Un necrologio per i vivi


Sapete che cos’è un “coccodrillo” nel linguaggio giornalistico?

Si tratta di articoli su persone famose preparati in anticipo per averli pronti nel caso che muoiano. La televisione svedese, la “Svt”, per esempio, aveva preparato un articolo del genere sulla vita di papa Giovanni Paolo II, che in questi giorni è ancora ricoverato al policlinico Gemelli di Roma. Il precario stato di salute del pontefice, che aveva fatto temere per la sua vita, si è andato via via stabilizzando, perciò un impiegato della rete televisiva ha proceduto all’aggiornamento del “coccodrillo”, solo che ha premuto il tasto sbagliato ed ha spedito il testo sul sito web della trasmittente televisiva.

Si tratta di un fatto molto spiacevole.” Ha commentato la portavoce della Svt. In effetti, la notizia sbagliata col titolo “Giovanni Paolo II è morto”, è rimasta su Internet per ben 5 ore prima di essere cancellata, foto e biografia incluse…davvero una situazione imbarazzante per la trasmittente svedese.

E’ certamente un fatto singolare che si tengano pronti degli articoli che ricordano gli eventi, le opere e i meriti più significativi di persone ancora in vita e, sicuramente, non esiste soltanto quello di Giovanni Paolo II, probabilmente ce ne saranno altri di personaggi famosi, di politici o magari di scrittori o personalità di rilievo.

Trovo questa pratica un po’ macabra e indubbiamente non lusinga nessuno sapere che qualcuno sta scrivendo il suo necrologio, perché in genere all’uomo non piace pensare “alla sua fine”, solitamente vive come se la morte non dovesse mai raggiungerlo e non si prepara per quel momento.

L’autore del Salmo 90, la pensa diversamente, infatti rivolge a Dio una richiesta molto interessante.

Insegnaci dunque a contare i nostri giorni; affinché acquistiamo un cuor savio.” (Salmo 90, 12)

Perché questa richiesta? E che relazione c’è tra l’espressione “contare i nostri giorni” e l’avere un “cuore savio”?

Significa essere consapevoli del fatto che, prima o poi, ognuno di noi, senza eccezione, dovrà morire, e questa consapevolezza deve stimolarci a cambiare le nostre priorità vivendo con saggezza il tempo che abbiamo a disposizione.

Ma come si può diventare veramente saggi? Ancora una volta troviamo la risposta nella Bibbia che ci dice nel libro dei Proverbi (9:10):

Il principio della sapienza è il timore del Signore.

Diventare saggio quindi significa rivolgersi a Dio. Solo in Lui, infatti, possiamo trovare la vera conoscenza, solo Lui ci può indicare come condurre la nostra vita.

Cercatemi, e voi vivrete.” (Amos 5, 4) dice nel libro del profeta Amos. Dio ci vuole aiutare a vivere in un modo “saggio” su questa terra, desidera insegnarci come usare bene il tempo che abbiamo a disposizione, ma vuole anche offrirci la vita eterna che possiamo ottenere tramite il sacrificio di Suo Figlio Gesù, che salva chiunque crede in Lui, perdonandogli i peccati.

Affidiamoci dunque alla magnifica sapienza di Dio perchè Egli ci conosce perfettamente, infatti il salmista poteva affermare:

I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo
e nel tuo libro erano tutti scritti
i giorni che mi eran destinati,
quando nessuno d'essi era sorto ancora.” (Salmo 139:16)

Dio ha scritto sulla vita di ognuno di noi. Egli non si occupa soltanto di personaggi famosi, ma di ogni uomo e conosce tanto quello che è successo come quello che avverrà. Chi gli affida la propria vita, sa di averla messa nelle mani di Colui che ha un piano perfetto per tutti noi e potrà godere di un eternità alla Sua presenza.

Puoi insieme al salmista affermare….

Tu mi condurrai per il tuo consiglio, e poi mi riceverai in gloria.” ? (Salmo 73, 24)

S.W.

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