Morire per un sogno ______________________________________________________

E' morta a soli 21 anni la modella brasiliana Ana Carolina Reston Macan.
Non ci sono dubbi sulle cause del decesso: lo stato di denutrizione dovuto all'ossessione per la "linea". Negli ultimi giorni la modella, alta 1 metro e 74, pesava solo 40 chili.
Il decesso è avvenuto in una clinica di San Paolo, dove la giovane era stata ricoverata il 21 ottobre scorso per insufficienza renale. Pare che negli ultimi anni abbia mangiato solo mele e pomodori.
Il quadro clinico si è rapidamente aggravato a causa dell'insorgenza della setticemia, conseguenza di un'infezione che l'organismo non è riuscito a combattare a causa del grave stato di deperimento. La madre della defunta ha espresso ai microfoni dell'emittente Globo Tv tutto il suo dolore e il senso di colpa per non essere intervenuta in tempo.
"E' importante prestare attenzione ai primi sintomi se vogliamo salvare i nostri figli" ha raccomandato in lacrime ai genitori con figlie anoressiche.

I disturbi dell'alimentazione, anoressia e bulimia, sono in forte aumento nei Paesi occidentali colpiscono per lo più giovanissime ma cominciano a farsi strada anche tra i ragazzi con un progressivo abbassamento dell’età media di insorgenza, complice il crescente risalto dato dai media al mito della bellezza, alle mode, alla corsa, al fitness e alle nuove diete che arrivano da oltre oceano e che spesso, sebbene prive di ogni fondamento scientifico, si impongono come il rimedio miracoloso del momento e spopolano con gravi rischi per la salute di chi le segue. Questi condizionamenti trovano terreno fertile sui giovanissimi che vivono già una fase critica, quella dello sviluppo adolescenziale, in cui devono fare i conti con cambiamenti evidenti del loro corpo, spesso difficili da accettare e fonte di disagio.

Questa tendenza è esasperata in una delle offerte televisive che oggi ha più consenso tra il pubblico, il reality show: ne è un esempio L'isola dei famosi che, secondo quanto paventato da alcuni esperti, diventa un palcoscenico della magrezza dove l’astinenza dal cibo è esaltata, esibita come una forma di forza e alla fine del “gioco”. Insomma è un comportamento che premia i più tenaci: solo questi, infatti, escono vincenti dalla prova, con una forma ritrovata e maggiore popolarità.

Un rapporto sbagliato con il cibo riflette, oltre la schiavitù delle mode, problematiche individuali e familiari più profonde. La fragilità del giovane, normale in un periodo di cambiamento come l’adolescenza, gioca la sua parte.

Le persone che soffrono di bulimia hanno una forte carica emotiva e una ricchezza interiore che loro stesse non sanno riconoscere. Il movente principale del loro stato scaturisce da una singolare dinamica psichica, le cui vibrazioni danno luogo a una forma di sensibilità incentrata sulla ricerca dei valori più nobili. Rifiutano tuttavia di aprirsi agli altri perché non li ritengono in grado di comprendere fino in fondo la loro sensibilità particolarmente raffinata.

La bulimia e l'anoressia sono un grido estremo, una modalità compulsiva di comportamento messa in gioco al fine di rivendicare un bisogno propriamente umano di comprensione, ascolto, amore…

Ma dove mai si potrebbe trovare una soluzione a questi bisogni così basilari?

Tanto il credente quanto il non credente hanno bisogno di fare un percorso di comprensione per arrivare alla consapevolezza che “la nostra anima riposa solo in DIO”. (Salmo 62:1-5)

Quando si è adolescenti è comune cercare approvazione dai coetanei o cercare di emulare il cantante o l'attrice più in voga del momento, ma così facendo si usa come parametro una realtà che .....non è realtà....

Solo Dio invece dona all'essere umano dignità e valore.

Il fatto che non ci concentriamo prima di tutto sul nostro rapporto verticale con Dio e in questo rapporto personale troviamo soddisfazione e gioia, ha provocato già molti danni. Soprattutto perché consideriamo più importanti i rapporti orizzontali con gli altri e facciamo paragoni e competizioni tra di noi.

Cosi facendo, finiamo sempre con l’essere peggiori di un altro, poichè ci sarà sempre qualcuno che offre di più e che quindi svaluta il suo prossimo in qualche modo.

Dio invece ha creato l’uomo come essere unico, non perché conduca una vita completamente identica a quella del suo prossimo, ma perché si completi con altro, sviluppando ognuno la propria personalità all’interno dei limiti definiti da Dio, il quale ha dato ad ognuno delle capacità specifiche, delle abilità particolari e lo ha posto in un luogo determinato.

Come fare dunque a conoscere personalmente Dio e stabilire un'amicizia con Colui che ci ha creato e ci ama per quel che siamo?

Entrando per l'unica Porta che conduce a Lui....credendo in CRISTO, Dio fatto uomo, e invitandoLo a entrare nella nostra vita per salvarci dalla perdizione, per quanto riguarda l'eternità, e da una vita incolore e senza senso nella nostra esistenza terrena.

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