Il rapinatore
onesto
Sarà
capitato a ciascuno di noi di vedere dei film nei quali
uno dei personaggi riesce a fuggire di prigione e a
nascondersi alla polizia. sono storie drammatiche che
parlano delle paure e del desiderio di libertà dei
prigionieri evasi.
La storia di
Ricky Lee Claycomb però racconta esattamente il
contrario: non è fuggito dal carcere, ma ci è tornato,
volontariamente e anche a proprie spese!!! E non si
tratta di un film, ma di un fatto veramente successo in
questi giorni nell'Ohio, USA.
Claycomb, già
condannato per rapina, era stato trasferito al tribunale
per affrontare un processo per stupro. Dopo la sentenza
di assoluzione da questo reato, la polizia lo ha rimesso
in libertà, lui però, sapendo che doveva ancora
scontare la condanna per rapina, ha cercato di spiegare
che non poteva essere scarcerato. Vane tuttavia sono
state le sue proteste, perché la risposta era sempre la
stessa: "Sei stato assolto, te ne devi tornare a
casa".
Così
ha passato qualche giorno a casa della madre, ma poi ha
deciso di telefonare al carcere per spiegare ciò che era
successo. Dopo di che è tornato in prigione, pagando lui
stesso il viaggio di ritorno. Il commento di un secondino
è stato questo: "E' il detenuto più rispettoso
della legge che abbia mai incontrato."
Ve
lo immaginate? Un detenuto, che probabilmente sogna la
libertà, la riceve per sbaglio, ma non si nasconde, non
approfitta del fatto di poter nuovamente fare ciò che
gli piace&hellip No! Torna in carcere perché sa di
aver ancora una pena da scontare, sa di essere sempre colpevole
di un crimine.
Cosa
avresti fatto tu al suo posto? Magari non sai cosa
rispondere perché non ti sei mai trovato in una
situazione simile, eppure anche tu sei colpevole
di un reato. Forse non hai infranto nessuna legge per la
quale dovresti essere imprigionato, ma tu, come ogni uomo
hai infranto la legge di Dio!
Il
profeta Isaia ha scritto:
"Ecco,
tu ti sei adirato perché noi abbiamo peccato; in questo
abbiamo continuato a lungo e abbiamo bisogno di essere
salvati." (Isaia 64:5)
Siamo
colpevoli di disubbidienza nei confronti di Dio!
Anche noi abbiamo una pena da scontare, e non si tratta
di qualche anno di carcere, ma di una pena eterna,
l'inferno! Dio è assolutamente giusto, conosce ogni
dettaglio della nostra vita, sa che abbiamo peccato e che
deve infliggerci una pena.
Sono
tante le persone che, per non dover affrontare questo
giusto giudizio divino, cercano di fuggire da Lui facendo
finta che tutto ciò non sia vero, o negando
semplicemente l'esistenza di Dio, altri, invece, negando
l'esistenza della propria colpa. Essi dicono:
"Non
ho mai ucciso nessuno, non ho rubato. Cerco sempre di
essere gentile, di aiutare gli altri. Poi vado
regolarmente in chiesa. Senz'altro Dio sarà contento di
me. Non mi può condannare."
Però
sbagliano. L'apostolo Giovanni dice:
"Se
diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e
la verità non è in noi".(1Giovanni 1:8)
Chi
legge la Bibbia e vede quello che Dio chiede
dall'uomo e poi guarda con sincerità nella propria vita,
deve andare "volontariamente in prigione", cioè,
non può non ammettere di essere colpevole.
Può solo dire a Dio: "Ho sbagliato, sono un
peccatore e la tua condanna è giusta."
A
differenza però di Ricky Lee Claycomb che deve scontare
fino in fondo la propria pena, noi, se ammettiamo il
nostro peccato e chiediamo perdono a Dio,
riceviamo da Lui la grazia, perché Gesù, Suo Figlio, ha
già pagato il prezzo per la nostra colpa morendo sulla
croce. Questo non significa che non dovremo portare
eventualmente le conseguenze di certi errori qui sulla
terra, ma che saremo salvati per l'eternità!
Dipende da te se preferisci fuggire da Dio e negare la
tua colpa, oppure ammettere di essere colpevole e
chiedere il Suo perdono.
"Chi
copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le
confessa e le abbandona otterrà misericordia".(
Proverbi 28:13)
Questo
è l'invito che oggi il Padre celeste ti fa: accettalo!
S.W.
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