Mosé, Noé e Davide, i nuovi eroi della playstation
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Anche vostro figlio è un appassionato della playstation?

Se è così, allora è possibile che presto si troverà a parlarvi con entusiasmo della Bibbia, perché l’industria di giochi elettronici americana ha scoperto che i racconti delle Sacre Scritture possono essere utili per i suoi scopi.

“Perché un videogame sul libro più venduto del mondo non dovrebbe essere un successo?”

Così hanno pensato i manager della ditta Crave Entertainment, di Los Angeles, che hanno annunciato per ottobre la presentazione di due nuovi giochi con contenuti biblici.

Uno è adatto per la playstation 2 di Sony e consiste in una serie di quiz con 1500 domande riguardanti la costruzione della torre di Babele, il crollo delle mura di Gerico e le dieci piaghe in Egitto. Sono in tutto 20 giochi che introducono i ragazzi nel mondo del Vecchio Testamento, dove potranno “lottare” anche contro tre avversari contemporaneamente.

Per il Game Boy Advance, un prodotto della Nintendo, invece è previsto un gioco di “avventura” nel quale il giocatore deve difendere la così detta “’armatura di Dio”. Nella persona di Billy, oppure di Jenny, visita sette posti esotici in zone climatiche diverse e passa dal deserto alla neve, dalle isole tropicali alla tundra. Durante questo viaggio, per poter superare le prove, deve rispondere a delle domande sia sul Vecchio che sul Nuovo Testamento.

Sembra, così si legge su Internet, che i nostri figli diventeranno emulatori di Mosé, Noé e Davide ricevendo da essi insegnamenti religiosi e morali.

Sappiamo comunque che l’interesse riguarderà più il divertimento e l’avventura, che il contenuto spirituale, però, ugualmente vale la pena considerare se questi personaggi biblici possano essere in qualche modo dei buoni modelli anche per i giovani di oggi.

Proviamo a scoprire, per esempio, chi era Davide e in che cosa può essere emulato.

Dalla Bibbia apprendiamo che era il più giovane di otto fratelli e aveva il compito di pascolare le pecore, quando Dio lo scelse per un ruolo molto più importante, egli infatti diventò re del popolo d’Israele, e Dio ebbe a dire di lui che era “un uomo secondo il suo cuore.” (1 Samuele 13, 14)

Davide fu un grande re, importante, ricco, conosciuto, ma, come tutti gli uomini, commise dei peccati, tra i quali, molto gravi, l’adulterio e l’omicidio. Leggiamo che egli si innamorò della moglie di un soldato del suo esercito e, dopo averla concupita, per non essere scoperto, fece uccidere il marito.

A questo punto viene spontaneo chiedersi come può un Davide, adultero e omicida, essere un esempio per la generazione di oggi.

Come può il Dio santo ed eterno, che non tollera nessun tipo di iniquità, accettare uno come Davide? Come può affermare che era “secondo il suo cuore?”

Per scoprirlo dobbiamo vedere com’è finita la storia di Davide. Leggiamo che Dio mandò da lui un profeta, Natan, che gli fece capire in cosa aveva peccato. Un messaggero scomodo per il re, ma egli non lo fa cacciare via, non lo uccide come era in suo potere, non cerca di nascondere di nuovo la sua colpa e nemmeno cerca di scusarsi.

No, egli, il grande e potente re, si umilia davanti a Dio, riconosce la sua colpa e dice a Natan:

«Ho peccato contro il SIGNORE.” (2 Samuele 12, 13)

In questo egli fu un uomo secondo il cuore di Dio: nella sua umiliazione, nel riconoscere la sua colpa, dato che, il Dio, che non può tollerare nessuna violazione alle sue leggi, sa però accogliere e perdonare colui che si pente. Egli infatti, tramite il profeta Isaia, ci dice:

«Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito

per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi.

Io infatti non voglio contendere per sempre né serbare l'ira in eterno,

affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengano meno davanti a me.

Per l'iniquità della sua cupidigia io mi sono adirato e l' ho colpito;

mi sono nascosto, mi sono indignato; ma egli, ribelle, ha seguito la via del suo cuore.

Io ho visto le sue vie, e lo guarirò; lo guiderò

e ridarò le mie consolazioni a lui e a quelli dei suoi che sono afflitti.” (Isaia 57, 15 – 18)

Possiamo perciò concludere che Davide, nel suo rapporto con Dio, può veramente essere d’esempio, e non solo ai ragazzi, ma ad ognuno di noi.

Vuoi essere anche tu una persona secondo il cuore di Dio?

Se è così, allora riconosci il tuo peccato, confessaGli di aver vissuto fino ad oggi senza di Lui e contro la Sua volontà.

Chiedi perdono nel nome del Suo Figlio Gesù Cristo ed Egli ti esaudirà, perché nella Sua Parola, la Bibbia, ti promette:

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1 Giovanni 1, 9)

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