Il vero oro
"Un ragazzino con una bandiera greca in mano attraversa su una barchetta «di carta» un mare di 2 milioni di litri di acqua proprio in mezzo al modernissimo stadio di Atene. Poi una freccia di fuoco attraversa lo specchio d'acqua, e accende i cinque cerchi olimpici." Con queste parole il Corriere della Sera descrive l'apertura delle Olimpiadi, venerdì sera. Finalmente è arrivato levento tanto atteso! Da settimane, anzi da mesi se ne parlava, i lavori di preparazione fervevano e, soprattutto, ci si preoccupava delle misure di sicurezza per proteggere i giochi dagli attacchi di terrorismo che, in questi ultimi tempi, tengono il mondo con il fiato sospeso. Con laccensione della fiamma olimpica durante la cerimonia di inaugurazione, inizia la vera Olimpiade, fatta di sport, gare, medaglie, vincitori e anche sconfitti. Sono state 202 le delegazioni dei paesi partecipanti che, venerdì sera, hanno calcato in ordine alfabetico le scene dello stadio olimpico. Sportivi di tutto il mondo, per alcune settimane, si ritroveranno insieme con lo scopo di dare il meglio di sé, per afferrare quelle vittorie che non solo daranno prestigio ai vincitori, ma anche al loro Paese. Per questo evento così importante hanno dato tutto: si sono impegnati, allenati, hanno rinunciato a tanto e fatto dei sacrifici. Quattro anni di preparativi e, a volte, anche di più, nei quali hanno speso tempo, forze ed energie in vista del grande sogno della medaglia d'oro. Solo 301 però, fra tutti gli sportivi partecipanti, potranno vederlo realizzato, infatti per più di 10.000 di essi, questo sogno non diventerà realtà, tutte le loro fatiche e i loro sforzi non saranno valsi per raggiungere lo scopo. Per molti sarà forse unesperienza frustrante, tutto quel tempo concentrati unicamente ad allenarsi per poi alla fine, dover rinunciare al podio. Molti sono coloro che come gli atleti danno interamente sé stessi per un unica meta, spendono tutta la loro energia e poi perdono ogni cosa; forse non si tratta di medaglie d'oro, ma della carriera, del sogno di diventare ricchi o di avere una famiglia. E poi? Quanto è facile che i progetti falliscano, che i sogni non si realizzino come si sperava, e si rimanga alla fine "senza medaglia" La Bibbia ci parla spesso di questo tipo di persone, anche nel suo ultimo libro, nell'Apocalisse infatti leggiamo: Tu dici: "Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!" Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. Sono tanti coloro che fondano il loro merito sulle ricchezze, sul fatto di avere il successo o, almeno, di poterlo raggiungere, forse sono anche contenti delle loro opere, di tutto il bene che hanno fatto. Si credono ricchi, anche davanti a Dio ma, alla fine, ogni uomo dovrà scoprire di non aver "raggiunto l'oro", e che dinanzi al Creatore tutto quello che per noi è importante e di valore, e tutte le nostre opere, non ci rendono migliori o più ricchi, perché agli occhi di Dio ogni uomo è un peccatore, povero e perduto. Il testo in Apocalisse continua: "Perciò io ti consiglio di comperare da me dell'oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere." E ancora: "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me." E Gesù stesso che ci invita, vuole darci Lui l'oro, vuole renderci "ricchi" e "vincitori": Vuole entrare nella nostra vita, e prenderne il controllo, perdonare i nostri peccati e darci la vita eterna. Solo chi accetta questo invito troverà il vero "oro" e sarà veramente vincitore.
S.W. << indietro |