Popetown e il venerdì santo ______________________________________________________

Probabilmente nessuna serie di cartoni animati è stata mai criticata come “Popetown”. Sono ormai quasi quattro anni che è nata, ma ancora si accendono delle polemiche intorno ad essa, come anche in questo periodo.

“Popetown”, in italiano la “Città del papa”, secondo il quotidiano britannico The Independent, è un cartoon satirico “che mostra le situazioni tipiche che possono capitare ogni giorno in qualsiasi posto di lavoro”, solo che in questo caso il posto di lavoro è il Vaticano. Protagonisti sono un papa pazzo ed un cardinale criminale che si trovano coinvolti i casi di morti sospette ed altre situazioni estremamente strane… così almeno viene descritta la serie in Germania.

Pubblicizzata nel novembre del 2002 dalla trasmittente britannica BBC, la messa in onda era stata sospesa a causa delle proteste da parte dei cattolici. Di conseguenza, per recuperare le spese di produzione, il canale ha venduto il cartoon ad emittenti straniere, come, per esempio, all’emittente satellitare italiana CanalJimmy, che però non l’ha mai mandato in onda.

Nondimeno il canale tedesco MTV che trasmette in Austria, Germania e Svizzera ha deciso di mandare in onda le dieci puntate, suscitando molte critiche. Si parla infatti di un “repellente dileggio della chiesa cattolica”. Un disdegno particolare lo ha causato la pubblicità per la serie: si vede una croce vuota e ai piedi d’essa Gesù, che con la corona di spine e le ferite visibili, sta seduto davanti alla TV e ride. E’ un Gesù che, per divertirsi, è sceso dalla croce.

Che cosa significa? E’ una buona satira? Qualcosa per ridere, per divertirsi? Sicuramente no! “Popetown” non fa parte dei cartoni animati “buoni” che servono per staccare un po’ dalla vita quotidiana, ed è anche più di un’offesa contro la chiesa cattolica ed i suoi membri. Una giornalista commenta così:

Qua viene ridicolizzato il centro della nostra fede cristiana. Gesù Cristo ha sofferto per noi tutti una morte orrenda sulla croce. Non è accettabile che questo dono per un semplice effetto pubblicitario venga coperto di scherno.

Ed è proprio così! Proprio oggi in gran parte del mondo si “festeggia” il “venerdì santo”, si parla di Gesù Cristo e della croce. Ma questa non è un storia per ridere, Gesù non è sceso da quella croce per guardare una serie di cartoni animati divertenti… No! Lui è rimasto lì, fino alla fine, fino ad una morte crudele…. E ciò non è una ridicolaggine…. Il profeta Isaia ne parla così:

Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.” (Isaia 53: 3)

Questo versetto non descrive una situazione allegra, non parla di divertimento, ma di sofferenza e dolori e ci spiega anche perché Gesù ha dovuto soffrire:

Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.”(Isaia 53: 4-6)

Gesù non è stato crocifisso perché aveva commesso qualche grave crimine, ma a causa dei nostri peccati, dei miei e dei tuoi! In questo modo Egli ha pagato il prezzo della nostra libertà, per poterci perdonare, se solo Glielo chiediamo. Questo passo Egli l’ha fatto non perché era obbligato, ma volontariamente, per amor nostro. L’apostolo Paolo scrive:

Pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. “ (Filipesi 2:6-8)

Questo ha fatto Gesù per te! Perché ti ama!

Se pensi a Lui sulla croce, non dovresti ridere o divertirti, ma piangere per i tuoi peccati, pentirti di essi e confessarli a Gesù. Se lo fai con un cuore sincero, Egli ti perdonerà e ti darà una nuova vita. Quello sarà per te un giorno di vera gioia!

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