Una prigione virtuale ______________________________________________________


Come tutti sappiamo, i computer ci hanno aperto grandi possibilità: possiamo scrivere, sviluppare progetti, entrare in Internet e scoprire il mondo dalla nostra scrivania. Ormai quasi in ogni casa se ne trova almeno uno e viene usato per scopi diversi: studio, svago, informazione. Ma, soprattutto i giovani, ne apprezzano un’altra funzione. Quella della masterizzazione! Invece di acquistare un cd originale, e spendere così molti soldi, si copia quello prestato da un amico o si scaricano i file da Internet.

Secondo la legge ciò è proibito in molti paesi ed anche punibile, in modo particolare se la masterizzazione viene usata per poi rivendere i cd. L’azienda tedesca “ZKM” lo scorso anno ha iniziato una campagna biennale denominata “Copiare è un crimine”, cercando in questo modo di sensibilizzare la società su questa problematica.

Ultimamente però è sorta anche una “contro-campagna”, chiamata “Copiare per uso privato non è un crimine”, che lotta in prima linea contro la nuova legge tedesca, secondo la quale persone, che masterizzano solo per uso privato, dovrebbero essere punite allo stesso modo di coloro che masterizzano in modo “professionale”. Ciò però, a detta degli ideatori della seconda campagna, significherebbe criminalizzare milioni di utenti.

Per risolvere la situazione, alcune persone hanno aperto una “prigione virtuale”, per arrestare appunto i “criminali” che masterizzano cd… L’arresto però, avviene soltanto se il colpevole si “costituisce” per libera scelta. Poi deve caricare una foto ed una dichiarazione personale sul sito, così che su Internet lo si possa vedere dietro le sbarre di una cella.

Senz’altro si tratta di una soluzione un po’ particolare, chissà quante persone si faranno “arrestare” nella prigione virtuale…

Nonostante quest’idea divertente, che cerca di presentare la situazione in modo meno drammatico, rimane comunque il fatto, che per legge copiare cd e dvd, protetti da un copyright, è illegale. Effettivamente esistono tante cose che noi facciamo, magari anche quotidianamente, che in teoria sarebbero un crimine, qualcosa di proibito, ma non ce ne preoccupiamo, piuttosto diciamo “Ma, ormai, non se ne rende conto nessuno.” O anche “Lo fanno tutti.” oppure: Si tratta solo di pochi spiccioli…”. Con queste e frasi simili spesso si cerca di minimizzare molti “piccoli delitti”, senza tener conto che esiste comunque una legge che le proibisce.

Lo stesso atteggiamento, lo troviamo spesso, e soprattutto, nei confronti di una legge ben precisa: quella divina.

Dio ci ha dato la Bibbia, la Sua Parola, dove ci rivela la Sua volontà, ci ha delle indicazioni su come dovrebbe essere la nostra vita. Ma quante volte nella quotidianità non ci atteniamo a ciò che Lui dice! Quante volte si ignorano i Suoi comandamenti, dicendo: “Ciò che sto facendo non è niente in confronto a ciò che fa il mio vicino. Io sono un bravo cittadino.” oppure “Dio non lo prenderà troppo sul serio.” Altri invece la pensano come viene detto in un salmo:

Fanno discorsi arroganti, tutti i malfattori si vantano. Dicono: Il SIGNORE non vede, (…) non se ne preoccupa.” (Salmo 94:4, 7)

Sì, spesso si crede in un Dio tanto lontano, che ormai non vede, che non si preoccupa di ciò che facciamo, e perciò alla fine tutti la faremo franca. Ma non è così! Il salmista risponde con le seguenti parole:

Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode? Colui che ha formato l'occhio forse non vede? Il SIGNORE conosce i pensieri dell'uomo, sa che sono vani.” (Salmo 94:9, 11)

Sì, a Dio nulla sfugge, neanche il minimo dettaglio, nessun “cd masterizzato”, nessuna bugia, nessun pensiero malvagio… Non c’è niente che gli possiamo nascondere.

La Bibbia, in un certo senso, parla anche di una prigione, non una virtuale però, ma di un luogo di punizione molto reale. Nell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, leggiamo:

Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.” (Apocalisse 21:8)

Qui non si parla di foto caricate su Internet in una prigione virtuale, ma di uno “stagno ardente” come luogo di separazione eterna da Dio. Egli è perfetto, assolutamente santo, e perciò non può tollerare alcun peccato, ma anche davanti a Lui esiste la possibilità di “costituirsi” liberamente, e chi fa questo non finisce, né in una prigione virtuale, né in una reale, ma, anzi, viene liberato, perdonato, assolto!

Dio ha mandato il Suo unico figlio Gesù Cristo sulla terra per morire per noi, per i nostri peccati. Lui ha già pagato per essi!

Questo dono però vale soltanto per chi lo vuole, confessando i propri peccati ed accettando Cristo come personale Signore e Salvatore. Chi si “costituisce” in questo modo davanti a Dio, riceverà il perdono per ogni peccato ed avrà la vita eterna!

Fidati di Dio quando ti promette:

Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.” (Proverbi 28:13)

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