potenza non esiste più.

C’è un solo re per il quale tutto ciò non vale, che non ha mai perso il suo potere e che non è mai morto: Dio. La Bibbia Lo descrive in tanti modi.

L’apostolo Paolo parla del “Re eterno, immortale, invisibile”, dell’”unico Dio”, al quale “siano onore e gloria nei secoli dei secoli” (1 Timoteo 1:17).

E il Salmo 47 dice così:

Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un inno solenne. Dio regna sui popoli; Dio siede sul suo trono santo. (…) A Dio appartengono i potenti della terra; egli è l'Altissimo.” (Salmi 47:7-9)

La potenza di Dio è infinita! Essa non è limitata ad una sola nazione, come può essere l’Egitto, ma si espande su ogni paese e su ogni essere umano della terra. E non dura soltanto per un certo periodo di legislatura, perché essa non ha né inizio né fine, è eterna!

Come dobbiamo reagire noi uomini di fronte a questa potenza?

C’è un solo modo: riconoscerla, riconoscere Dio per quello che è: il sovrano della terra, della natura, dell’umanità intera, ma anche della mia e della tua vita, così come leggiamo nel Salmo 95:

Poiché il SIGNORE è un Dio grande, un gran Re sopra tutti gli dèi. Nelle sue mani sono le profondità della terra, e le altezze dei monti sono sue. Suo è il mare, perch'egli l'ha fatto, e le sue mani hanno plasmato la terra asciutta. Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al SIGNORE, che ci ha fatti.” (Salmo 95:3-6)

Purtroppo sono poche le persone che riconoscono Dio come Signore nella propria vita, ma prima o poi ognuno dovrà ammettere che Dio è il sovrano. Chi lo accetta già adesso, chi si sottomette volontariamente alla Sua guida e potenza, scoprirà che Dio non è soltanto potente e grande, ma anche amore, e che nonostante la Sua grandezza si è avvicinato a noi nel Suo Figlio Gesù Cristo, che ci vuole perdonare, dare la vita e aiutarci in ogni circostanza della nostra esistenza.

Si, chi riconosce Dio come Signore, troverà in Lui non solo un Re, ma anche un Padre amorevole, e potrà dire:

Il SIGNORE è il nostro giudice, il SIGNORE è il nostro legislatore, il SIGNORE è il nostro re, egli è colui che ci salva.“ (Isaia 33:22)

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