Vittima della nostalgia ______________________________________________________

Ogni giorno, sui giornali, si leggono notizie di furti e rapine, tanto che, non ci facciamo nemmeno caso, ma non possiamo non parlare di un furto molto particolare di cui ci informa il sito di Tiscali:

A 9 anni ruba un'auto e prende due aerei: voleva tornare a casa.
Semaj Booker, un bambino di nove anni di Tacoma, Washington, passerà alla storia come il più tenace "baby fuggitivo" della storia degli Stati Uniti. Il piccolo, costretto ad abbandonare la sua vecchia casa situata a Seattle per una meno confortevole a Dallas, ha fatto di tutto per ritornare là dove era nato. Prima è scappato di casa, poi ha rubato una macchina ed infine ha preso due voli aerei. I suoi sogni di libertà si sono però infranti. La polizia è riuscita a bloccarlo e a riportarlo dai genitori.

L'avventura di Semaj è iniziata domenica scorsa. Il bambino, alto appena un metro e 20 centimetri, ha rubato un veicolo parcheggiato nel suo vicinato e ha imboccato l'autostrada verso Seattle a tutta velocità. Gli agenti di polizia lo hanno inseguito fino a quando il bimbo non ha perso il controllo del mezzo. Tirato fuori dall'auto a forza è stato riportato a casa dalla madre, nel sobborgo di Lakewood (Tacoma), ma la mattina dopo Semaj ha ricominciato la sua corsa verso Dallas.

Il ragazzino, infatti, la mattina seguente, è riuscito nuovamente ad evadere da quella odiata abitazione e, presentatosi al banco della compagnia aerea SouthWest Airlines, ha dichiarato al personale di avere dodici anni e che sua madre si trovava già all'imbarco del volo. Le generalità fornite dal bambino corrispondevano a quelle di un biglietto aereo prepagato, quindi le hostess lo hanno lasciato imbarcare su un volo per Phoenix, Arizona. Una volta a Phoenix, Semaj è riuscito a prendere un secondo aereo per Sant'Antonio, Texas, ultimo stop prima del volo finale per Dallas. A Sant'Antonio, però, il personale aeroportuale locale si è insospettito e, dopo qualche domanda, ha ricostruito il percorso del bambino e, sentita la polizia di Seattle, ha scoperto che la madre di Semaj ne aveva denunciato la scomparsa.

E’ quasi incredibile ciò che ha fatto il piccolo Semaj Booker, rubare una macchina e prendere due aerei, e tutto ciò alla tenera età di soli 9 anni. Mi sono chiesta quanto doveva essere forte la nostalgia di questo ragazzino, se gli ha dato la forza, le idee, l'energia per questa straordinaria impresa. Sicuramente il desiderio di tornare a casa era grande, grandissimo... Chi ha provato una vera nostalgia, magari riesce a capire il piccolino...

La nostalgia è un'emozione davvero molto forte. Dover lasciare un posto amato, con tutti i ricordi, ma soprattutto le persone amate, tanto care, è qualcosa di molto difficile. Spesso diventa molto duro ambientarsi in un nuovo paese, fare nuove amicizie, abituarsi al modo di fare del posto, insomma, sentirsi nuovamente “a casa”. E a tante persone succede che non dimenticano mai veramente la vecchia casa, la patria, da dove si proviene, ci si sente sempre un po' “straniero” e la nostalgia diventa un “compagno” per tutta la vita.

Conoscete anche voi questo tipo di sentimento? La nostalgia? Il desiderio grande di tornare in quel posto tanto amato? Dovete sapere che anche la Bibbia parla tanto di nostalgia, ma in un modo un po' diverso. Essa non intende una nostalgia nel senso di voler tornare “indietro” nel luogo che abbiamo dovuto abbandonare, ma nostalgia per un luogo nel quale non siamo ancora stati, ma dove un giorno potremmo essere: il cielo!

Si, la Bibbia ci parla del cielo come della nostra patria, lo descrive come un posto così bello che vale la pena averne nostalgia, un posto che un giorno potrà essere “casa nostra”. Gesù ha detto:

Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via.” (Giovanni 14:2-4)

Qual è questa “via” per arrivare alla patria celeste, a questa “dimora”? La risposta la troviamo qualche versetto più avanti:

Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

Gesù stesso è la via! Lui, il Figlio di Dio, è venuto sulla terra proprio per darci una nuova patria presso il Padre. Egli è morto in croce per i nostri peccati. Così, chi crede in Lui e confessa i propri peccati, riceve il perdono e diventa un figlio di Dio. Allora, la sua vera patria, la sua vera casa, non sarà più su questa terra, ma nel cielo, alla presenza di Dio, dove dopo la morte potrà vivere per l'eternità.

Per questo l'apostolo Pietro chiama i credenti “stranieri e pellegrini” ( 1 Pietro 2:11), mentre Paolo afferma che “la nostra cittadinanza è nei cieli” (Filippesi 3:20) e poi dice anche:

Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio.” (Efesini 2:19)

Purtroppo sentimenti tristi come quello della nostalgia sono qualcosa che non possiamo evitare su questa terra, né noi, né il piccolo Semaj Booker, né nessun altro. Ma chi affida la propria vita a Cristo, “cambia la residenza”, acquista una nuova cittadinanza, quella celeste. Chi fa questo passo sperimenterà si, una forma di nostalgia, ma nel senso di una gioiosa attesa di un posto perfetto, senza sofferenza o malattia, dove si vivrà per l'eternità, dove non esisterà più l'addio.

E tu? Hai già questa cittadinanza?

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