Pregare aiuta?

 

E' cominciato ieri e continuerà per tre settimane, per terminare poi col grande finale del 4 luglio, "L'evento più importante che ha mai avuto luogo in Portogallo" si legge su qualche sito Internet.. Non necessariamente tutti lo considereranno davvero l’evento più importante, però in ogni caso, il campionato europeo di calcio 2004 è da considerare un evento di grande portata.

Saranno milioni i tifosi che dagli stadi o dai televisori seguiranno le partite, che gioiranno o soffriranno con le loro squadre, e già prima dell'inizio ufficiale si è cominciato a discutere e a scommettere: Quale sarà la squadra più scattante? Quale allenatore saprà meglio motivare i suoi giocatori? E quale tattica, quale metodo porterà alla fine il successo? Chi diventerà campione?

Si è discusso tantissimo in anticipo, sono stati fatti esperimenti in diverse partite, con diverse formazioni o tattiche differenti, qualche allenatore ha visto la sua squadra vincere e può essere ottimista, qualcun'altro invece è rimasto deluso e non sa in quale modo affrontare adesso il campionato.

Così, per esempio, anche Rudi Voeller, allenatore tedesco. Fino a poche settimane fa qualcuno nominava la Germania tra le favorite per il titolo, finché non ha giocato la partita contro l'Ungheria, una squadra senza importanza a livello internazionale, una delle "piccole", ma che ha messo in ridicolo la Germania, battendola per 0-2

E adesso? Che consiglio dare?
Cosa bisogna cambiare per aver più successo durante il campionato, per far dimenticare questa sconfitta vergognosa?

A questo proposito il titolo su un noto giornale tedesco fa riflettere:

"Rudi, adesso aiuta solo pregare."

E un altro giornalista in questi giorni commentava: "Spero che Dio abbia misericordia della squadra tedesca, quando ci troviamo nella miseria profonda e quando lo invochiamo."

Sembra che i giornalisti intendessero suggerire che non bastano la giusta tattica o il giusto allenamento per poter sicuramente vincere, ma sono necessarie le preghiere. Ma non è così, infatti dal contesto degli articoli si evince che queste espressioni sono usate per indicare che non c’è più niente da fare, che si è arrivati all’ultima spiaggia.

L'atteggiamento menzionato è abbastanza comune, la preghiera è l'ultima ancora di salvezza, l'ultima speranza, quando non si sa più come andare avanti. Prima si cerca di fare da soli, con le proprie forze, senza l'aiuto degli altri e, soprattutto, senza l'aiuto di Dio, poi solo quando si finisce in una situazione senza via d'uscita, ci si ricorda che si potrebbe anche pregare.

Ma davvero la preghiera è l'ultima speranza in caso di grande difficoltà? E’ questo il suo vero significato, oppure c'è qualcosa di più?

Se guardiamo nella Bibbia troviamo sulla preghiera tante indicazioni, come per esempio quella del seguente versetto:

"Non cessate mai di pregare."

Lì non si parla di pregare quando non si sa più cosa fare, quando non si vede più nessuna via d'uscita, ma ci viene suggerito di non cessare mai di pregare.

Che cosa significa?

Significa che la preghiera non è un qualcosa di imparato a memoria, o delle semplici parole, e neanche solo un grido di disperazione quando non si sa più cosa fare. No, la preghiera è una cosa continua, costante, è l'espressione di un rapporto continuo e personale con Dio.

Egli stesso ci offre questa meravigliosa opportunità di stabilire una relazione con Lui, il Dio vivente, il Creatore. Una relazione che all'inizio del mondo era perfetta, intima, ma che poi è stata rotta dal peccato, che ha separato ogni essere umano da Dio. Ma Egli, nel Suo amore, ha voluto ristabilire il rapporto per mezzo di Suo Figlio Gesù Cristo. In Lui, che è morto sulla croce per i peccati di tutto il mondo, ci offre un perdono che non conosce limiti. E lo offre anche a te.

Perciò se ti rivolgi a Lui, con una preghiera sincera, chiedendoGli perdono per aver, fino ad adesso, vissuto senza di Lui, sicuramente ti risponderà, ti perdonerà ed entrerà nella tua vita.

E così, con questa preghiera comincerà per te una vita completamente nuova, in cui potrai sperimentare la vicinanza di Dio, la Sua presenza. Lo potrai conoscere come padre ed avere comunione con Lui. Potrai rivolgerti a Lui in ogni situazione, nelle più difficili, senza via d'uscita, ma anche nelle piccole cose della vita di ogni giorno, per parlare con Lui, puoi affidare tutto a Lui, le gioie e le preoccupazioni, i ringraziamenti e le richieste, e potrai sempre avere la certezza che un Padre amorevole ti ascolta.

S.W.

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