In questo periodo ad Atlanta, negli Stati Uniti, si è tenuto un congresso per la Campagna per le ricerche del perdono. Sembra una cosa strana, ma largomento è stato preso molto sul serio. Sono stati fatti 46 studi scientifici, hanno partecipati diversi scienziati, esperti e oltre a loro, persone rinomate come per esempio lex arcivescovo anglicano di Città del Capo, vincitore del premio di Nobel per la pace, Desmond Tutu, e lex-presidente americano Jimmy Carter. Lo scopo era di esaminare gli effetti del perdono sulla salute delluomo. Se noi perdoniamo qualcuno che ci fatto qualche torto, che ci ha offeso ci sono delle conseguenze? Sembra di sì. Secondo lo psichiatra James Carson della Duke University di Durham, il perdonare gli altri non solo può lenire dolori cronici, ma anche prevenire la loro nascita. Altri studi cercano di dimostrare che persone che perdonano facilmente hanno una pressione più bassa o riescono più facilmente a dimagrire. Allora: perdonare come medicina per stare meglio? Sembra proprio così, e per questo motivo gli scienziati americani hanno elaborato un allenamento per il perdono per poter usufruire dei vantaggi di questo comportamento. Ma si può imparare a perdonare? Sembra difficile, quasi impossibile, perché mentre luomo è sempre pronto a trovare delle giustificazioni per il proprio comportamento, normalmente gli è difficile scusare quello degli altri. Nella Bibbia leggiamo che anche Pietro aveva queste difficoltà e si è rivolto per questo a Gesù con una domanda ben precisa: Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte? Forse Pietro sperava di ricevere una risposta affermativa, un sì, sette volte basta veramente, non devi sopportare tutto. Invece no, perché Gesù rispose così: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». (Matteo 18, 21-22) In altre parole la risposta di Gesù fu: Non ci sono limiti, devi sempre essere pronto a perdonare. Una risposta dura? Un comandamento impossibile da seguire? No! Gesù lo spiega meglio raccontando una storia. Racconta di un re che un giorno manda a chiamare un suo servo che gli deve dei soldi, una forte somma impossibile da pagare. Il servo non ha i soldi perciò il re dà lordine di vendere non solo lui ma anche tutta la sua famiglia come schiavi, per pagare il debito. Poi però, vedendo questuomo disperato, ne ha compassione e lo lascia andare, libero, senza pagare niente, senza chiedere neanche un minimo della somma dovuta. E il servo? Se ne va, esce e trova un conservo che a sua volta gli deve qualcosa, pochi soldi, una piccola somma, ma che non è in grado di pagare. Però il servo perdonato non è pronto a perdonare a sua volta, a dimostrare misericordia, e lo fa arrestare. Il re, dopo aver sentito di questo fa richiamare il servo perdonato e lo fa imprigionare, dando ordine di non liberarlo fino a quando non avesse pagato tutto il suo debito. Gesù chiude la sua storia con queste parole: Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello. (Matteo 18, 35) Questo racconto sembra esortarci a perdonare gli altri, ma è molto più di questo. Gesù infatti non ci consiglia di partecipare ad un allenamento per il perdono per essere più indulgenti, perché nessun allenamento, nessun consiglio o programma umano può cambiare la nostra natura che da per sé non perdona così facilmente, ma cerca di farci distogliere lo sguardo dal prossimo, da colui che magari ci ha fatto qualche torto, e dirigerlo su di noi. Che ne siamo consapevoli o meno, ci troviamo nella situazione del primo servo. Siamo debitori e il nostro debito davanti al Re del mondo, davanti a Dio, è così immenso che non lo potremo mai pagare, né con buone opere, né con una vita religiosa. Questo nostro debito dalla Bibbia viene chiamato peccato, cioè il fatto che luomo vive la vita a modo suo, senza chiedere quale sia la volontà di Dio e che cosa dicono i suoi comandamenti. La conseguenza sarebbe la condanna, cioè nel nostro caso la morte eterna, leterna separazione da Dio. Ma come il re della parabola, anche Dio ha dimostrato la sua misericordia verso di noi, ci ha aperto una via duscita: ha mandato Suo Figlio Gesù Cristo sulla terra per morire al nostro posto, per pagare per noi il nostro debito. A chi crede in Lui, a chi chiede perdono a Lui, Dio condonerà la colpa. La Bibbia ci esorta a non guardare gli sbagli altrui, ma a chiarire prima la nostra situazione con Dio. Solo chi si è messo a posto davanti a Dio, chi ha ricevuto la Sua misericordia e il Suo perdono, chi ha sperimentato la liberazione dalla colpa che pesava su di sé, chi ha ricevuto questo dono meraviglioso, sarà in grado a concedere la stessa cosa agli altri: ( ) Tu, o Signore, sei buono, pronto a perdonare, e misericordioso verso quanti t'invocano. ( ) Non c'è nessuno pari a te fra gli dèi, o Signore, e non ci sono opere pari alle tue. Tutte le nazioni che hai fatte verranno a prostrarsi davanti a te, Signore e glorificheranno il tuo nome. Io ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il mio cuore e glorificherò il tuo nome in eterno. (Salmo 86) S.W. |