Saddam:
Sono il presidente dellIraq Per 23 anni ha tenuto sotto controllo l'Iraq, diffondendo terrore e paura, nessuno poteva essere al sicuro da lui: Saddam Hussein non conosceva grazia, né nei confronti dei suoi avversari politici interni, né nei confronti di altri paesi. Così ha reagito con durezza contro i curdi, contro i quali nel 1988 ha programmato un attentato al gas tossico, uccidendo ben 5000 persone. Mai dimenticato lattacco contro il Kuwait, con il quale si opponeva a ogni legge internazionale. Non risparmiava neanche i suoi parenti: nel 1995 fece uccidere suo genero Hussein Kamil el-Madschid. Saddam Hussein, per tanti, tantissimi anni è stato un simbolo di potere e di potenza nel suo paese. Quasi nessuno osava ribellarsi e chi lo faceva pagava la sua disubbidienza con la morte. In questi giorni Saddam Hussein è nuovamente riapparso nei mass-media, l'abbiamo visto in televisione, ne abbiamo sentito parlare nei radio giornali. Al primo sguardo è sembrato fosse tornato come prima, infatti come se volesse sottolineare il proprio rango, si è presentato vestito con una lunga tunica, la barba curata e ha annunciato con voce sicura e determinata: "Sono Saddam Hussein Al Majd, il presidente della Repubblica dellIraq." Ma la situazione è cambiata. Non è più presidente dell'Iraq, ma un prigioniero senza autorità e potere, non si può muovere neanche un millimetro senza il permesso di un soldato. Adesso tocca a lui rispondere sia agli ordini sia alle accuse. E proprio lui che ha inflitto la pena di morte a moltissime persone, oggi rischia la stessa condanna. Ha perso tutto il potere che aveva una volta e con lui i suoi seguaci, i suoi fedeli hanno perso il loro leader, il loro idolo. Ma Saddam Hussein non è un caso singolare perché si potrebbe scrivere un elenco lunghissimo con tanti nomi di personaggi storici e di altri più o meno attuali: Alessandro Magno, Dschinghis Khan, Cesare, Nerone, Barbarossa, Stalin, Hitler, Mussolini o i Taliban in Afghanistan..... Una volta avevano potere, influenza e poi hanno perso tutto. Qualcuno è diventato vittima di una guerra, altri di un nemico politico, altri ancora sono morti naturalmente. Il fatto è che davanti alla morte anche gli uomini potenti hanno dovuto cedere...Nessuno può, o poteva, davanti ad essa mantenere il suo potere... Allora chi può resistere alla morte, chi può dominarla? Dio è
colui che non perderà mai l'autorità, il cui regno
non avrà mai fine, che non si dovrà mai sottomettere a
un avversario o alla morte. "Il tuo trono, o Dio, dura in eterno." E il Salmo 102 aggiunge: "I tuoi anni durano per ogni generazione: nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine." I politici di questo mondo, siano democratici o dittatori, un giorno perderanno il loro potere, ma Dio non lo perderà mai perché Lui rimane in eterno. E solo chi si affida a Lui, alla Sua guida e alla sua cura, potrà essere al sicuro e dire: "Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio,
in cui confido!" (Salmo 91:1-2) S.W. |