Il giusto pentimento
Vi ricordate di lui? Se così non fosse, vi aiutiamo un po: Senzani era un personaggio di spicco delle Brigate Rosse, il loro ideologo. E considerato uno dei responsabili di questa organizzazione durante i sequestri dellassessore della Regione Campania, Ciro Cirillo, e del magistrato Giovanni DUrso. Oltre a questo è stato ritenuto colpevole delluccisione di Roberto Peci. Dopo una latitanza di due anni, Senzani è stato catturato il 9 gennaio 1982. Adesso, anche se condannato allergastolo, dopo quasi 23 anni di carcere, è stato liberato, il tribunale di sorveglianza di Firenze, infatti, gli ha concesso la libertà condizionale. Vediamo un po come, lui stesso, ha commentato la vicenda: Sento molto forte il rammarico per i danni e le vittime causate dalla lotta armata .. e mi dispiace di non avere i soldi, per rifondere i danni causati. Un atteggiamento che stupisce e che, di solito, non ci si aspetta da un ex-brigatista, ma proprio questo pentimento è stato il motivo per il quale i giudici hanno deciso di rimetterlo in libertà, chi avrebbe mai pensato che un terrorista pentito avrebbe anche espresso il desiderio di risarcire le vittime. Quando una persona si ravvede dei propri errori è senzaltro una cosa lodevole, nella Bibbia viene spesso affermato quanto sia importante il giusto atteggiamento davanti alle propie colpe. Pentitevi, è una frase che viene ripetuta spesso nel Nuovo Testamento, prima come ammonizione da Giovanni Battista, in seguito da Gesù stesso e dagli apostoli. Nel libro degli Atti, lapostolo Pietro afferma: Ravvedetevi e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati. (Atti 3, 19) La Parola di Dio non lascia dubbi: non solo il pentimento è la giusta espressione di chi comprende i propri errori, ma è la condizione fondamentale, perché possiamo ricevere il perdono dei peccati. Pentimento nel senso biblico, quindi non è dire: Mi dispiace, cercherò di fare meglio in futuro. E non significa nemmeno, come ha fatto Senzani, esprimere la propria voglia di voler risarcire. Non si può dire: Appena avrò il tempo e il denaro, pagherò per il male fatto. No, pentimento in senso biblico significa capire che la giustizia di Dio non si può soddisfare con le risorse umane, che non si può usare il denaro per mettere a posto le cose, ma essa trova soluzione solo nel sacrificio di Cristo. La Bibbia lo afferma in parole chiare: ogni uomo è un peccatore perduto e nessuno si può salvare da solo, perciò è Dio stesso che ha trovato la soluzione: ha mandato Suo Figlio Gesù Cristo sulla terra. Lui che ha vissuto senza commettere peccato, è morto sulla croce per noi, pagando il prezzo al nostro posto. Nelepistola ai Romani sta scritto: Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia. (Romani 3, 23-24; 11,6) Perciò il giusto pentimento significa accettare ed ammettere di essere perduto, di aver sbagliato e di non poter proprio fare nulla per porvi rimedio. Significa credere nel sacrificio di Cristo, accettarlo come Salvatore e Signore nella propria vita, credere che Lui e solo Lui ci può salvare. Chi fa questo, potrà essere sicuro di ricevere non una libertà condizionata, ma un perdono completo da parte di Dio. Sarà linizio di una nuova vita, nella quale Dio ti chiederà di vivere secondo i Suoi comandamenti, ma non dovrai farcela con le tue sole forze, perché Dio stesso vivrà in te, tramite il Suo Santo Spirito, e Lui ti aiuterà a camminare nella Sua volontà.
Cerchi ancora di farcela da solo, o ti sei già affidato a Gesù?
S.W. |