Le cellule staminali
la soluzione per le malattie?
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E’ davvero una questione molto complessa, quella della procreazione assistita. Da tutte le parti arrivano notizie, si sentono commenti e, soprattutto, opinioni diverse, addirittura opposte.

C’è chi è assolutamente contrario e fonda “comitati per la vita” che consigliano di dire un “no” chiaro a tutti i cambiamenti nei confronti della legge 40, astenendosi dal referendum del 12 giugno.

Altri invece sottolineano quelli che secondo loro sono i pregi, i vantaggi della fecondazione artificiale, e cercano di spiegare le loro ragioni.

Una di queste è collegata strettamente al terzo quesito del referendum con il quale si desidera l’abolizione del divieto di sperimentazione sugli embrioni umani. Questo, così si sente spesso dire, sarebbe un grande passo avanti, darebbe spazio alla ricerca scientifica per nuove scoperte nel campo della medicina per rendere possibile, un giorno, la guarigone da malattie come il diabete o anche il morbo di Alzheimer.

Sembrano delle promesse bellissime, non è vero?

Ma, in pratica, che cosa significa tutto ciò? Come si svolgono questi metodi?

Facciamocelo spiegare da un esperto, lo scienziato Angelo L. Vescovi, uno dei più importanti studiosi di questo campo. In un suo articolo, sul Foglio di gennaio di quest’anno, leggiamo:

Una delle ragioni alla base dello scontro sulla legge che regolamenta la produzione di embrioni umani riguarda la possibilità di utilizzarli al fine di isolare cellule staminali embrionali pluripotenti. Essendo queste cellule in grado di produrre qualunque tipo di cellula matura dei tessuti del nostro organismo, esiste la possibilità che le cellule staminali embrionali possano essere utilizzate per lo sviluppo di numerose terapie rigenerative ad oggi incurabili, quali il diabete, il morbo di Alzheimer, eccetera.

Dunque, lo scopo principale, sarebbe quello di “guadagnare” cellule staminali da embrioni “prodotti” artificialmente, ma non “utilizzati”, cioè non trapianti nell’utero. E’ questa la risposta a tanti nostri problemi? E’ per questo che il 12 giugno bisogna votare “sì”? Per dare alla scienza proprio questa possibilità?

No! Non è proprio così e il motivo ce lo spiega lo stesso Angelo Vescovi. Lui parla di Bugie staminali ed afferma che “il messaggio, che incautamente viene trasmesso al grande pubblico e al legislatore, è di ben altra natura e diametralmente opposto a quello che la realtà dei fatti ci propone.” In effetti, non è come ci viene detto, che le cellule staminali embrionali sarebbero l’unica possibilità per realizzare un certo tipo di ricerche e terapie, anzi, Vescovi spiega che in pratica “non esistono terapie, nemmeno sperimentali, che implichino l’impiego di cellule staminali embrionali” ed addirittura che “non è attualmente possibile prevedere se e quando questo diverrà possibile, data la scarsa conoscenza dei meccanismi che regolano l’attività di queste cellule.

In altre parole: le promesse che ci vengono fatte potrebbero non realizzarsi mai! Dall’altra parte Vescovi sottolinea che esistono già tante terapie salvavita che, però, “si basano sull’utilizzo di cellule staminali adulte”, per cui non sarebbe necessario “produrre” degli embrioni per questo. Oltre a ciò “esistono tecniche altrettanto promettenti basate sull’attivazione delle cellule staminali nella loro sede di residenza”. Questo significa che verrebbero utilizzate cellule del paziento stesso, evitando così il problema di un possibile rigetto dopo il trapianto. Per ultimo, Vescovi spiega che “la produzione di cellule staminali embrionali può avvenire senza passare attraverso la produzione di embrioni.

La conclusione di tutto ciò? Se si è onesti, è proprio la scienza stessa a dirci che non c’è bisogno di dire “si” al terzo dei quesiti del referendum, non c’è bisogno di produrre molti embrioni per combattere certe malattie!

Un altro motivo per non dire “si” il 12 giugno, ci viene dato anche, non da uno scienziato, ma da Dio, dal Creatore di questo mondo.

Una persona che vuole vivere secondo la Sua volontà, non può essere d’accordo con certi comportamenti. “Produrre” degli embrioni per avere cellule da utilizzare in medicina, significa “produrre” vita umana, usarla per motivi scientifici e poi buttarla via!

So che tanti non sono d’accordo con questo perché non vedono un essere vivente in un embrione. Però, quello che conta, è la visione di Dio e come Lui giudica le cose!

Per Dio la vita di un essere umano non comincia al momento della nascita, ma molto prima. Il salmista Davide poteva dire:

Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.

Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto

e intessuto nelle profondità della terra.

I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo

e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati,

quando nessuno d'essi era sorto ancora.” (Salmo 139)

Dio ci conosce prima che nasciamo, conosce ogni singolo giorno della vita che ci è destinata, perché è stato Lui a crearci, ad idearci!

Lo stesso vale anche per ogni embrione, sia generato in modo “naturale” o in una fecondazione assistita: per Dio, per il Creatore, si tratta di vita, di un essere umano! Il suo “utilizzo” per motivi scientifici, il suo “usa e getta” sarebbe omicidio!

Come si può dare il consenso ad una cosa del genere?

Ogni uomo è prezioso per Dio, sia già nato, sia ancora un embrione. Tanto prezioso che nel Suo amore ha mandato Suo Figlio Gesù Cristo per noi, per morire sulla croce per i nostri peccati, per salvarci, per darci la vita eterna. Dio è pieno d’amore per ogni essere umano. Anche per te! Vuole salvarti, vuole darti una vita che vale la pena di essere vissuta. Se accetti il suo invito potrai dire col salmista:

Poiché tu sei la mia speranza, Signore, Dio;

sei la mia fiducia sin dalla mia infanzia.

Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo materno,

tu m'hai tratto dal grembo di mia madre; a te va sempre la mia lode.

(…) Tu sei il mio rifugio sicuro. Sia la mia bocca piena della tua lode,

ed esalti ogni giorno la tua gloria!” (Salmo 71)

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