Paradise now Il paradiso comincia oggi _________________________________________________________ Paradise now è il titolo di un film che uscirà in Italia a novembre e che descrive una realtà della quale sentiamo parlare, quasi quotidianamente, nei telegiornali: si tratta degli attentati suicidi in Israele e Palestina. Paradise Now racconta la storia di Khaled e Said, due amici che un giorno vengono scelti per un attacco kamikaze a Tel Aviv. Tutto deve rimanere segreto ed ai due uomini rimangono poche ore di vita per vedere unultima volta i propri familiari e gli amici, poi si procede alla vestizione: ai loro corpi viene legato lesplosivo. Quando i due amici attraversano il confine, si perdono di vista. Khaled però, allultimo momento, cambia idea: decide per la vita e contro lattentato, e così comincia la ricerca dellamico per convincerlo di non farsi esplodere. Paradise Now, ossia Il paradiso adesso è stato presentato in anteprima mondiale alla Berlinale dove ha vinto il premio per la migliore pellicola europea. Esso però è anche un film molto criticato da chi considera impossibile che il registra palestinese Hany Abu-Assad abbia potuto descrivere la realtà degli attentatori suicidi in modo obiettivo. Infatti cè chi dice che il film addirittura glorifichi un crimine crudele come quello degli attentati kamikaze, presentando in modo attraente i due amici Khaled e Said. Oltre a questo però la pellicola Paradise Now trasmette anche il profondo desiderio di ogni essere umano di avere il paradiso adesso, subito. Non si potrebbe spiegare altrimenti il fatto che ogni anno un numero grandissimo di giovani e uomini siano pronti, non solo a correre qualche rischio o a soffrire, ma a dare la propria vita facendosi esplodere. Ciò che li spinge sono delle promesse, promesse di un futuro bello dopo la morte, infatti la domanda di Said su cosa succederà dopo lattentato, riceve questa risposta: Vengono a prenderti due angeli. E questo il profondo desiderio delluomo: il paradiso, la vita eterna, un luogo beato, dove non esistono né la sofferenza né il dolore, un posto dove tutti vogliono andare e dove ciascuno pensa di arrivarci in modo diverso. Ci sono quelli che credono nelle promesse di fanatici religiosi e che sono convinti che facendosi esplodere arriveranno direttamente in paradiso. Altri invece si immergono in varie filosofie, cercando di svincolarsi da questo mondo di sofferenza tramite la meditazione che li porta ad uno stato di felicità. Altri ancora pensano che bisogna meritarsi il paradiso, che è necessario lavorare sodo e compiere delle buone opere per poter essere ammessi alla vita eterna. Purtroppo tutti saranno delusi, perché non è così che si conquista il paradiso! La giusta spiegazione ce la può dare solo la Bibbia dove leggiamo che al principio luomo si trovava nel paradiso, nel giardino dEden, un posto bellissimo, senza sofferenze, ma, soprattutto, dove si viveva alla presenza di Dio. E stato poi il peccato, la disubbidienza nei confronti di un comandamento divino, che ha interrotto la meravigliosa comunione tra gli uomini e Dio. E così il racconto sul paradiso, sul giardino dEden si conclude con queste tristi frasi: Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita. (Genesi 3: 23-24) Tutta lumanità a causa del peccato ha perso il paradiso, laccesso non è più possibile . e se finisse tutto qui, veramente non ci sarebbe più speranza, però leggiamo che, prima di cacciare via luomo dal giardino, Dio gli fa una promessa. Rivolgendosi al diavolo, che aveva tentato i primi uomini al male, Egli dice: Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno. (Genesi 3:15) Con questa affermazione Dio annunciava che un giorno tra gli uomini sarebbe nato Uno che sarebbe stato più forte del diavolo, che lavrebbe vinto e con lui anche il peccato. 2000 anni fa questa promessa si è adempiuta! E nato, come un bambino in una stalla a Betlemme, Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Lui, vero uomo e vero Dio, ha vissuto sulla terra senza commettere peccato ed è morto in modo crudele sulla croce. In questo modo ha preso su di sé i peccati di tutto il mondo e ha pagato per essi. Egli può perdonare
le colpe ad ogni uomo che glielo chiede e chi crede in
Gesù, chi lo accetta come Signore e Salvatore, può
riottenere il libero accesso al Padre, alla vita eterna! Un giorno una donna, Marta, disse a Gesù a riguardo di suo fratello che era morto:Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno. (Giovanni 11: 24) e Gesù rispondendo aggiunse:Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo? (Giovanni 11: 25-26) Queste parole significano che la vita eterna non è una cosa incerta, che magari si potrà avere un giorno, ma si può avere adesso, oggi stesso: se confessi i tuoi peccati, se credi in Gesù, Egli ti perdonerà e ti darà la promessa sicura della vita eterna. La domanda che Gesù pose a Marta 2000 anni fa vale ancora oggi, vale anche per te: Credi
tu questo?
|