Modelle per
Cristo ______________________________________________________ Notizia da ICN News http://www.icnnews.com/live/index.php?pg=011&id=1173991524 Liz Horne Casson si considera una luce nelle tenebre dellindustria della moda e il suo obiettivo è quello di incoraggiare e fortificare la crescita spirituale di tutti coloro che sono interessati. Parliamo di Models for Christ (Modelle/i per Cristo), un'associazione americana non-profit alla quale hanno aderito modelle, fotografi, agenti, designer ed altre persone che lavorano nel mondo della moda. Tengono regolarmente studi biblici, sponsorizzano progetti evangelistici, forniscono materiale per la testimonianza cristiana nel mondo del lavoro. Ai professionisti, che viaggiano tra Parigi, Milano e Tokyo, le capitali della moda, forniscono contatti con le chiese locali. La comunione con gruppi di credenti è fondamentale. "Il cristiano che vuole lavorare nel mondo della moda non ha una vita facile", precisano a Models for Christ. "Molti di quelli che entrano in questo campo di battaglia fanno fatica a crescere nella fede. E sono pochi quelli che riescono a lasciare qualche segno della presenza di Cristo. E' difficile sopravvivere in questo settore". Ai giovani cristiani che vogliono avventurarsi nella moda, Models for Christ dà un avvertimento: "Rimanere fedeli a Cristo nel mondo della moda e della tv richiede sacrifici, come ad esempio rifiutare un lavoro che paga bene ma che non è sintonia con la volontà di Dio, o come sostenere sani principi quando tutt'attorno si fa proprio il contrario. E' come nuotare contro corrente. In questo caso, bisogna essere nuotatori esperti, non principianti". Questo non vuol dire che si escluda a priori una carriera nel mondo della moda, perché "per quelli che sono forti nella fede ci sono molte opportunità straordinarie di essere una luce del Signore". In fondo, in quest'ottica si colloca anche il ministero pastorale di Models for Christ. Come interpretare una notizia del genere? Gioire di una nuova iniziativa volta a testimoniare Cristo in un ambiente come quello della moda, o rammaricarsi del fatto che il ministerio di Models for Christ suona un po come un'ulteriore mondanizzazione della Chiesa? Proviamo a dare uno sguardo alla storia e alle testimonianze extra bibliche su ciò che si diceva dei cristiani dei primi secoli: La "Carta d'identità" dei primi Cristiani. Fin dal 1º secolo la religione cristiana si diffuse rapidamente in Roma e nel mondo intero, non solo per la sua originalità e universalità, ma anche molto per la testimonianza di fervore, di amore fraterno e di carità verso tutti, dimostrata dai cristiani. Le autorità civili, e il popolo stesso, dapprima indifferenti, si dimostrarono ben presto ostili alla nuova religione, perché i cristiani rifiutavano il culto dell'imperatore e l'adorazione delle divinità pagane di Roma. Nelle "Apologie" ("discorsi di difesa") degli scrittori cristiani del tempo, indirizzate anche agli imperatori, i cristiani chiedevano di non essere condannati ingiustamente, senza essere conosciuti e senza prove. Il principio della legge senatoriale " Non licet vos esse" - "non vi é lecito esistere" veniva giudicato dagli Apologisti ingiusto ed illegale, perché i cristiani erano onesti cittadini, rispettosi delle leggi, devoti all'imperatore, industriosi ed esemplari nella vita privata e pubblica. Poiché le catacombe contengono il riscontro e la conferma della vita mirabile dei cristiani, quale viene descritta dagli apologisti, ne riportiamo qui alcuni brani significativi, che costituiscono quasi una "carta d'identità" dei cristiani dei primi tempi. Dalla Lettera a Diogneto (apologia di autore ignoto, 2º-3º secolo). Sono uomini come tutti gli altri. "I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per la lingua che parlano, né per il modo di vestire. Non si isolano nelle loro città, non usano un linguaggio particolare, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non é conquista di genio irrequieto di uomini indagatori, né professano, come fanno alcuni, un sistema filosofico umano. Abitano in città greche o barbare (straniere), come a ciascuno é toccato in sorte, e adattandosi alle tradizioni locali nel vestire, nel cibo e in tutto il resto del vivere, danno esempio di una loro forma di vita sociale meravigliosa, che, a confessione di tutti, ha dell'incredibile". Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del Cielo" Abitano nella propria patria, ma come gente straniera. Partecipano a tutti i doveri come cittadini, ma sono trattati come stranieri. Ogni terra straniera é per loro patria e ogni patria é terra straniera. Si spostano come tutti e generano figli, ma non espongono i neonati. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne (2 Cor 10,3; Rom 8,12-15). Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro tenore di vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Non sono conosciuti e sono condannati. Si dà loro la morte, ed essi ne ricevono vita. Sono poveri, ma fanno ricchi molti (2 Cor 6,9-10) . Sono privi di tutto, ma di tutto abbondano. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano gloria davanti a Dio. Si oltraggia il loro onore e si aggiunge testimonianza alla loro innocenza. Insultati, benedicono ( 1 Cor 4,12). Si insolentisce contro di loro, ed essi trattano con riverenza. Fanno del bene e sono puniti come malfattori. E puniti godono, quasi si dia loro vita. I giudei fanno loro guerra come razza straniera. I Greci li perseguitano, ma coloro che li odiano non sanno dire il motivo del loro odio". Sono nel mondo come l'anima nel corpo. "Per dirla in una parola, i cristiani sono nel mondo ciò che l'anima é nel corpo. Come l'anima é diffusa in tutte le parti del corpo, così i cristiani sono disseminati nelle varie città del mondo. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo: anche i cristiani abitano nel mondo, ma non provengono dal mondo. L'anima invisibile é racchiusa in un corpo visibile; anche i cristiani si sa che sono nel mondo, ma la loro pietà rimane invisibile. L'anima ama la carne, che l'odia, e le membra : anche i cristiani amano coloro che li odiano. L'anima é racchiusa nel corpo, ma essa stessa sostiene il corpo; anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma essi stessi sostengono il mondo. L'anima immortale abita in una tenda mortale, anche i cristiani dimorano come pellegrini tra le cose che si corrompono, in attesa dell'incorruttibilità dei cieli. Dai "Libri Ad Autolico" di S. Teofilo d'Antiochia (2º secolo) I cristiani onorano l'imperatore e pregano per lui (libro I,2) Navighiamo anche insieme a voi, militiamo nell' esercito, coltiviamo la terra, esercitiamo il commercio, scambiamo le merci e mettiamo in vendita, per vostro uso, il frutto del nostro lavoro. Io non capisco proprio come possiamo sembrare inutili e improduttivi per i vostri affari, quando viviamo con voi e di voi. Sì, c'é della gente che ha motivo di lamentarsi dei cristiani, perché non può commerciare con loro: sono i protettori di prostitute, i ruffiani e i loro complici; poi vengono i criminali, gli omicidi con veleno, gli incantatori, gli indovini, i fattucchieri, gli astrologi. Grande cosa essere improduttivi per codesta gente! ... E poi, nelle prigioni non trovate mai un cristiano, a meno che non vi sia per motivi religiosi. Noi abbiamo appreso da Dio a vivere nell'onestà." Come si può dedurre da queste testimonianze i cristiani si distinguevano per la loro condotta e non per abiti o apparenze. Si divulgava la Parola in ogni ceto e ambiente della società del tempo...questo comportava già da allora il rischio di una mondanizzazione ma allo stesso tempo i cristiani sapevano sin da allora che il Vangelo doveva essere proclamato a tutti, questa era la messa in pratica della Salvezza proclamata ai perduti. E oggi cosa frena tanti figli di Dio dal testimoniare Cristo con coraggio nei propri posti di lavoro? Possiamo anche veder male l'iniziativa di certi credenti di iniziare un ministerio in un ambiente così frivolo come quello della moda, ma dobbiamo onestamente ammettere, che è segno di grande coraggio e presenza di visione evangelistica, quella di proclamare Cristo in quell'ambiente.... allora prima di giudicare certe iniziative guardiamo alle nostre vite e chiediamoci se certi preconcetti non nascondano soltanto un nostro alibi nel voler tenere separato il nostro ambiente lavorativo dalla nostra sfera spirituale. E' facile non commettere errori per coloro che non fanno mai niente se non giudicare chi invece magari rischia di fare cose impopolari ma è nella norma di chi si mette in gioco nella vita. ______________________________________________________________________________
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